giovedì, luglio 09, 2009

Solite figure di merda



Se ho ben capito, le figlie di Obama sono uscite per prendere un gelato e son finite a fare gelati. Viste due nere extracomunitari abbiamo trovato subito il modo di farle lavorare e poi tra quache tempo dichiararle clandestine e cacciarle a pedate.
Bravi, facciamoci sempre riconoscere eh.

mercoledì, luglio 08, 2009

Il consiglio definitivo

E fu così che nel bel mezzo dell'ennesima manfrina piena di saggezza su quel che potrei o dovrei fare per uscire da questo drammatico periodo di crisi, proprio quando mi stavo addormentando, obnubilato da sostantivi, verbi, aggettivi ma - soprattutto - avverbi, fu proprio allora, dicevo, che il consiglio definitivo arrivò.

Implacabile e inaspettato, improvviso e insperato.

Ma perché non fai... un MASTER?




(la foto l'ho presa da fried gold)

venerdì, luglio 03, 2009

Fila

In genere quando ho anche solo il vago sospetto di dover aspettare mi munisco di intrattenimenti vari.
Posso presentarmi dal medico con il portatile e tre film scaricati appositamente per l'occasione. O due libri, tre quotidiani e i compiti di inglese. Una volta ho pure scritto una di queste perle preziose che colleziono all'indirizzo www.wolandest.blogspot.com.
Il tutto viene chiuso da un elemento imprescindibile e cioè la totale chiusura rispetto al mondo esterno tramite coppia di auricolari. Cosa trasmettano è del tutto indifferente, conta che mi impediscano di sentire ogni tipo di commento fatto dai filanti (coloro che fanno la fila, mi pare chiaro. se ne deduce che bono vox, johnny deep e michael jordan che aspettano il proprio turno dal medico altro non siano che stelle filanti. ahahahah.)

Bene, all'ultima fila della mia vita sono arrivato bello carico, quel drogato di Iggy pop cantava biuuuutiful biuuuuutiful gherl from de norz, iu gheiv mi lov for friiiii, quotidiano fresco, e pure romanzetto nuovo nuovo in canna, dovesse prolungarsi l'attesa.
Prendo il numerillo.
Poteva andare peggio.
Mi siedo.
Spiego con gesto teatrale lo schermo inchiostrato che mi riserverà completa privacy fino a quando io deciderò di staccare gli occhi dalle pagine.
Tempo due minuti una vecchia - ma vecchiaaaaa - signora sorridente si avvicina.
La scorgo con la coda dell'occhio (maledetti tabloid, col sole 24 ore non mi sarebbe mai successo. mi sarei rotto imensamente i maroni a leggerlo ma questa è un'altra storia).
Parla proprio con me, sempre sorridente.
Stacco l'isolante dalle orecchie.

- Mi scusi, posso sedermi qui?
- Certo, prego, si accomodi.


Riisolo.
Niente da fare, la signora mi sta parlando, lo percepisco.

- Diceva?
- No, niente, dicevo solo che fai proprio bene a leggere repubblica e non il carlino.
- Mh, grazie [grazie? si ringrazia in un caso come questo? era un complimento?]
- Mario me lo diceva sempre che il carlino dice solo delle fatte corbellerie. [Mario ne sapeva a pacchi, signora] Lui non diceva corbellerie, usava un'altra parola ma non sta bene (ridacchia) [Mario diceva "cagate", me lo sento e lo approvo due volte].
- ...
- Che poi io lo leggevo lo stesso il carlino perché se sei di bologna leggi il carlino. Poi però lui è andato... (guarda in alto) E allora io ho smesso di leggerlo che a lui non piaceva mica [ho in mente pochi altri modi per portare rispetto ad un morto altrettanto azzeccati].
- Beh, ha fatto bene. Credo.
- Ma leggi pure sai, non voglio distrarti. Sei proprio un bravo ragazzo.

Benedetto e contento me ne vado per la mia strada. E mi è bastato non leggere il carlino. Tiè

giovedì, giugno 25, 2009

Let's talk about sex*

Il problema è che io gli credo.
Quando dice che lui a Villa Certosa non le trombava mica, quando si incazza col suo avvocato che lo ha definito "utilizzatore finale" (cioè prima le faceva girare, tipo canna?), io gli credo.
Non me lo immagino con la smorfia da attore porno a far numeri a tre in piscina.
Per dire, mi immagino Billone Clinton che si fa fare un mugolone. Quello sì.
Lui me lo immagino di più in un'ambientazione tardo imperiale, satiro compiaciuto tra ninfette nude che cacciano urletti di gioia e si rincorrono spruzzandosi d'acqua.
Il tutto a beneficio dei suoi ospiti.



Io credo sia andata che un giorno il nostro invita il primo ministro ceco a casa sua.
Carissimo te, mi sa che sei l'unico qui che non ha ancora visto il bidet della mia villa in sardegna, vieni a farti un giro?
Ed è qui che Topolanek si dimostra genio, con la classica domanda "Sì ma, figa ce n'è?"

Ma che? Stai scherzando? Figa? C'è più figa a casa mia che tristezza a casa di Fassino! Come le vuoi? Gialle, nere, bionde, a pecorona? Ne abbiamo per tutti i gusti!

Segue velocissimo giro di telefonate a tutti i collaboratori. Non mi fate fare figure di merda coi cechi che poi questo va a raccontare a putin che sono gay. Per errore pare abbia telefonato anche a Borghezio, il quale per tradizione tromba solo con membri stretti della sua famiglia, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Ecco spiegato il circo di gnocca immortalato dal fotografo fedifrago. Era solo per farci fare bella figura con topolanek. Un massaggio al pippo, due nasate di pluta, qualche smanacciata di papera. Che sarà mai?

In tutto questo mi resta un dubbio. Che cacchio ci faceva lì in mezzo quel roito di Angela del grande fratello? Ste robe qui per me sono incomprensibili. Un po' come scoprire che Hugh Grant va a troie o che Lapo Elkan si fa il più brutto travestito del globo. L'unica spiegazione è che per sta gente è sempre stato troppo facile. 0 problemi a trovare da far del bene, finisce che ti annoi. Va là che se sei di bologna, sei partito dal maxibon e du gust is megl che uan, ti mancano pure diversi capelli e ti ritrovi una mattina a svegliarti di fianco a Letitia Casta, il giorno dopo non vai né a troie né a travestiti. Prendi, incarti e stai pure attento. E infatti vi risultano tradimenti di du gust is megl che uan? A tal deg!

*ma che elegantone erano le salt'n'pepa?

martedì, giugno 23, 2009

Le elezioni in breve

La destra è contenta.
La sinistra è contenta.
Chi ha vinto a trionfato.
Chi ha perso ha strappato un risultato insperato.
Chi ha votato ha dato un chiaro segnale della volontà degli italiani.
Chi non ha votato ha dato un chiaro segnale della volontà degli italiani.
Tutti i vincitori, di destra o sinistra, hanno brindato usando merdosissimi bicchieri di carta.

Soccia, che ignoranti.

giovedì, giugno 18, 2009

Tito Boeri è il mio idolo

e per questa ragione, contro ogni logica bloggistica (o bloggosa, che ne so), copio e incollo un intero pezzo uscito un paio di giorni fa.

In Italia esistono migliaia di "giovani di". Ogni associazione di categoria ha i suoi giovani di. Ci sono i giovani di Confartigianato, dell´Api e di Confcommercio.
Mancano solo nel sindacato, speriamo non perché ce ne sono pochi di giovani tra le sue fila. Anche i partiti hanno i loro "giovani di". Ad esempio, sono da pochi giorni nati "I Giovani di Valore" dell´Italia dei Valori, cui non possiamo che formulare i migliori auguri di meritarsi denominazione tanto impegnativa. Nonostante questo pullulare di associazioni definite in quanto di giovani e per i giovani, non ci risulta che alcuno di questi "giovani di" abbia lanciato un campanello d´allarme sulla redistribuzione silenziosa che si sta operando in questo difficile 2009. È certificata dalla Relazione Unificata sull´Economia e la Finanza depositata più di un mese e mezzo fa in Parlamento dal ministro dell´Economia. Prevede che in un anno in cui il prodotto interno lordo scenderà di più del 4%, la spesa pensionistica aumenterà del 4%, portando la quota di risorse del nostro paese destinate alla previdenza al di sopra del 15 per cento. Già prima della crisi spendevamo più di tutti i paesi Ocse per le pensioni. Ora lo faremo ancora di più. Se il prodotto interno dovesse poi calare del 6%, come nei dati tendenziali resi pubblici in questi giorni dall´Istat, la quota salirebbe al 15,5 per cento. E se la recessione dovesse continuare fino al 2011 come paventato al G8 dei ministri economici, ci avvieremmo a superare il 20% nel rapporto fra spesa pensionistica e pil: a quel punto, un euro su ogni 5 prodotti in Italia andrebbe a pagare le pensioni. In altri paesi, come la Germania, la spesa previdenziale si adegua automaticamente all´andamento dell´economia. Quando le cose vanno bene, si possono pagare pensioni più alte. Quando, invece, reddito e occupazione si riducono, dunque diminuisce il monte salari che paga i contributi previdenziali, anche i pensionati sono chiamati a fare un piccolo sacrificio per evitare di fare aumentare le tasse di chi lavora o il debito pubblico (abbiamo ieri saputo che in aprile ha toccato il nuovo record di 1750 miliardi, il 115 per cento del prodotto interno lordo previsto dal Governo per il 2009). Da noi, invece, le pensioni sono l´unica vera "variabile indipendente". Per evitare che assorbano sempre più risorse dobbiamo crescere almeno dell´1,8 per cento all´anno. Un lontano miraggio per un paese che, anche prima della recessione, cresceva a tassi medi annui dello zero virgola.
I "giovani di" non sembrano neanche preoccuparsi dei continui pressanti inviti rivolti dal nostro ministro del Lavoro alle imprese a non licenziare. Un blocco dei licenziamenti in una congiuntura così difficile significa solo due cose: primo, che a perdere il lavoro saranno i lavoratori con contratti temporanei, mandati a casa alla scadenza del loro contratto senza alcun licenziamento formale; secondo, che non ci saranno assunzioni, perché gli organici verranno ridotti (ieri Eurostat ha stimato che l´occupazione in Italia si sia già ridotta dello 0,3 per cento nel primo trimestre 2009, vuol dire 70.000 posti di lavoro in meno) congelando le assunzioni. Eppure i giovani di Confindustria hanno tributato un lungo applauso al ministro del Lavoro che ha aggiunto al danno la beffa di invitare i giovani ad andare a lavorare! Hanno anche ascoltato in silenzio il loro presidente elogiare i nostri ammortizzatori sociali. "Questo sistema mentre ancora garantisce, da un lato, a spese dello Stato un salario ad una massa crescente di lavoratori in cassa integrazione, rischia, dall´altro, di mettere sulla strada un numero crescente di disoccupati, meno protetti, soprattutto giovani e provenienti da piccole unità produttive". Lo scriveva su queste colonne, più di 25 anni fa Ezio Tarantelli. Oggi siamo ancora a quel punto nonostante tutti i nostri "giovani di".
I "giovani di" non sembrano prestare alcuna attenzione al fatto che gli unici risparmi di spesa corrente contemplati nei prossimi anni si concentrino nel comparto della scuola, forse l´unica istituzione che "toglie ai vecchi per dare ai giovani". Certo, risparmiare nella spesa pubblica è una buona cosa. Se lo si riesce a fare migliorando la qualità dell´istruzione, come si propone la riforma dei licei varata in questi giorni dal Consiglio dei ministri (su cui torneremo con maggiore dettaglio), tanto di cappello. Ma non bisogna dimenticarsi che le nostre scuole non stanno materialmente in piedi. I "giovani di" dovrebbero chiedere che ogni euro risparmiato in queste riforme vada a un fondo nazionale cui gli enti locali possano attingere per interventi a sostegno dell´edilizia scolastica. È da paese del Terzo Mondo rischiare di morire nelle aule di scuola perché ti cade un soffitto in testa. E´ da paese condannato al declino non avere aule specializzate per le materie scientifiche. In altri paesi sono gli studenti che cambiano le aule di lezione, a seconda delle materie. Da noi sono gli insegnanti perché tanto le classi sono tutte uguali. In ogni caso, proporsi di investire di più nell´insegnamento delle materie scientifiche senza avere aule specializzate è come chiedere a un ciclista di scattare con la gomma a terra.
I giovani, quelli senza di, forse torneranno a contare nel nostro paese quando si libereranno di tutti questi "giovani di". Non sono anticamera della classe dirigente, sono solo stanze di cooptazione per gli amici degli amici. I giovani di Confindustria sono da sempre guidati da figli d´arte. Invece di "giovani di" dovrebbero chiamarsi "i figli di". E un ministero della gioventù che organizza campi estivi mentre in Consiglio dei ministri si confeziona per i giovani un futuro di più tasse per tutti è uno specchietto per allodole. Oggi però i giovani hanno un´arma in più: si chiama Internet. Fenomeni come il fiume di preferenze accordate a candidati sconosciuti fuori dal web come Debora Serracchiani ci danno una misura delle enormi potenzialità di questo strumento nel cambiare la nostra classe dirigente. La democrazia su Internet è fatta a misura per i giovani. Bene che imparino presto ad usarla.

venerdì, giugno 12, 2009

Post che si lamenta dei vicini

Non siamo al massimo dell'originalità ma tanto è venerdì pomeriggio e gli italiani son già tutti in fila per il mare.
A pensarci fa molto vecchio in fila dal medico.
Però io penso di essere pure un filo sfigato.
Boh.
Giudicate un po' voi.

Negli ultimi 3 anni ho avuto sulla testa 4 diversi inquilini.
Il primo era un giovane uomo, pugliese, alto come Tom Cruise. E qui finiscono le analogie con Tom Cruise. Il gentile vicino sarà stato, dico io, 90 chili. E fin qui sono affari suoi. Il problema è che aveva in canna il colpo di camminare avanti e indietro per la casa con gli zoccoli di legno, non quelli bianchi da farmacista, quelli con la fascetta. Che, sa, fan tanto bene ai piedi!
Il problema sorge quando il nostro decide di passeggiare per la casa parlando al telefono col classico tono di voce di chi sta chiamando in Australia e spera così di farsi sentire meglio. E forse lui chiamava davvero in Australia perché il momento preferito è sempre stato tra le 2 e le 3.

E vabbè.

Il secondo erano due. Due sbirri con l'hobby della playstation che alle 3 del mattino ti svegliano a furia di bestemmie e di "ERAFALLOFIGLIODIPUTTANA!", "GIOCODIMMMERDA!", "RIGORECAZZOQUESTOE'RIGOREDAIOOOOHNONESISTE!".

E rivabbè.

Il terzo era una coppia. Lui un disadattato, lei mai vista sorridere. Così, per descriverli sinteticamente. Per tutto il giorno l'abitazione è una tomba. Non li senti al mattino presto, non li senti la sera, non li senti nemmeno a mezzanotte. Il loro orario preferito sono le due. Alle due, finalmente, interagiscono. Sostanzialmente in due modi. a, trombano; b, litigano furiosamente. Tenete però conto che, per fare un paragone attuale, b ha le stesse percentuali di pdl e lega messi insieme mentre a guadagna più o meno i voti raccolti da rifondazione.

E trivabbè.

Per ultimi arrivano questi. Che sono un'allegra e giovane famigliola. Mamma, papà e bimba di due anni.
Uuuuuuh, che carini.
La bambina gioca dall'una alle 2.30 del mattino.
Ve lo giuro. Sono andato a suonare. Si perché si sentiva palleggiare, mi sono chiesto che cazzo stesse succedendo. Ho pensato, magari i genitori sono morti e lei sta giocando ignara in mezzo a una pozza di sangue (passo un periodo blu, molto blu).
Invece no, mi ha aperto il babbo, sorridente che si è scusato tantissimo, non immaginava che la piccola potesse dare fastidio.
Io ero talmente sorpreso (e un po' deluso, niente pozza di sangue) da farfugliare un "ma no, si figuri, è solo che è un po' tardi..."
E già mi sentivo una merda, le bambine di due anni fan più tardi di me, sono veramente invecchiato. Chissà a che ora la mettono a giocare con la sua palla da bowling (dal rumore credo di questo tipo di palla si tratti). Non so, smetterà di giocare alle 6 del mattino.

Boh.