mercoledì, gennaio 17, 2007

Processo

Immagino tutti ricordiate la storia di Federico Aldrovandi, il ragazzo di Ferrara morto in seguito a una collutazione con la polizia. Dopo parecchio tempo è cominciato il processo. Poco sotto trovate i capi di accusa e una foto che non è bella ma è significativa (e in questo caso non c'è nulla di voyeuristico, serve a capire). Non commento, non credo ce ne sia bisogno.

FORLANI PAOLO (1961)

SEGATTO MONICA (1964)

PONTANI ENZO (1965)

POLLASTRI LUCA (1970)

IMPUTATI

Delitto p. e p. dagli art. 113, 51, 55, 40 cpv 589 c.p. perché, in cooperazione tra loro e consapevoli ciascuno della condotta altrui, in qualità di agenti componenti le volanti alpha 2 e alpha 3, intervenuti in via Ippodromo a seguito di chiamate di privati cittadini che avevano segnalato la condotta molesta e di disturbo di un giovane (successivamente identificato in Federico Aldrovandi), con colpa consistita nell’eccedere i limiti dell’adempimento di un dovere ed in particolare:

1. nell’avere omesso di richiedere immediatamente l’intervento di personale sanitario per le necessarie prestazioni mediche a favore di Federico Aldrovandi descritto dagli stessi agenti in stato di evidente agitazione psicomotoria;
2. nell’avere in maniera imprudente ingaggiato una colluttazione con Federico Aldrovandi al fine di vincerne la resistenza eccedendo i limiti del legittimo intervento; in particolare, pur trovandosi in evidente superiorità numerica, percuotevano Federico Aldrovandi in diverse parti del corpo facendo uso di manganelli (due dei quali andavano rotti) e continuando in tale condotta anche dopo l’immobilazione a terra in posizione prona;
3. nell’avere omesso di prestare le prime cure pur in presenza di richiesta espressa da parte di Aldrovandi che in più occasioni aveva invocato “aiuto” chiedendo altresì di interrompere l’azione violenta con la significativa parola “basta”, mantenendo al contrario lo stesso Federico Aldrovandi, ormai agonizzante, in posizione prona ammanettato, così rendendone più difficoltosa la respirazione;

cagionato o comunque concorso a cagionare il decesso di Federico Aldrovandi determinato da insufficienza cardiaca conseguente a difetto di ossigenazione correlato sia dallo sforzo posto in essere dal giovane per resistere alle percosse sia alla posizione prona con polsi ammanettati che ne ha reso maggiormente difficoltosa la respirazione.

In Ferrara il 25 settembre 2005


Domani, come tutti i giovedì, c'è il blocco del traffico in tutti i capoluoghi della regione (ma anche a Imola). Il blocco è dalle 8.30 alle 18.30 e riguarda tutte le auto pre euro4 e tutti gli scooter pre euro2. Peer sapere se il vostro scooter è euro2, prendete il libretto, lo aprite e controllate quale direttiva rispetta. Se la direttiva CE è 2002/51/CE fase A, allora potete circolare.

In serata metto qualche foto di capodanno on line.

venerdì, gennaio 12, 2007

Buona giornata

Il mio personalissimo laboratorio sociologico (l'ascensore) ha fornito un nuovo responso. Il saluto "buona giornata" a sostituire il molto simile "buon giorno", produce risultati migliori, aumentando la probabilità di risposta e quella di veder sorridere il corrucciato compagno di salita.
La questione è parecchio interessante (vabbé, si fa per dire). Questo tipo di saluta mi pare sia mutuato dall'inglese, have a good day, e questo non giocherebbe a suo favore. Però è vero che la risposta che scatena è in genere un "grazie" con sorriso e testa che si gira verso il salutante. Si tratta di una grande novità rispetto al rituale 'giorno - 'giorno pronunciato a testa bassa.
Vi invito a provare, poi mi sapete dire.

Argomento unico a livello nazionale, il pluriomicidio di Erba. Non entro nel merito, vi invito solo a pensare quanto è assurda la situazione. Il fatto è efferato e gravissimo, inevitabilmente scatena rabbia e sconcerto (per usare termini pooooooooco utilizzati in TV), ma stiamo parlando, in fin dei conti di un omicidio. E ne capitano ogni giorno. Il caso sarebbe più interessante se in qualche modo coinvolgesse ognuno di noi. Mi spiego, unabomber, quello dei sassi dal cavalcavia, un serial killer in libertà, questi sono casi che ci riguardano e che, benché molto alla lontana, giustificano lo spiegamento di media. Esiste un rischio per ognuno di noi.
In questo caso invece, non c'è nulla che ci possa impensierire. Si tratta di un caso di miseria umana, tristissimo nella sua tragicità ma che non fa nemmeno scuola. A meno di pensare che ci sia un fenomeno sociale preoccupante che spinge i vicini ad ammazzarsi tra loro. Ma non credo che nessuno sia preoccupato di questo. L'interesse deriva dall'orrore. Seguiamo la vicenda perché fa paura. Legittimo, però non dovrebbe coinvolgere trasmissione di presunta informazione, si tratta di un caso più adatto a blu notte di Lucarelli.
Come per Cogne, l'interesse morboso e la trasformazione di questi casi in enormi carnevali del macabro ci fanno zummare (neologismo) su piccole cose (perché questo sono) mentre intorno ce ne capitano tante altre, ben più preoccupanti.
Ah, un'ultima cosa. Come sempre in questi casi, si urla la propria rabbia innvocando la pena di morte. Anche qui, il diritto di uno stato sovrano a comminare una pena di questo tipo non è da escludersi a priori (io sono contrario ma è una mia opinione). Il problema (e non si può essere tanto miopi dal non vederlo) è che una volta riammessa questa pena il rischio è quello di entrare in quel circolo vizioso in cui si trovano gli stati uniti, che da qualche decennio uccidono innocenti per sbaglio (non ricordo i numeri esatti, mi pare una sessantina negli ultimi venti anni). Dice, ma quei due hanno confessato. Sì, amico, però ragiona, non è che puoi fare una legge per quei due che hanno confessato e basta. Quando l'hai introdotta poi vale per tutti. Te la prendi tu la responsabilità di ammazzare gente per sbaglio? Io non la voglio.
Il grillo parlante ha parlato.
Buona giornata.

martedì, gennaio 02, 2007

2007


Non posso esimermi.
Esigenze di mercato e calo dei visitatori (oddio, dove state andando?) mi obbligano a fare un post sul nuovo anno che inizia. Che poi, a pensarci bene, non è che cambi sega rispetto a qualche giorno fa. Ma poi, a ripensarci ancora meglio, trovo abbastanza naturale porsi scadenze più o meno artificiali che dirigano i nostri passi e le nostre intenzioni.
Uno (o due, tre, quattro) arriva al 31 dicembre e da lì decide che basta, da domani cambia. Qualcosa, mica tutto, però qualcosa cambia. E vabbé e per me che cambia?
Non saprei, partiamo dal presupposto che il mio lato razionalista mi impedisce totalmente anche solo di sperare che l'influenza di qualche stella piantata in cielo a chilometri e chilometri di distanza possa in qualche modo influenzare l'andamento delle mie fortune. Se ne deduce che i cambiamenti in vista dovrebbero venire dalla mia stessa persona, dovrebbero essere tentativi consapevoli di spostare la barra e cambiare rotta.
Mmmm, è il secondo giorno del 2007 e mi sono già messo in crisi da solo.
Certo, la pace nel mondo fa gola a tutti, però se ci guardiamo veramente dentro sappiamo tutti che non è un obiettivo raggiungibile nel 2007. Chissà, nel 2008 magari. Devo trovare qualcosa di diverso. Cazzo ne so, il Bene comincia a lavorare e per questo inizio d'anno si è ripromesso di allenarsi a svegliarsi presto (geniale). Ciama invece smette di fumare il 14 gennaio (ecco, lui invece non si è allenato tanto a smettere per quel che ho visto).
E io, che potrei fare?
Ci devo pensare, se voi intanto avete suggerimenti, sono ben accetti.

Ah c'è stata una cena e c'è stata una festa. Chi ha foto pubblicabili le spedisca. Quelle che vedete stanno a dimostrare il prima e il dopo. Si ringrazia il nostro attore per questa dimostrazione estremamente efficace di come si possa passare dal gaudio alla mestizia nel giro di poche ore. Chi invece non c'era ci racconti un po' come ha scollinato il 2006.

Ohi, state bene tutti, anche quelli fra voi che mi stanno sul cazzo.

giovedì, dicembre 21, 2006

Notizie del giorno

Si è laureato Cippaldoni.
Purtroppo non ho assistito né alla discussione né alla proclamazione. Sono arrivato in tempo per bere (strano) e per vedere il dottore splendidamente abbigliato dal buon Ermenegildo. Se ci aggiungiamo che anche i signori Grifoni e Tod's hanno partecipato al lieto evento, potete capire che non era il vostro solito cippi.
Voglio rassicurare tutti, non aveva il portafogli attaccato con la catena ai pantaloni.
Uff, siamo veramente agli ultimi giovani. Quando ti si laurea il Kaunas è un po' come quando tua figlia perde la verginità. Sai che prima o poi doveva accadere ma sai anche che sarà traumatico. Perché in qualche modo chiude un'epoca in maniera ufficiale. Con il capolinea dei due fancazzisti ufficiali di economia, per me si chiude davvero ogni rapporto con l'Università di Bologna (l'altro fancazzista l'ho festeggiato in un post estivo).
Ah, me li ricordo bene io. Son venuti in aula studio diverse volte. Il tabellino di marcia era questo:
- mattina: non pervenuto Cippaldoni, non pervenuto Naighez.
- ore 15.15: arrivo Cippaldoni, post simpson, post caffè, post paglia.
- ore 15.45: paglia.
- ore 17.00: arrivo Naighez, paglia.
- ore 18.00: paglia.
- ore 18.15: abbandono di Naighez per manifesta superiorità dei libri, frase storica: "Non ce la faccio più, vado a casa a riposarmi una mezz'ora, ci vediamo all'Irish".
- ore 18.45: chiusura aula studio.
- ore 19.00: Irish.
Cominciate a capire che intendo? Cippaldoni è un po' il bambino in ognuno di voi, se si laurea il bambino, che bambino è? Certo, so che state pensando, che avete un ultimo bambino cui aggrapparvi. Ma quello non vale, ha i baffi, fa da mangiare meglio di vostra madre e guida peggio di vostro padre, non può essere il bambino in voi.
Vabbè, ciama, son contento per te ma sono un po' triste.

Ho un'altra cosa da dire. Come saprete in questo w.e scatta l'ennesimo sciopero dei giornalisti. 3 giorni di sciopero. Questi da più di due anni sono senza contratto di lavoro e vivono una situazione paradossale, con gli editori che presentano bilanci gonfi ma si rifiutano di sedersi al tavolo. State in occhio. Questi hanno intenzione di trasformare tutti i quotidiani nel Resto del Carlino. Che esce perché non è scritto da giornalisti assunti ma da gente pagata a pezzo. Che ovviamente non ha diritti né può scioperare perché se non scrive il pezzo non mangia e soprattutto trova un altro al suo posto il giorno dopo.
Questo procedimento, questa precarizzazione del lavoro è grave in ogni campo. Ma è ancora più grave nel mondo dell'informazione. Perché giornali fatti come il Carlino tolgono interamente ai giornalisti (e al direttore) la possibilità d fare un'informazione corretta. E poiché in Italia non abbiamo editori puri (imprenditori che abbiano come unica attività fare giornali, per capirci) è facile immaginare gli usi che un editore possa fare di un organo di informazione a proprio vantaggio.
Nessuno di noi crede a Babbo Natale e sappiamo tutti che questo già avviene. Gli editori condizionano pesantemente la linea di un giornale. Ciò non toglie che le cose potrebbero andare peggio, molto peggio.

martedì, dicembre 19, 2006

L'immagine che vedete è gentilmente offerta dal fotografo iannachis. Non dovrei postarla per questione di diritti ma lasciamo pure che mi faccia causa, so dove abita, al limite gli brucio la casa. Perché continuo a fargli pubblicità gratuitamente? Tanta gentilezza non vi pare sospetta? Gli devo forse dei soldi?
Niente di tutto questo, i motivi sono due:
Il primo, gnegnoso, è che a Porto Venere ci siamo stati con un po' di frequentatori di questo blog (sempre più scarsi, tra l'altro, mi state tutti sul cazzo). La foto è bella e allora usiamola.
Il secondo è che ho sgamato il fotografo e il motivo di tanta passione. "Flickr è bello perché si possono condividere tante foto" mi disse lui. Seeeeee, come no, proprio per le foto. Diciamo che principalmente cerchi di impezzare fotografe. Tra l'altro il vantaggio enorme rispetto a qualsiasi altro contatto Internet è che ogni fotografo piazza nel suo album un autoritratto, da qui la possibilità di periziare il campo prima di partire con complimenti sperticati a foto orribili fatte da fanciulle di ogni parti del globo (Poland).

Ma non era questo il motivo per cui ho aperto questo post. Il motivo vero non lo ricordo per cui sparo lì due barra tre cartucce a cazzo di cane:

- Il governo Prodi starebbe (fonte beppegrillo) convertendo la centrale di Porto Tolle al carbone. Mi pare un'idea di merda e talmente retrograda da risultare irritante.

- Il caso Welby infiamma l'Italia e sveglia le coscienze. La cosa durerà ancora un paio di giorni, poi ci stancheremo e favorevoli e contrari all'eutanasia spegneranno i loro ardori. Ridicola pagliacciata mediatica ma che funziona, non c'è quotidiano, telegiornale, blog o sito internet che non si sia interamente dedicato alla vicenda.

- Scopro che i senatori a vita non sono democratici. Mi basta sapere che in passato i governo Berlusconi ha avuto bisogno per ottenere la fiducia dei voti di Andreotti, Leone e Cossiga. Quando dico ha avuto bisogno intendo che era necessaria. Non rammento obiezioni sulla legittimità di quel voto. La questione qui è seria e non è partigiana (se vi piace leggerla come una difesa del governo fate pure, fotte sega). L'attacco ai senatori a vita viene da chi voleva fare senatore Mike Bongiorno. E tutto torna. E' evidente che Berlusconi reputa la carica di senatore come un premio per vecchi simpatici rincoglioniti. Urge spiegargli che le cose starebbero diversamente e che insultare questi signori in parlamento perché esercitano un loro diritto non ci fa fare una gran figura.

- I contatti al blog calano vistosamente. Andate tutti a fare in culo (l'ho già dettto? pazienza, lo ribadisco)

- Domani si laurea il Ciama. Mi vien da ridere solo a pensarci.

lunedì, dicembre 11, 2006

Teledemocrazia


Noi siamo un animale che si fida principalmente di un senso. La vista.
Quel che vediamo crediamo. E' quasi automatico, se siamo pronti a mettere in discussione quello che sentiamo, quello che ci raccontano o quello che leggiamo, non siamo affatto preparati a non credere a quello che vediamo.
Non ho scoperto l'acqua calda, è dai tempi del Vietnam che fiori di studiosi teorizzano (e non solo) l'importanza delle immagini nella politica. Soprattutto in un sistema democratico.
Il problema è che, oggi più che mai, non ci possiamo minimamente fidare di quello che vediamo. Le immagini che la tivi ci consegna sono sempre artefatte. Possono essere modificate nel senso stretto del termine (ormai bastano programmini che saprebbe usare anche un pirla) o possono essere modificate nella selezione. Prendo un comizio di tizio, taglio 22 secondi che piacciono a me, li presento avulsi dal contesto e ti faccio apparire il comiziante come un perfetto idiota.
Oppure prendo un filmato di uno che dà ricette di cucina in arabo, sporco l'immagine, sottotitolo "cani infedeli vi romperemo il culo (e magari sta dicendo: "mi raccomando, non esagerate con la paprika o il giorno dopo vedrete che scintille")" e tac, ecco pronta un piccola giustificazione per una grande guerra. Poi quando sei in guerra ti limiti a far vedere militari che distribuiscono quei cazzo di pacchi bianchi con scritto sopra UN, qualche lampo verdognolo in cielo, e sta ceppa che lasci ai fotografi entrare nella zona dove son morti massacrati 70 civili o nell'ospedale militare dove i tuoi uomini stanno a fissare il vuoto senza gambe. Dall'altro lato prendi una lezione di teologia del capo dei cattolici, ne prendi via un pezzo mentre cita una celebre studioso del '300, lo proponi sulle principali TV e tac, ecco pronta una bella insurrezione in tutte le città musulmane del mondo.
Ho fatto un paio di esempi del cazzo, guardatevi "Sesso e potere" è un film simpatico sull'argomento, non sbaglia di tanto secondo me.
Comunque il mio problema al momento è di chi mi fido? Usciamo per un attimo dalla logica destra/sinistra, come faccio a sapere chi mi sta raccontando una cazzata? Beppe Grillo è una interessante fonte di spunti. Dice cose che altri non dicono. Ma chi o cosa mi garantisce che le sue fonti non abbiano a loro volta interessi particolari? Ogni tanto si scopre che qualcuno stava o sta costruendo palle favolose, scenari perfetti e falsi. Alcuni ci sono stati propinati, altri sono stati scoperti. Chi può dire con certezza che tutti i dubbi posti sulle reali motivazioni della tragedia delle Twin Towers non siano veri? E chi può essere sicuro del contrario?
A me sta cosa manda in loop. Cerco informazioni sul web (che ne è pieno) leggo i siti della stampa internazionale, confronto le informazioni che riesco a raccogliere e tutte le volte non arrivo a una conlusione. Anzi, a volte ci arrivo ma fin troppe volte scopro poi di avere sbagliato.
Boh, se voi avete idee, son qui.
Buona settimana a voi.
w.

venerdì, dicembre 01, 2006

Brevizzime

- Gli stipendi dei manager italiani continuano a crescere: dal 2002 al 2005 gli amministratori delegati delle principali società quotate in borsa hanno visto crescere in media i loro compensi dell'80%. Per dire, Marco Tronchetti Provera è passato da 2,95 milioni di euro l'anno a 5,21 (+76%), PierSilvio Berlusconi da 0,35 milioni a 1,99 (+468%), Corrado Passera da 2,10 a 5,10 (+142%).
Verrebbe da chiedere a chi possano aver dato il culo (con rispetto parlando) questi signori che hanno ottenuto tali clamorosi aumenti (cui poi non corrisponde andamento altrettanto roseo dei loro bilanci d'azienda). In realtà lo stipendio se lo sono alzati da soli, quindi nel culo lo pigliano gli azionisti (analisi tecnico-economica di gran classe, copyright Woland).
- Paolo Guzzanti come presidente della commissione Mitrokhin ha avuto a che fare con alcuni ex agenti del KGB, desiderosi di sputtanare Putin di fronte al mondo. Quello che i russi ignoravano è che a Guzzanti importava sega di quanto fosse pericoloso Putin, gli interessava di più che le spie russe si inventassero qualche cosa su Prodi (come non bastasse quello che Prodi fa già da solo). Le spie non si capacitavano di tanta cialtroneria e barbonaggine. Ora Guzzanti si caga nella braga perché ha scoperto che mentre lui giocava al piccolo james bond, qualcun'altro un po' più pericoloso di Prodi faceva piazza pulita dei suoi compagni di gioco.
Commento mio: Guzzanti farebbe ridere più dei suoi figli se non fosse che si occupa di cose serie, tipo le nostre vite.
- Giusto ricordare ogni tanto che al momento, nel nostro parlamento, legiferano 25 criminali condannati (non indagati, condannati) in via definitiva. Eccoli qui.
Commento mio: non necessario.
- Rammento a tutti che il clima negli ultimi due mesi è stato clamorosamente mite, probabilmente per compensare lo schifo che fa tutto il resto.
Commento mio: ricordiamocene se e quando le temperature si abbasserano o se e quando pioverà per un paio di giorni.

martedì, novembre 28, 2006

Vendetta

Ecco una roba che piace a tutti di brutto, agli americani anche di più. Tanto che la parola italiana non è stata nemmeno tradotta nel fumetto (V for vendetta).
Ah, la vendetta, regolare un torto subito, in alcuni casi attraverso la legge del taglione (occhio per occhio), molto più spesso attraverso la legge del supersize taglione (una dozzina di occhi per occhio). Kill Bill e Old Boy hanno sublimato (era un bel pezzo che volevo utilizzare questo termine) l'idea di vendetta azzerando tutto il resto dai loro film, ma la realtà è che se togliamo il diritto di vendetta ai protagonisti americani perdiamo la metà dei film sul mercato, da Batman a Sleeper.
Vediamo come funziona di solito.
Due genitori vengono uccisi, oppure un genitore viene ucciso (in questo caso l'altro genitore è morto qualche hanno prima per un incidente imbrobabile, tipo è caduto da un ponte cercando di salvare una comitiva di bambine delle elementari che rischiava di essere colpita da un meteorite).
Il criminale, che è generalmente un attore di 50-60 anni truccato da ventenne con baffi, trucco per gli occhi e altre amenità, fa invariabilmente l'errore gravissimo di lasciare il bambino vivo o, in alternativa, di non controllare sotto il letto (cazzo, guardaci sotto quel letto, se entri in una camera piena di orsacchiotti e non trovi nessuno è improbabile che non ci sia nessuno, dove vuoi che sia andato il cinno di 8 anni, a ballare con gli amici?). Già a questo punto verrebbe da chiedersi come farà il regista a sostenere la presunta genialità malvagia di 'sto tizio che non pensa all'eventualità che il cinno glielo metta, prima o poi, in quel posto.
Questa scena infatti dura in media 2 minuti (8 se il film è di John Woo, perché sarà tutta al rallentatore e girata su moto da corsa che corrono sui bordi del gran canyon). A questo punto viene finalmente svelato perché il Nicholson o il Defoe di turno è stato truccato come una puttana per sembrare giovanissimo (con scarso successo). Perché il film è ambientato 20 anni dopo, quando il giovane criminale esuberante è diventato un boss e lo sbarbo salvatosi per miracolo un aitante biondino incazzato come una pantera e che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.
Ma non è solo incazzato come una biscia, ha anche un piano complicatissimo, studiato negli ultimi 20 anni, per vendicare la morte dei genitori. Unica via, uccidere il cattivo. Spontanee sorgono alcune domande:
1) Il bambino si trova solo al mondo, per venti anni non fa altro che preparare sta vendetta, come campa da lì al momento topico? E dove ha trovato i soldi per comprare tutti quegli attrezzi complicatissimi che usa per realizzare il suo piano.
2) Il bambino non piange mai. Quindi è evidente che è un duro che dei genitori se ne frega. Ma perché un bambino cui non frega palesemente nulla dei genitori decide di dedicare la propria vita all'annientamento di uno che manco sa chi cazzo sia?
3) Ma perché 'sto criminale non muore mai prima? Parliamo di uno che vive pericolosamente, giusto? Vi immaginate che spettacolo, il cinno cresciuto prepara il piano, è pronto per il gran momento arriva nella tana del boss e trova solo il classico sgherro nero di 2,10 metri che frigna come un vitello e gli confida che il capo è morto soffocato da una nocciolina americana. Primo piano del giovane eroe deluso, dissolvenza, titoli di coda. Bellissimo.
4) Come è possibile che il cattivo si ricordi sempre (e dico sempre) del bambino? Avrà ucciso 7-800 persone solo nel tempo del film, come cazzo fa a ricordarsi del moccioso?
5) Mi rifiuto di credere che uno che dedica la propria vita ad architettare un piano complicatissimo per uccidere un boss della mala possa trovare anche il tempo di fare della figa. Magari pure la figlia del boss che non è cattiva ma vittima di un padre crudele (lei in genere ha un cuore tenero, un gatto e dipinge(lei, non il gatto)). Mi rifiuto.
6) Il nostro eroe, si è reso conto che per arrivare a vendicare i suoi genitori in media uccide 76 persone a parente, con una media che farebbe impallidire i nazisti? Ok, glielo concedo, in genere riesce sempre a salvare, con sprezzo del pericolo, uno di quei bambini idioti, tipici degli Stati Uniti, che attraversano le strade in triciclo, però il conto non è comunque pari. Eccheccazzo, se ognuno dei cinni lasciati orfani da questi eroi vendicatori decidesse di vendicarsi a sua volta, al mondo rimarrebbero sì e no una decina di persone.
7) Ma se dopo che ti hanno ucciso i genitori vai dallo psicologo, non passa meglio e con meno fatica?
8) E dopo che hai fatto tutto 'sto casino, che cazzo fai per il resto della vita? Non mi vorrai far credere che ti sposi con la gran topa che hai conquistato, fai dei figli e vivi felice e contento? Eh no! Non lo puoi fare! Intanto non sai fare nulla, quindi non vedo che mestiere potresti cominciare (lo dicevo io che era meglio andare a scuola, altro che piano perfetto), poi ti ricordo quel centinaio di orfani che hai lasciato in giro...

lunedì, novembre 20, 2006

Magnoni!

E' di nuovo tempo di scrivere miei cari. Un'altra top, questa volta four e questa volta culinaria. Anche qui, non si tratta di scirvere i 4 piatti più gustosi di sempre. Si tratta di desciverli, di dare un riferimento e magari spiegare perché quel particolare piatto vi è rimasto nel cuore. Dalla classica lasagna della nonna al goleador della merenda quando eravate bambini, tutto è concesso tranne gli spaghetti alla bolognese.
E poiché la miglior spiegazione è sempre l'esempio, rigorosamente in ordine sparso:
- I tortellini della nonna e i tortelloni della mamma. I primi non li mangerà più nessuno, ricordo come si narrasse che la nonna ha un segreto e non l'ha ancora raccontato a nessuna figlia. Non l'ha mai raccontato e infatti la momi mica li sa fare così bene. In compenso i tortelloni sono come piacciono a me: con la pasta grossa e ruvida, talmente grossa da restare quasi cruda nel nodo. Condimento quasi nullo, un po' di burro e una foglia di salvia. Al resto pensano loro.
- Quel vitello cotto nel forno a legna dalla signora Benzo. Oh signur che roba. Posso ancora immaginarlo, insieme a quel Chianti classico del Castello di Ama. Ricordo bene di avere continuato a ingurgitare carne benché fossi pieno dagli antipasti. Era più forte di me, non potevo fermarmi.
- La grigliata di pesce del "diavolo del brodetto". Oddio, in linea di massima la grigliata di pesce in generale è in grado di attizzarmi (il polpo alla griglia poi), devo dire però che quella particolare grigliata, nella ridente Porto Recanati, ha lasciato il segno. Se mai vi capitasse di passare da quelle parti, non pensateci due volte. Considerate però che se non pescano non aprono.
- La fiorentina. Punto.(la fiorentina "ben cotta" non esiste)

mercoledì, novembre 08, 2006

Prima che mi dimentichi

Ecco a voi il post più veloce di sempre. Ho 9 minuti da ora per scriverlo.
Via!
1. Titolo di oggi: "Nel 2009, con 10 anni di anticipo sulle previsioni, la Cina sorpasserà gli Usa nelle emissioni di gas serra".
Commento mio: Non mi addentrerò nella questione (pur interessante) dell'inquinamento. Non si addice a un post da 9 minuti. Mi rivolgo invece a chi continua con pervicacia (bello eh?) fastidiosa a fare previsioni che poi regolarmente non si avverano. Mi immagino che qualche anno fa lo stesso giornale annunciasse, con scandalo, che, secondo uno studio inglese, nel 2025 la Cina avrebbe raggiunto gli Usa. Oooooooh, ma come faranno a prevedere una cosa del genere? Semplice, sparano a caso.
Tipo, "nel 2050 saremo 73 miliardi". Terrore di spavento. Poi però se vai a cercare le stime di 20 anni fa, oggi dovremmo essere una ventina di miliardi e non mi pare.
Nella stessa scia c'è quella gran presa per il culo della speranza di vita. Oggi la speranza di vita per un italiano è di tipo 80 anni. Ma che culo. Peccato che questa stima sia fatta sull'eta media di morte attuale. Normale dite? Chiedete ai nonni quale era la speranza di vita quando avevano 30 anni. Immagino una roba tipo 50. E invece sono arrivati a 80. Bestia che miracolo!
Per farla breve, fossi in voi io su quegli 80 anni non farei troppo affidamento.
2. Titolo da sito internet: "Italiani pessimisti: paura di perdere il lavoro" Prosegue: "Uno su tre pensa di non poter conservare il proprio lavoro nei prossimi due anni". Amico giornalista, a me sta bene tutto e sono ben contento di avere il lavoro che ho, però se mi domandi "lei pensa di conservare il suo lavoro nei prossimi 2 anni?" la risposta sarà invariabilmente no, avendo io un contratto annuale rinnovabile solo due volte. Va bene il precariato, va bene i contratti di un anno, va bene tutto, ma pure l'accusa di essere pessimisti! Ma vaffanculo, pessimista sta ciolla, io tra due anni non avrò questo lavoro, non esiste altra possibilità.
Pessimista, ma senti questo. Tsk.
3. Pillola da ascensore:
"Freschino oggi eh?"
[oggi? freddo oggi? bah, se lo dice lui]
"Ero uscito senza guanti e senza giacca in scooter ma c'era un freddo... Son tornato a casa a prendere i guanti (con aria scocciata e stupita dall'inclemenza di babbo clima)"
[sei un cretino. sei uscito in scooter alle 8.30 dell'8 novembre senza guanti e con la giacchetta a vento e rompi i coglioni sfregandoti le mani perché hai avuto freddo? Per capire, se ti incrocio in agosto come cazzo sei vestito?]
Buon proseguimento a voi tutti.
p.s.
sappiate che ho sforato di 2 minuti.

sabato, novembre 04, 2006

Magna Italia

...E mi sono reso conto che, certo, se sono solo prendo la pizza sotto casa e non mi avventuro in un'esplorazione culinaria, ma non appena arrivo in un altro paese, prima ancora di visitare i musei e le chiese, faccio due cose: anzitutto cammino per le strade, cerco di perdermi in modo da girare a vuoto, a lungo, per vedere la gente, le vetrine, i colori delle case, sentire gli odori; e poi vado a cercare il cibo locale, perchè senza l'esperienza del cibo non capirei il luogo in cui sono e il modo di pensare di chi vi abita.(...) Incontrare la cucina italiana in tutta la sua varietà vuole dire scoprire la differenza abissale, non solo di linguaggio, ma di gusti, mentalità, estro, sense of humour, atteggiamenti di fronte al dolore e alla morte, loquacità o silenzio, che separano un siciliano da un piemontese o un veneto da un sardo. Forse in Italia più che altrove (anche se la legge vale per ogni paese) scoprire la cucina vuole dire scoprire l'anima degli abitanti. (U. Eco, La Repubblica, 4-11-2006)
Il pezzo di Eco mi è piaciuto e ne ho riportata una parte per 3 ragioni:
1) Così ogni tanto leggete qualcosa scritto in italiano.
2) Per rendere omaggio a un amico (sì, quello per niente paranoico che non beve, non si droga, non fa il bagno dopo mangiato) che mi è immediatamente venuto in mente. Certo, l'Umberto parla prima di girare a vuoto e poi di cercare da mangiare. Il nostro tende a cercare prima da mangiare, poi a mangiare, poi a ricercare da mangiare e poi di nuovo a mangiare. Ugualmente gli va dato atto di avere uno stile di viaggio in comune con uno dei trebarraquattro intellettuali conosciuti un po' ovunque. Sciapò.
3 e più importante) Sfanculare alla grande i vari strangers con la puzza sotto il naso che ci guardano con disprezzo perché distinguiamo le tagliatelle dagli spaghetti. De seim zing sta ciolla, cari i miei servi del pagliaccio con la M sulla testa. Saper mangiare decentemente è cultura. E distinguere il semplice nutrirsi dal mangiare è un segno di superiorità. Come dite? C'abbiamo solo quello? A parte che siamo anche campioni del mondo nello sport più brutto e sporco dell'intero globo terracqueo e c'abbiamo la prima scelta nba, fatevi i cazzi vostri e lasciatemi in pace che mia madre chiama in tavola. Polenta e coniglio alle noci.
Tié, stronzi!

p.s.
vi starete chiedendo, cosa centra la foto? Nulla, però siete arrivati fin qui cercando un nesso. Ahahahahah

martedì, ottobre 31, 2006

Aaattendere


Ancora niente.
Fate mo i bravi ancora un po'.

giovedì, ottobre 26, 2006

Niente da dire


Anzi, ne avrei mille da dire ma non ho tempo.
Tiè!

lunedì, ottobre 23, 2006

Che piano?

E mentre siamo qui che vomitiamo allegramente fango, mentre la Regione Sicilia paga un burocrate di merda amico di Cuffaro 1500 euro al giorno, mentre Putin (avendo letto repubblica) si affretta a dichiarare al mondo che la mafia è roba nostra (anzi, cosa nostra) e non loro, mentre in Iraq muoiono ormai più civili che sotto Saddam (lo ammetto, non mi aspettavo un risultato tanto positivo, bella George).
Dicevo?
Ah sì, mentre insomma il tardo impero va a rotoli, noi abbiamo tempo da perdere, io in particolare, perciò voglio rendervi partecipi di una mia quotidiana paranoia (si fa per dire, non prendetemi alla lettera, vi prego).
L'ascensore, altrimenti detto elevatore.
Non perché mi faccia paura. No. L'ascensore ha due poteri: uno, rovinarti la colazione ricacciandotela in gola, due farti perdere cinque preziosissimi minuti guardando uno stupido display che corre (magari).
In una mattinata tipo arrivi alla pista di decollo. Quattro ascensori fanno su e giù, su e giù scarrozzando gente per il palazzo. Sei quindi costretto a seguire 4 display, spesso ingannevoli e infidi, che ti illudono, ti blandiscono e poi si fermano all'ammezzato o dal quinto ricominciano a salire. Tu vedi 'sti cazzo di numeri, sai, umile, di essere uno 0 e aspetti speranzoso che uno di questi attrezzi decida di fermarsi al tuo livello, magari evitando di saltarti per scendere in garage.
Quando finalmente le porte di uno dei 4 mostri si aprono con il classico dlin dlon, hai finalmente accesso al mezzo che ti eleverà. Tu e altri 8, perchè ci ha messo tanto ad arrivare che l'atrio si è riempito di altri viaggiatori colmi di speranza.
All'interno dell'abitacolo ci si dispone tendenzialmente in cerchio, onde evitare di mostrare le terga a qualcuno e ci si appoggia agli specchi che in questo modo alle ore 7.45 sono già luridi. Tendenzialmente si sorride, per ragioni che al momento non saprei definire con esattezza.
Tutti spingono il loro pulsante e si può stare tranquilli che nessuno andrà oltre il tuo piano. Devi andare al nono? L'ascensore ha 8 passeggeri, tutti rigorosamente diretti ai piani inferiori al tuo. Ti attende un viaggio che è assimilabile alla tratta bologna-vignola in treno, sai di essere salito su uno di quegli espressi che quando il capostazione lo annuncia, il treno fa in tempo a partire e anche ad arrivare alla stazione dopo da quanto è lungo l'elenco delle fermate. Il tutto con l'aggravante per lo stomaco di un movimento costante della colazione. Ad ogni fermata, ad ogni ripartenza, potrai rigustare il cappuccio, i corn flakes o quel che sia. Se devi andare oltre il quindicesimo hai buone possibilità di riassaggiare anche la cena del giorno prima.
Ma non è finita. Perché se hai veramente sfiga, quella mattina arriva lo stronzo di corsa che proprio mentre la voce metallica annuncia "partenza salita" si butta dentro, impedendo alla porta di chiudersi. Il trafelato si scusa sorridendo: "emh, scusate" "si figuri, a che piano?" "l'ammezzato, grazie".
L'ammezzato?
Mi faccia capire, lei, maledetto imbecille, si è buttato dentro un ascensore pieno di gente rischiando di rimanere schiacciato tra le porte per non fare mezza rampa di scale? Nemmeno una rampa intera, mezza, perché capisce anche lei che l'han chiamato ammezzato per un motivo.
"Piano ammezzato" annuncia la voce.
"Buona giornata"
Eh, ottima.

mercoledì, ottobre 18, 2006

Habeas Corpus? No, grazie

27 maggio 1679: viene emanato l'Habeas Corpus Act in Inghilterra. In realtà principi similari si trovano sin dal 1300 in varie giurisdizioni. In generale, nel diritto anglosassone, con questa locuzione si fa riferimento all'ordine emesso da un giudice di portare un prigioniero al proprio cospetto.

settembre 2004: in seguito agli attentati dell'11 settembre e alla seguente dichiarazione di stato di emergenza da parte del Presidente degli USA, la Corte Suprema degli Stati Uniti è chiamata a pronunciarsi su tre diverse sentenze di corti distrettuali e di circuito. In sintesi, i provvedimenti adottati dal signor Bush avevano portato alla lesione di alcuni diritti fondamentali (riconosciuti dalla carta di ginevra) di prigionieri in nome dello stato di emergenza sopra citato. La Corte Suprema si pronuncia contro le sentenze precedenti e stabilisce che "uno stato di guerra non costituisce un assegno in bianco per il Presidente quando coinvolge il diritto di un cittadino" riaffermando il ruolo del giudiziario nel valutare la discrezionalità dello stesso per quanto riguarda la restrizione della libertà personale.

17 ottobre 2006: il Presidente degli USA, signor George W. Bush, firma una nuova legge per contrastare il terrorismo. Tra le altre mirabili novità, la negazione del habeas corpus per i prigionieri ai quali viene sostanzialmente impedito di fare ricorso a una corte federale per contestare una detenzione ritenuta ingiusta. Vengono poi convalidati gli interrogatori tramite "procedura alternativa", ovvero viene fornita carta bianca alla CIA per i suoi interrogatori segreti e senza garanzie. La notizia viene dal NY Times ma temo non vedrete l'articolo, serve l'iscrizione al sito. In Italia ho trovato solo il pezzo di repubblica. Ho cercato sul carlino ma stranamente non c'era nulla. Il corriere invece si limita a un trafiletto.

Oh, io di common law non so una cippa, ho scritto quel che ho capito, se sbaglio mi corigerete.

lunedì, ottobre 16, 2006

climax

Per tutti coloro che "sarebbe meglio venisse freddo così almeno saprei come vestirmi" e che si lagnano di un autunno spettacolo che ha visto 3 giorni di pioggia tra settembre e ottobre, questo è quello che vi auguro a breve (così sapete come vestirvi).Qui trovate invece il cognonometro di cui ha parlato con qualcuno.

mercoledì, ottobre 11, 2006

Non mi somigghia pe'nniente


Se lo dice lei...
Per me le somiglia, voi che dite? (questa è un'attrice neozelandese da poco testimonial ONU)

Parlando d'altro, ieri mi sono imbattuto nell'orrido Vespa e nel suo circo di nani e ballerine. Argomento, le iene e la droga in parlamento. Ospiti in studio Castelli (pota, figa, negri, boia, schifo, vomito, terroni, comunisti), Capezzone (che cazzo avrai da ridere, imbecille?), Bocchino (che mi pare di non aver mai sentito parlare ma ammetto di aver ascoltato 8 minuti massimo), Rizzo, unochenonsochisia della Margherita e la Mussolini.
2 note:
- Il tizio del garante della privacy ha stroncato la trasmissione spiegando, con voce da prete ma con molta chiarezza, che il problema delle iene non è stato il servizio ma il modo in cui hanno rubato informazioni personali riguardanti la salute dell'individuo. Insomma, non ha importanza come usano i dati (se in maniera anonima o no) il punto è che il giornalista delle iene sa che, poniamo, Bocchino si fa di coca. Che non lo dica a nessuno non ha importanza, il grave è che lo sa lui. Sono perfettamente d'accordo col garante, se le iene volevano fare un'inchiesta potevano fare come il giornale crucco che si è messo a raccogliere la polvere nei cessi del parlamento europeo e ha trovato tracce di cocaina che fanno pensare ad un consumo di massa della stessa. Così non rubi dati a nessuno e fai una bella inchiesta sul problema della cocaina.
- Ma la Mussolini che cazzo vuole da noi? Non ha smesso un secondo di parlare. Gli altri nani si sono comportati in maniera piuttosto urbana. Perfino Castelli ha appoggiato la clava per un secondo e ha assunto sembianze vicine a quelle di un sapiens. Solo lei ha continuato ininterrottamente a sfrantumare i maroni tenendo un sottofondo fisso di borbottii incomprensibili. In questo modo, ovviamente, non ha sentito nulla di quello che dicevano gli altri e ha continuato a fare le stesse domande e a proporre le stesse tematiche, quando era già stato chiarito che le iene l'avevano fatta fuori dal vaso. Ma l'esilio? Ma confinarla dentro lo studio di bulli e pupe?

Oh, per diana, la fate st'interivsta o vi devo venire a prendere uno per uno?

parole, parole, parole

Ci sono termini, parole ed espressioni che danno un fastidio fisico. A volte suonano male, a volte vengono usate a pisello di labrador, altre ancora vengono ripetute fino a renderle vomitevoli.
Queste sono le mie parole odiate:
- Gentilmente. "Mi può fare un caffè, gentilmente". No, glielo faccio in maniera scortese, che dice? Ma soprattutto, come diavolo si fa un caffè gentilmente? Accarezzando la tazzina? Parlando alla Gaggia e raccontandole di un posto migliore in cui le macchine da caffè sono libere? Sei al bar, sono il barista, perché devi insinuare, con il tuo invito ad essere gentile, che io non sarei gentile se non opportunamente redarguito?
- Sgrillettare, scopicchiare, fare un limone e fioccare. Li metto insieme perché sono termini che mi hanno sempre tolto la voglia di fare quello che descrivono. Li trovo volgari, al limite dell'impronunciabile.
- Sa cosa le dico?. Per un motivo molto semplice. Se cominci così, stai per dirmi una stronzata.
- Genio e sregolatezza. Già sregolatezza suona male di suo. Se ci pensate, buttando lì parole a caso in modo dadaista (bella parola questa, invece) otterreste un risultato simile per durezza e scomodità di dizione (che so, garsgolluaz). Non contenti lo associamo a genio, creando un luogo comune falso e noioso quanto bulli e pupe.- Nella misura in cui. Vabbé, fa schifo, che c'è da spiegare?
- Attimino e in generale tutti i diminuitivi, accrescitivi e superlativi usati ad minchiam.
- Pseudo-quello che vi pare. Pseudointellettuale, pseudoletterato, pseudopsicologo, pseudoopinionista, pseudogenio, pseudoingegnere, pseudoartistoide (questo è uno pseudoaggravato). Viene dal greco mentire e viene utilizzato dalla scienza quando si trova davanti a un fenomeno che sembra una cosa, ma non lo è (pseudozampa, pseudomembrana). Comunemente viene utilizzato, in senso dispregiativo, da chi pensa di essere una cosa e vuole dimostrarlo negando che un altro lo sia (e bilbo baggins mi fa un soffione!). Non è chiaro eh? Voglio dire, per dare della testa di cazzo a uno, c'è bisogno di dimostrare che conosci il suffisso pseudo e che sai adattarlo a un termine a tuo piacimento? No. Lo fai solo se speri che l'ascoltatore ti reputi, a quel punto, una persona in grado di distinguere un vero pittore da uno pseudopittore (esempio).
- Onorevole e tutti i titoli. Guardare una tolc sciò è come osservare una cena del rotary. Onorevole Bocchino, Presidente Berlusconi (perché poi quando uno è stato presidente di qualcosa lo resta a vita?), Dottor Vespa, Cavalier Steek Huzzie. Ma che è? Da questo punto di vista onore agli anglossassoni che danno del mister a tutti e pace. Poi onorevoli, suvvia, onorevoli di cosa? Dipendenti, citando Beppe Grillo, mi pare più consono.
Bien. Ne avrei altre ma per ora possono bastare. A chi pensa che questa lista sia snob rispondo che non ha provato a valutare se ci siano parole che anche a lui danno fastidio. Magari non sono queste, sono altre. Magari odiano la parola "bebè", oppure la parola "giovani", cosa ne so. So per certo che anche voi odiate espressioni, termini o modi di dire.
Lo spazio qui sotto è fatto apposta.
State bene.

lunedì, ottobre 09, 2006

Tempo di elmetti

Ho raccolto un po' di notizie recenti.
Anna Politkovskaia è stata uccisa. Era una giornalista russa che scriveva su Novaya Gaseta, un quotidiano moscovita che, naturalmente, manco sapevo esistesse prima di questo episodio. Episodio significativo perché questa signora era una convinta oppositrice di Putin e della sua politica. Era rimasta una delle poche, pare, a raccontare quello che accade in Cecenia (dove i russi fanno un po' quel cazzo che pare loro) e ad accusare Putin per le politiche economiche folli messe in atto dal "judoca".
Questa storia è triste per varie ragioni. Perché dimostra che la democrazia non è arrivata nemmeno un po' in russia, perché dimostra che la democrazia puzza molto anche da noi (se è vero che i capi di stato europei fanno a gara per mostrarsi grandi amici di Putin e mai una volta che ne condannino le politiche da Zar) e poi perché ci rammenta che il secondo "blocco" di armi più importante, per dimensioni e potenziale distruttivo, del mondo è in mano a un ex spia del KGB che mi pare si possa definire, con un complimento, un criminale.
Per consolarci, possiamo riflettere sul fatto che il primo Paese al mondo per le armi (con tipo il 60% delle armi esistenti) è invece guidato da una scimmia antropomorfa che ha rischiato di morire mangiando arachidi durante una partita di football.
Nel frattempo si sta armando anche la Corea del Nord, che ha portato a termine i suoi primi test nucleari e si va ad affiancare a Cina, India e Iran. La scimmia di cui sopra ha definito questi test inaccettabili. Premesso che preferirei che i nord coreani non avessero proprio nessuna cazzo di bomba, qualcuno mi spiega in base a quale principio un nord coreano deve trovare accettabile che gli americani tengano un potenziale in armi utile a demolire giove e invece noi ci incazziamo subito e gridiamo al non rispetto delle regole del giochino se questi provano a far scoppiare anche loro qualche atollo?
La domanda che mi pongo, considerati i vari frammenti raccolti in giornata, è: quali probabilità abbiamo di non vedere prima di morire (subito prima, nel caso) un bel fungone che si alza vicino a casa?
State benone.

p.s.
c'è sempre l'intervistona, non dimenticate.