lunedì, marzo 31, 2008

CV, CVD

Oggi mi è arrivata risposta a un curriculum che avevo spedito il 7 gennaio 2007. Avendo il contatto diretto del caporedattore avevo spedito direttamente a lui la mia disponibilità a collaborare per la testata.
Risposta:
"Buongiorno,
grazie dell'indicazione. Ti faremo sapere presto.
Un saluto"
...
Bene no?
No, dico, se dopo un anno decidi che hai bisogno, capisco anche che tu possa rispondere con 14 mesi di ritardo. Ma, ridico io, puoi spedire un lefaremosapere a quattrocentoesblisga giorni di distanza? Che dovrei rispondere?
Ditemelo voi tramite apposito SONDAGGIO che trovate qui a sinistra (la vostra sinistra).



ps
Io fossi in voi, incrociandomi per strada, non chiederei "stai mandando curricula?". Non lo farei proprio.

giovedì, marzo 27, 2008

Un grande classico

Premesso che il contatore di gugol sostiene che ieri wolandest.blogspot.com ha visto passare 0 visitatori e ciò non è bene (secondo me è cioccato, io ci son passato, son sicuro), butto lì un grande classico preelettorale.
Il voi siete qui.
Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

Io per esempio sono qui:


Che non mi aiuta tantissimo per andare a votare ma mi rispecchia abbastanza (a parte che "la destra" e la lega dovrebbero stare fuori dallo schermo).

Son curioso di vedere dove siete voi (non potete mettere l'immagine nei commenti ma se mettete l'url della pagina col vostro risultato mi posso fare una bella risata). In particolare ho un po' paura di scoprire dove è Dudu.

venerdì, marzo 21, 2008

7

Post trasmesso.
Nel senso che sono stato invitato a compilarlo da altro blog, per essere esatti il blog di Fedaccia e Radioalice.
Si tratta di una catena fra blogger, nettamente meno perniciosa di quelle via email. I problemi che ora si pongono sono due: uno, trovare 7 segreti confessabili (che non mi posso sputtanare per star dietro a una catena di sandro antonio), due trovare qualcuno a cui trasmettere la catena, visto che sono un blogger anomalo, scrivo per un pubblico silenzioso e ristretto, leggo pochi altri blog e solo su uno ho mai commentato (il perché resta misterioso, ci son finito per caso partendo da Anobii). Solo che quell'uno è poi lo stesso che mi ha trasmesso la gag. Vabbé.
In compenso, come da tradizione, posso tentare di coinvolgere voi, invitandovi a compilare la stessa lista di 7 segreti mai confessati. Rido già pensando all'abbondanza di risposte.
Ma parliamo di me.
- Non ho mai confessato a mio padre che la fiancata della macchina non l'aveva fatta un vicino ubriaco (come da me insinuato) ma l'ubriaco che la guidava, prendendo una curva stretta nel centro di bologna e grattando un fittone (bolognese, cfr La fiera di san lazzaro, Francesco Guccini) di quelli che stanno alla base delle colonne dei portici.
- Non ho mai confessato alla ex morosa (molto ex) che a me i pupazzi fan la grande merda e in particolare quelli raffiguranti cani. Li tenevo in un cassetto e li tiravo fuori solo al suo arrivo.
- A molti amici baskettari e addetti ai lavori non ho mai confessato che da cinno la mia risposta alla domanda "per chi tifi?" era "Virtus". Non ne capivo un cazzo, guardavo solo nba, ma questo non cancella la vergogna.
- Non ho mai confessato alla mia ex capa che era, e immagino sia, una gran meretrice bastarda. Forse però l'ho fatto capire.
- Non ho mai confessato ai miei capi comunisti di avere scritto un mese per l'Avvenire. L'ho persino tolto dal cv.
- Non ho ancora confessato al gruppo calcetto che la mia carriera è al 99% finita. Dopo i legamenti marci della caviglia, si parla di crociato.
- Non ho mai confessato a nessuno che dovendo scegliere una donna del globo per passarci la vita forse opterei per Paola Cortellesi.


Potrei passarlo alla Licia, ora che ci penso.
ps
oh, bimbi, il quiz musicale come va?

mercoledì, marzo 19, 2008

Squillo di lusso

Oggi su Repubblica inchiesta sulle puttane di lusso.
Capirai la novità, è uno dei punti fermi del giornalismo, ogni tanto si sparano due cifre sulla prostituzione, si spedisce un inviato a troie, l'interesse è garantito. Le iene ci campano da qualche anno, almeno un servizio è una video verdastro di poppute che in italiano stentato raccontano quanto prendono, quanto lo faranno, come sono i clienti.
Però c'è il pezzo di Romagnoli che mi ha dato uno spunto interessante. Dice, riassumendo molto, che i nuovi ricchi americani hanno sostituito l'amante con le squillo. Beh, il cambiamento è notevole. Che gli uomini vadano a zoccole infatti non è questa gran notizia. Ogni tanto statistiche allarmate ci informano che le prostitute in Italia sono ormai 9 milioni (son sempre 9 milioni, saranno 36 anni che sono 9 milioni) e che gli italiani sono tra i migliori clienti dei bordelli di tutta Europa (ma dai?). Questa però della squillo da 3mila dollari che sostituisce l'amante la trovo copernicana. Demolito il mito dell'amante che risveglia il lato romantico, l'amante vero amore reso impossibile da una moglie ingombrante e da figli tanto amati. L'amante dei film, quella che spera sempre di diventare l'unica, quella brava a letto e simpatica mentre la moglie scassa il cazzo e non la molla da secoli.
Fine.
Non esiste più.
Il nuiorchese ha trovato la nuova via. Zero menate, Zero ricatti, Zero regali, Zero appartamenti da comprare, Zero lettere da scrivere e poi nascondere, Zero telefonate.
Veni, vidi, fottei.
Poi pagai e me ne andai.
Arrivederci e grazie.
A naso non mi pare meglio ma mi riservo di valutare.



Molto a margine, aggiungo un commento che ho trovato in rete. Di economia e borse non capisco una cioppa, però l'ho trovato "divertente".
Tanto il casino attuale finirà solo quando gli scarafaggi tipo JP Morgan Bank(creatori e proprietari della Fed insieme ad altri scarafaggi tipo le fam. Rothschild e Rockefeller) avranno fatto i loro porci comodi. Guardacaso JP Morgan ieri ha rilevato Bear Stearns (un colosso) per 240mln di USD, quindi un tozzo di pane se raffrontati ai 20Mld di USD della valutazione di poche settimane fà. Nel 1929, all'indomani del collasso di Wall street in seguito alla cancellazione di tutte le aperture di credito, è successa la stessa cosa.
Decine di migliaia tra aziende e banche strozzate dalla crisi improvvisa cambiarono proprietario per una crosta di formaggio...non occorre dire chi furono i nuovi.

La Fed (ora!!) taglia il tasso d'interesse sul denaro? Che pezzi di merda vigliacchi sciacalli!!!
Creano denaro dal niente per mezzo delle banche centrali questi assassini, "vendendo" carta stampata dal valore praticamente nullo e quando i tempi sono maturi creano crisi finanziarie richiamando crediti che all'inizio sembravano vantaggiosi che poi si rivelano cappi al collo di chi pensava di approfittarne e lo ha fatto fino a che la trappola è scattata.

Eurolandia di questo cazzo con il suo parassita dedicato BCE , concepita e creata dai pupazzi dei bankieri che noi chiamiamo politici di alto livello, e di conseguenza noi, povero popolo sovrano solo delle illusioni, siamo nella stessa situazione.
Quando avranno finito di usare l'Euro per prendere il controllo totale dell'economia Americana toccherà a noi e alla nostra "fortissima" moneta Europea.

Datemi il controllo sulla moneta di una nazione e non mi fregherà niente di chi fa le leggi (M.A.Rothschild)


domenica, marzo 16, 2008

Quizzzzzz

Quizzone musicale per tutti!
Per ora lo lascio qui, così ognuno può provare, poi tenterò anche di chiedere aiuto per la valanga che io non ho riconosciuto.
So già che sarà un fallimento, gente poco collaborativa.
Io sono a quota 72 con una mano di mio fratello che ha riconosciuto i chumbawamba e i crazy town.

lunedì, marzo 10, 2008

Cara signora...

...che da qualche giorno ho la fortuna di incrociare in quel laboratorio sociologico che è l'ascensore,
perché?
Perché ti ricopri di questo profumo dolciastro che assomiglia vagamente a quello dei crisantemi dopo 20 giorni immersi nell'acqua (tutti immersi nell'acqua, non solo il gambo)?
Perché hai deciso di farmi sboccare la colazione prima ancora che arrivi al mio piano?
Che ti ho fatto di male io?
E' per distrarmi dal tuo aspetto terrificante di mummia marroncina?
Per migliorare potresti sempre non spalmarti sulla faccia quintali di terra ocra?
Ma i tuoi figli ti riconoscono?
E' per fare pan dan (dubito che pan dan sia italiano) con queste elegantissime camicette dorate e/o leopardate?
E' perché possano risaltare i 15/20 chili d'oro, bronzo, rame, stagno, ottone che pendono dal tuo corpo ormai irrimediabilmente a forma di pera (marcia)?
Ma soprattutto, la mia domanda finale è, tuo marito lo hai avvertito che nel giro di qualche decennio ti saresti trasformata in un mostro color merda (con una punta d'oro) che trascina una louis vuitton più grande del tuo culo (quindi grande, ma grande per davvero)?
No, perchè se lo hai avvertito bene, se non lo hai avvertito vorrei parlare con lui per sapere come si presenta questa specie animale in età premarroncino puzzolente e quindi evitare accuratamente il soggetto.
Grazie.

venerdì, marzo 07, 2008

Un esercito di precari fragile e malpagato

A costo di uscire dai binari ridanciani (bello eh "ridanciani"?) che mi hanno portato al successo (iahahahah), a costo di annoiarvi a morte, a costo di totalizzare un record di 3 lettori per il mio prossimo post, voglio postare questo pezzo:

Un esercito di precari fragile e malpagato
Aldo Nove - La Repubblica


Prima che Bauman, nella sua inesausta pletora di libri "liquidi", ci consegni quello sul salario, possiamo provare a immaginarci cosa, nel nostro mondo liquido, vi corrisponda: il salario nel 2008 è indubbiamente speciale. Ha riflessi chimerici, è reso squassante dalla sua imprevedibilità, dalla sua incertezza.

"Se mi pagano" è la chiave di volta (di un edificio pericolante da troppo) del discorso sul salario oggi.

Mettiamo il lavoratore a termine, a progetto: un laureato, magari in materie umanistiche, magari giovane e dunque quarantenne, a cui viene commissionato un lavoro. In Italia parlare di salario equivale, per strana convenzione, a mettere in pubblico i propri panni sporchi: non è educazione, non si fa, ma cosa ti viene in testa.

Quindi il "giovane" laureato quarantenne di cui sopra spesso non sa neppure quanto verrà pagato. È maleducazione. Chiederlo e saperlo. Valgono le approssimazioni allucinatorie del gioco televisivo a premi in denaro: "C´è una bella sommetta" (topos del linguaggio di Mike Bongiorno secondo Eco), "I soldi ci sono", fino al paramafioso "Non ti preoccupare" sono alcune delle risposte alle timide domande sulla consistenza del salario di chi il lavoro, per necessità, lo fa "alla cieca", o quasi.

C´è qualcosa di amorale, di atrocemente comico in tutto questo: modulandosi addirittura, per scherzo epocale, sul rapporto sentimentale: chi ti dà un lavoro in fondo ti sta facendo un grande favore. Lo fa quasi per amore, sceglie te tra migliaia di altri e dunque non è bello stare lì a parlare di cifre.

Chi chiede informazioni su quanto verrà retribuito per un lavoro contravviene alle regole dell´etichetta del precario: se sapesse, che precario sarebbe? Così si sa che si dovrebbe essere pagati. Una certa cifra, in un certo modo, in un qualche tempo. "In un certo modo" significa che buona parte del tempo del neosalariato viene spesa inventando i modi (in rapporto al tempo, alle circostanze) attraverso i quali il lavoratore avrà ragionevoli speranze di recuperare quanto gli è dovuto o meglio e forse generosamente elargito: si tratta di inventare le forme di recupero di crediti che, per reattività pavloviana, spesso perdono credibilità, riducendo l´intero mondo del lavoro (la sua percezione soggettiva) a una sorta di stagismo universale. Condizione sfibrante e involutiva.

Sono in tanti, a quarant´anni, a sentirsi sotto la pressione delle ugge della "mancetta": benevoli datori di lavoro chissà se benevoli lo saranno davvero, al momento dell´erogazione, posto che un´erogazione vi sia. I bamboccioni sono in fondo adulti obbligati a restare adolescenti se non bambini dall´assoluta mancanza di serietà retributiva in un mercato del lavoro che scherza con i rapporti umani e lo scherzo, da un´intera generazione, non si capisce se avrà fine domani o tra vent´anni o mai.

Ho sentito dire (tante volte, troppe) che il lavoro "retribuito", spesso, è articolato in due poderose fasi, la seconda delle quali, fondamentalmente inedita, è la principale, più delicata e sostanziosa. La prima consiste nel lavoro, la seconda nell´attuazione della difficile retorica di telefonate, sapientemente (e nevroticamente) studiate per far sì che il lavoro volontario si trasformi in lavoro salariato.

Generalmente si attende la scadenza effettiva del tempo massimo di pagamento (supposto che sia stato stabilito: altrimenti è tutto più complicato, si procede per approssimazione) e allora si inizia a telefonare per ricordare che si dovrebbe essere pagati.

Nella mia esperienza di non specialista del lavoro ma di semplice quarantenne a contatto con altre persone sento ogni giorno persone lamentarsi di questa difficile, esasperante realtà lavorativa. È umiliante elemosinare quello che ti spetta.
Ti fa sentire davvero un bamboccione. Una strana commistione tra assenza di autostima e voglia di riscatto per riuscire a porsi in una "dialettica lavorativa" che possa semplicemente, realmente definirsi tale. Nella prassi quotidiana, uno stillicidio di aspettative sotto forma di inutili attese al telefono, di appuntamenti mancati, di verifiche quotidiane del proprio conto corrente per vedere se magicamente "quei soldi" sono poi arrivati. "Quei soldi" (e dunque non altri) sono la formula del frastagliamento di chi, per arrivare a un salario degno di essere definito tale, e che garantisca quindi la sopravvivenza, deve sommare diversi micro salari.

Come delle caricature di imprenditori al gradino più basso della scala gerarchica, i lavoratori di questo tipo (spesso laureati) accumulano ansie inaudite in un vissuto del tutto probabilistico della propria realtà salariale.

Questa è la cifra principale del precariato: aver fatto un lavoro (una serie di lavori), dover avere di conseguenza una certa cifra sul conto corrente e ritrovarsi a chiedere prestiti (generalmente, ovviamente ai genitori) perché quella cifra (quella somma di cifre) non c´è, va "sollecitata", forse arriva domani e così per mesi. Il pericolo maggiore è che nell´Italia del 2008 si arrivi a un´assuefazione. Psicologicamente è già avvenuto. Ma solo psicologicamente e per fortuna.

C´è un margine di resistenza oltre il quale non è possibile andare, ed è quello della corporeità: detto in altre parole, fino a che si mangia si può scherzare. Si può scherzare con la dignità spazzata via del lavoratore, con la sua riduzione d´ufficio a pedina insignificante della contrattazione.

Ma oltre un certo livello non si scherza più. Quel livello è quello della fame. La fame vera. In Italia non ci siamo ancora arrivati. Ci si "arrangia": a scapito della propria dignità, in un sogno guasto riempito di telefonini e distrazioni a basso costo da mondo incantato per adulti.

Ma appena i "bamboccioni" (è la terza volta che lo scrivo: scusatemi, ma è un termine di una violenza, di un´ottusità micidiale, a suo modo, satanicamente, geniale) cominciassero a stare davvero male, a non avere di che mangiare, salta tutto. Si chiama rivoluzione e la fanno direttamente le pance. Prima c´è il limbo dell´attuale condizione salariale.

mercoledì, marzo 05, 2008

Roar

Nella foto, io questa mattina.
Non ho fatto la barba.
Mi sono svegliato con la stanchezza dell'orso polare in agosto ad Antalya. Probabilmente l'orso raffigurato è anche un pochino in cassa. Io no ma il risultato è simile.

Nel tragitto casa lavoro (tempo schifido, freddo e pioggioso) Ippooddo sceglie per me come primo pezzo della giornata
Rain falls on everyone
the same old rain
and i'm just trying to walk with you
between the raindrops

Tutto vero, per carità, però io sarei in scooter, se mi è permesso falls un po' peggio on me che on 'sti stronzi in macchina che non mi fan passare.

Secondo pezzo scelto da Ippooddo (sarebbe il caso lo aggiornassi ogni tanto, lo so):
Jesus wrote a blank check,
One I haven't cashed quite yet.
I hope I've got a little more time.
I hope it's not the end of the line.
Yeah, Jesus wrote a blank check.
One I haven't cashed yet, all right.
But if I had to choose a number,
I'd want it to be number one.
I don't want to be number two.
Yeah, I don't want to be number four.
But I can hear a knock on the door.
Jesus wrote a blank check, all right.
If Jesus saw me dying,
Would angels come a flying down?
I hope I've got a little more time.

Direi meglio.

Ci starebbe il gioco indovina di chi sono i pezzi ma google rovina il gioco trasformandolo in indovina chi è più veloce a fare copia e impasta.

Nel tragitto piano 0, le porte stanno per aprirsi, le porte stanno per chiudersi, ascensore in salita, piano 13, le porte stanno per aprirsi, le porte stanno per chiudersi, questa mente malata ha pensato che potrebbe trovare una nuova top five di qualcosa da proporre. Non ha però pensato a quale. Bah. Mah. Gah.

ps checentrasega (ma tanto è il post più sconnesso di sempre)
Posso sapere da voi a chi frega di avere una "compagnia di bandiera"? Perchè io questa cosa non la capisco. E' in perdita (a spese nostre eh) da 173 anni, non la usa nessuno perché fa schifo, cosa cazzo la teniamo a fare? E' una vergogna non avere una compagnia di bandiera? Gli svizzeri ce l'hanno? Mi pare di no. Possiamo permetterci noi di fare i fighi e pretendere una cosa che nemmeno gli svizzeri sentono di dover avere?

ppss checentrasegadue (guazzabuglio rulez)
Secondo un recente studio (leggi, parlando con alcuni pirla miei amici), parecchia gente reputa l'olfatto un senso fondamentale nella scelta del proprio compagno/a. In pratica l'odore dell'altro/a stimolerebbe più o meno, facendo salire o scendere la fotta.
Personalmente la trovo una grandissima stronzata (pacatamente, come piace a noi) ma sono curioso di sapere se ci sono altri che vanno "a naso" [comunicazione di servizio per i miei amici, mi dovete rispondere qui, non a voce quando mi vedete, scimmie!]

venerdì, febbraio 29, 2008

Cannucce bisestili

Non potevo lasciare il mio blog vuoto e perdere l'occasione di fare un post in data 29 febbraio.
Il problema è che ho sparato tutte le cartucce migliori a salve, nei commenti dell'ultimo post.
Ecco allora che un ottimo succo di frutta della Santal mi viene in aiuto. Voglio sapere chi ha avuto l'idiotissima idea di fare ste cannucce (bucate sui lati e chiusa in fondo, come da documentazione fotografica). Pensavo fosse nata male questa e ho controllato, son tutte così! Ora non posso dormire se non trovo una buona ragione per questa innovazione. Come sarà venuta in mente? E quali vantaggi dovrebbe portare? Io non ci arrivo, se ci arrivate voi, bravi.

In tema di innovazioni, ecco che gli inglesi han trovato un'idea geniale come la coppetta mestruale. Se volete sapere come funziona, ve lo andate a vedere voi, io non ve lo spiego.

Bon, direi che non c'è altro.

martedì, febbraio 26, 2008

Nemesi




Ok, ok, ringraziate di nuove le due commentatrici (sono gesti come il vostro che mi spingono ad andare avanti in questo sporco mondo del mondo largo rete) vi porto il responso tanto atteso.
Ho deciso che la domanda era idiota.
Troppe le variabili, troppi i cambiamenti, troppe le conseguenze di quella scelta che mi hanno "creato" per quello che sono adesso. Insomma, non sa/non risponde.
Però da riflessione nasce riflessione e pensavo che piuttosto avrei potuto fare altro, invece che una facoltà inutile.
Ma anche qui c'è da ridere e da piangere. Sono convinto che nello specifico si sia scatenata una nemesi mica da ridere.
Riassumiamo brevente il percorso.
Test d'ingresso pesissimo, molti amici partecipano alla selezione, solo 150 eletti ne usciranno dei quasi 2500 che provano.
E' roba nuova, ci insegnano grandi nomi, si va a formare una nuova figura professionale, porte spalancate per tutti.
Passo la terribile selezione.
Ora, già non sono tipo con scarsa considerazione di sé stesso, figurati a entrare in questa crema. "Ehi, che fai tu?" "Ma io xxxxxxx xxxxx xxxxxxxxxxxxx" "Quella con quel test pesissimo? bello. E ci insegna xxx, vero? Figata"
Tempo pochi anni ed ecco abbattersi il giusto castigo per l'uomo poco timorato. Facoltà trasformata in dams al cubo, lauree ad honorem consegnate a evasori fiscali e alcolizzati (wolandquiz: chi sono?), università che aprono anche a crotone pur di fare un bel corso di laurea in xxxxxxx xxxxx xxxxxxxxxxxxx, fuga di professori, fiumi di matricole e sguardi ammirati che si trasformano in ghigni dopo il fatidico "E tu che fai?".
A migliorare il tutto l'introduzione di una bella triennale che mi parifica a un qualsiasi 22enne con il bulbo dei Tokio Hotel.
Ma quello che mi fa incazzare è che la gente mi guarda pensando "e ma te la sei poi cercata".
MA NO PORCA TROIA, NON ERA COSì, LO GIURO, dico sul serio, ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c'era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c'è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!
Va beh, alla fine mi sta bene. Sarei stato insopportabile. Più di adesso.
Nemesi, appunto.

A questo punto avrei finito. Fino a poco tempo fa avrei chiusto 'sto post e ne avrei preparato un altro, opportunamente salvato e poi messo su tra 4 giorni. Invece, in culo le tecniche comunicative.
Mi chiedevo. Quanti saggi modi di dire sono delle gran stronzate? Uno dei miei preferiti è "Se uno non sa star bene con sé stesso, non sa star bene nemmeno con gli altri". Se lo leggi piani fa che non ha mica senso. Non c'è un legame tra le due cose! Ma perchè uno che sta di merda da solo non dovrebbe essere in grado di star bene con gli altri? Mi pare palese sia invece il contrario. Starà da Dio con gli altri, altrimenti mica starebbe male da solo. O no? E poi, a pensarci bene, sta frase la tiran fuori sempre soggetti soli come cocker abbandonati in spiaggia in gennaio. "Con chi vai in vacanza?" "Vado da solo, sai, chi non sa star da solo non sa star nemmeno con gli altri". Eh no ciccio, vai in vacanza da solo perché non hai trovato un cazzo di nessuno con cui andare, siamo seri! Oppure vai da solo perché ti piace stare da solo, non certo come parte di un percorso che ti porterà ad essere amabile e meraviglioso in compagnia (so già che con questa mi faccio qualche nemico e so già che per la legge della nemesi quest'estate andrò in vacanza con... con... ditelo voi).

In chiusura, gran chiusura, pubblcità richiesta da un'amica. L'autore del blog non sa di che cazzo si tratti per cui nel caso vi rivolgete a lei: polisenasilvia15@yahoo.it


Alimentazione Energetica
Seminario per imparare a riportare l’equilibrio per
Corpo, Mente e Spirito
attraverso l’alimentazione.
SEMINARIO PRATICO DI UNA GIORNATA
Grazie alla formula INTENSIVA e alle molte interazioni pratiche svolte durante il corso, si apprende il metodo in tempi brevissimi, e si è in grado di utilizzarlo da subito, migliorando quindi in pochi giorni i nostri risultati.
Domenica 13 Aprile 2008, dalle 9.30 alle 19.00
DOCENTE : Golia Vincenzo Pezzulla


Non ci guadagno niente e nemmeno potrò farci dell'ironia sopra. Che pirla che sono. Gag a parte, se vi interessa anche solo sapere meglio di che si tratta, mailate la fanciulla all'indirizzo qui sopra.

venerdì, febbraio 22, 2008

Ma che ti costruisci?

Ma a Bologna, cosa costruiscono?
Ogni tre metri trovo un cantiere, cielo solcato da gru, strade sporche di sabbia, muratori che spalettano in vari idiomi.
Ma per chi stan costruendo?
Allora, io alla ristrutturazione sarei favorevole. Anzi, c'è parecchia roba che andrebbe abbattuta e rifatta da zero. Ma così non c'è la bazza. Il guadagno per il costruttore sta nell'accaparrarsi un terreno che prima era una spianata e ottenere il permesso di costruirci 4 palazzine. Non mi metterò ad analizzare come poi le costruirà (oh signore, che bei tempi quando a bologna avevamo un piano regolatore rigido e rispettato anche per il colore delle persiane), la mia domanda è per chi?
A Bologna abbiamo uno dei tassi di natalità tra i più bassi del mondo. Siamo intorno a 0,8 figli per coppia, in pratica si dovrebbe sparire nel giro di qualche generazione. Certo ci sono gli immigrati e gli studenti ma i primi, a naso, le case che dico io non se le possono permettere, i secondi sono in calo pure loro.
E allora, bimbi, la finiamo?
Anche perché io sarei anche stufo di svegliarmi tutte le mattine con uno che mi smartella in testa.

Dubbio esistenziale del giorno (per i più lenti, non centra un cazzo con quanto scritto sopra).
Ho fatto bene a fare l'università?
Ho fatto bene a giocarmi diversi anni della mia vita in una bolla fatta di studio-cazzeggio-alcol-giovani-farò-diventerò-cipenserò?
Quanto avrei perso e quanto guadagnato entrando nel mondo vero con 5 anni di anticipo?
Mi rispondo nella prossima puntata.

lunedì, febbraio 18, 2008

Espediente per trovare il buon umore

'Sto giochino lo avevo già fatto (e forse a qualcuno raccontato) in passato, ma era un po' che non lo praticavo.
Questa mattina ho deciso di tornare alle origini, così per dare una sferzata di ottimismo (o una sterzata di ottimismo, vedete voi) alla settimana entrante.
Viaggio sereno (e lobotomizzato dalla musica sotto il casco) sul mio scooter, quando un'audi q7, q8 o non so quante q (un gigantesco suv, tanto per capirci) entra in strada senza guardare da nessuna parte e obbligandomi a rallentare.
Ora, ad essere proprio onesti, non è che abbia dovuto inchiodare. Diciamo che il mio bel rettilineo ai 90 non ha potuto godere della sua giusta conclusione ma è stato costretto a scendere di velocità con chiaro irritamento suo (del rettilineo), mio e dello scooter.
Arrivato vicino al culo del gigante grigio metallizzato opto per la suonata lunga e senza interruzioni. Tanto io sto ascoltando la musica, cazzo mi frega.
Il cocchiere del quattroperquattro si agita nell'abitacolo e con chiari gesti delle mani mi sfida a dimostrargli le mie ragioni. Al primo semaforo mi accosto e lo guardo, lui, che non vede l'ora, abbassa il finestrino preparandosi a spiegarmi in quali e quante posizioni suppone mia madre sia stata profanata.
Io non gli lascio modo nemmeno di cominciare e riparto, lasciandolo da solo come un pirla con il vetro abbassato e tutti quei bei nomi fermi in gola (son cazzi del primo collega che incontra).
Provate anche voi, l'immagine che comparirà sul vostro specchietto destro non ha prezzo.
Questo idiotissimo siparietto può fare cominciare bene una giornata.
Lo suggerisco a tutti, belli e pure brutti.

mercoledì, febbraio 13, 2008

Single, suv e collegaspaccaballe

Andiamo con ordine.
Sono iscritto a diverse scemate su internet. Ho il blooooog, ho il mio album di foto su flickr, c'ho stumble upon, la libreria, forumeggio. Insomma, un vero digerato. Ho notato che nel profilo per la registrazione ad ognuna di ste vaccate c'è sempre da inserire (per fortuna non obbligatoriamente) se sei single o no. La domanda è, perché?
Esempio libreria (quella qui a lato). Ci sono pochissimi dati da inserire, tra questi il genere, e ok, capisco che a chi legge la mia libreria possa interessare se sono maschio o femmina, l'età, e di nuovo ci siamo, di dove sono e se sono single, sposato, fidanzato o un simpaticissimo "non è così semplice", fatto apposta per i gran fighi.
Ma a chi frega, sbirciando la mia libreria, se sono single o no? E a chi frega da dove vengo? La risposta è facile, di fondo ogni cosa su internet sembra avere un fine ultimo, semicelato e non necessariamente primario, quello di fare della figa (o viceversa, del pizello). Altrimenti non si spiega. E infatti non sono tanti quelli che scrivono "sposato" o "impegnato". Quelli non scrivono nulla. Però chi è single (poi un giorno ci sarebbe da discutere di come sta parola cerca di rendere figa la condizione di uno che al novanta per cento non batte un chiodo o, al limite, lo batte pagando) lo urla, sai mai che nasca qualcosa. Per la stessa ragione si chiarisce il luogo di provenienza. Anzi, si definisce dove si vive in quel momento, che se un pugliese si è trasferito a bologna (esempio fatto del tutto a caso) non scriverà mai "provenienza: bari" ma sicuramente bologna, sai mai che ci si possa incrociare perché tutti e due abbiamo letto l'ultimo Ammaniti e gli abbiamo dato 3 stelline.

La prima non era interessante, lo ammetto.
Londra fa la guerra ai suv, titola il corrierone. In pratica i macchinoni merdi pagheranno 25 sterle al giorno (contro le 8 degli altri) per girare a londra. Tralasciando il fatto che se fan na roba del genere in Italia siamo tutti in piazza dopo 21 minuti, ci sarebbe poi da dire che a leggere il pezzo si scopre che non è che i suv pagano la tassa quanto tutti i mezzi che superano un certo limite di emissioni inquinanti. Quindi, certo, quello schifo di cayenne, ma anche, per dire, alcune monovolume e molte sportive. Al giornalista sembra poco importante, a me non poco visto che volevo poi vedere come giustificavi davanti a un tribunale qualsiasi il "razzismo" automobilistico di una norma che penalizza i suv solo perché stan sul culo a tutti (quelli che non ce l'hanno). Poi, sia chiaro, i li darei tutti democraticamente alle fiamme, ma questo è un altro discorso.

Resta la collega.
Che sta diventando veramente uno scassamento di balle.
Sta donna, oltre a rompermi i coglioni a intervalli regolari per farmi l'oroscopo (mi pare lo chiami tema natale e la prima volta che me lo ha detto ho impiegato un'oretta a capire di che stronzata si trattasse), è anche la psicologa per alcune sue colleghe con problemi gravissimi e pochissimo interessanti.
"Lui non può accettare di voler essere come suo padre"
"Prima di essere suo padre è tuo marito"
"Deve prendersi l'impegno di cercare, gliel'ho ribadito più volte. Sei solo tu che può dare questo messaggio in famiglia"
"C'è un'energia negativa, capisci che ti vuole solo per sè ma è un atteggiamento infantile"
Questi alcuni stralci della conversazione odierna con un soggetto non meglio identificato. Ora, passiamo sopra il fatto che io starei lavorando, tralasciamo il fatto che non è possibile che tutta sta gente chieda veramente il tuo aiuto, ma ti rendi conto di che consigli di merda dai? Se chiamo wanna marchi mi è più utile, per la puttana!
Ah, dimenticavo, ha pure messo sto colpo in canna: ha il raffreddore, però parla normale, l'avrò sentita starnutire due volte da lunedì. Ogni volta che telefona a qualcuno, parte così:
"Bronto, giao garissimo, gome sdai? Duddo bene?"
[evidente attesa, aspetta che dall'altra parte chiedano come sta lei]
"Mo io sdo benissimo, a barte quesdo raffreddore che mi distrugge, vaccio vatica a lavorare, molta gente sdarebbe a casa, ma io sono una che non zi lamenta mai. In vondo vinghé i mali sono questi, va tutto bene!"

ma vaffanculo, va.

domenica, febbraio 10, 2008

Flllllllllash!

Causa cattive condizioni del bloggante, solo alcuni flash, poi lavorate voi di fantasia che non posso fare tutto io e lo sapete a che ora mi sono svegliato questa mattina? alle 7 meno un quarto e la bambina ha vomitato.

- La gente che sta sulle scale mobili ferma ha rotto il cazzo. Via! Levati di 'uloooooo!

- Le nuove canzoni di jovanotto sono la cura definitiva per il diabete. Ma proprio definitiva.

- Non voglio regali. Punto.

- Voglio sapere chi è arrivato sul mio blog digitando su google "buco del culo della gregoraci" e soprattutto voglio sapere se ha apprezzato il mio post sul panda (può rispondere anche quello/a che ha digitato "cazzi senegalesi"

- Mi piacerebbe anche capire perché ce la menano tanto con la sfida clinton-obama. Mi pare chiaro che il prossimo presidente sarà sto mccain. O pensate veramente che gli americani voteranno una donna o un nero. Daaaaaaaiiiii!

- Ah, in caso di vittoria clinton mi dovrebbero anche spiegare perché dovremmo continuare a chiamarla democrazia. Negli ultimi 20 anni ci sono due famiglie che governano, potremmo parlare di monarchia alternata.

- Ho ricominciato a mandare curricula. Odio mandare curricula. Soprattutto odio compilare quei form con le caselline da spuntare.

sabato, febbraio 02, 2008

Corioretinopatia sierosa centrale

La corioretinopatia sierosa centrale è un disordine della retina che colpisce principalmente la macula. Questa patologia è stata descritte per la prima volta circa 100 anni fa. Si tratta di un disordine "idiopatico" o in altri termini la cui causa non è nota. Questo disturbo è associato ad un sollevamento (distacco) della macula secondario alla diffusione di liquido proveniente dalla circolazione al di sotto di essa (circolazione della coroide). Questa diffusione di liquido avviene attraverso un difetto a livello dell'epitelio pigmentato retinico che si trova tra la retina e la coroide. L'epitelio pigmentato retinico serve appunto a prevenire il passaggio retrogrado di fluido dalla circolazione della coroide alla retina. Nella sierosa centrale l'epitelio pigmentato non riesce a trattenere il fluido che diffonde sotto la retina producendo un sollevamento della macula che è causa della distorsione degli oggetti che vediamo.

La CSC è classicamente considerata una malattia che predilige il sesso maschile (85%), con età di insorgenza fra i 30 e i 50 anni. È meno frequente nella razza nera e può presentarsi in forme particolarmente gravi negli asiatici. Una personalità di tipo A sembra poter favorire l'insorgenza della CSC. Le persone con questo tipo comportamentale sono particolarmente attive, hanno atteggiamento competitivo, sono facili allo stress, hanno sensazione di dover affrontare situazioni di urgenza ("hurry sickness"). Costituiscono anche fattore di rischio condizioni che comportino un aumento del cortisolo ematico come gravidanza, sindrome di Cushing, lupus eritematoso sistemico, emodialisi, trapianto di organi e naturalmente l’assunzione di corticosteroidi. Vi sono diverse descrizioni, soprattutto recenti, di CSC in donne. Nel caso delle donne l'età di insorgenza è spesso superiore ai 50 anni. Si trova spesso presente una condizione di ipercortisolismo endogeno o esogeno.

La prognosi per il recupero visivo è generalmente buona. Di solito i punti di diffusione si chiudono spontaneamente e il distacco si risolve in un periodo di settimane o mesi. La maggiorparte dei pazienti (più del 90%) manterrà una acuità visiva pari a 8-9/10, sebbene alcuni pazienti possano comunque notare qualche lieve diminuzione della sensibilità al contrasto, lieve distorsione o difficoltà nella visione notturna. Solitamente la malattia non è bilaterale. Le riprese di malattia riportate sono intorno al 25-30% e possono manifestarsi settimane, mesi o anche anni più tardi. Ogni distacco predispone ad un ulteriore rischio per l'integrità dell'epitelio pigmentato retinico e della retina stessa. Alcuni pazienti possono sviluppare una progressiva atrofia dell'epitelio pigmentato e grave perdita della funzione visiva che è permanente.


C'ho 'sta roba qui STOP
Aggiornamenti del blog che potrebbero andare a diradarsi STOP
La libreria figuriamoci STOP
Quel "generalmente" non mi tranquillizza STOP
Cercansi infermiere che siano i miei occhi STOP
Le mani le metto io STOP
Sate benone STOP

sabato, gennaio 26, 2008

Napo Orso Capo

Guzzanti profeta:

Alle prossime elezioni voterò Napo Orso Capo (per capire dovete guardare il video).
Questa è una dichiarazione di voto. Spero che nessuno di voi mi sputi, se invece mi date del pezzo di merda mi limiterò a fare specchio riflesso invitandovi a buttarvi nel cesso.
Napo Orso Capo mi pare la soluzione, candidato credibile, persona seria, prenderà sulle spalle i problemi di questo paese (rigorosamente minuscolo).
Non faccio la gag. Prenderò la mia scheda e ci scriverò sopra bello in grande Napo Orso Capo. Rinunciando a un mio diritto ma compiendo un mio dovere. Semplicemente non posso più essere complice di una burattinata che non sento più mia. E anche se puzza di rosicata, vi prego di credermi (vi prego un cazzo, se mi credete bene se no importa sega) quando dico che non è questione di chi cade, chi sale, chi scende, chi salta. E' questione di riconoscersi in una comunità o no.
Nel '91, battiato cantava:
Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.


Rinunciando ad attendere la primavera, trasformerei quel "povera patria" in un meno poetico ma pratico "w la figa".
Ora vado, mi han detto che al grande fratello è entrato un trans, non posso perdere questo evento.

lunedì, gennaio 21, 2008

Nottata inquieta

Maremma tremota.
Ho dormito poco e male, ho sognato un sacco di roba poco gradevole e non è la prima volta, nell'ultima settimana.
Che palle.
Il post comincia male, sembra quasi uno di quei blog che mi sono sempre imposto di evitare. Quelli in cui uno racconta la sua vita. Non so se rendo l'idea. Non che ci sia niente di male, solo non lo volevo fare io, che se ho dormito male, in linea di massima, suppongo fregherà poco a tutti.
Questo meraviglioso cappello altro non è che un motivo stupido per mettere su sto pezzo con cui mi sono consolato questa mattina e che, benché sia tutto meno che recente, trovo molto divertente. Soprattutto il testo. E la barba del tizio.

Thou shalt not steal if there is direct victim.
Thou shalt not worship pop idols or follow lost prophets.
Thou shalt not take the names of Johnny Cash, Joe Strummer, Johnny Hartman, Desmond Decker, Jim Morrison, Jimi Hendrix or Syd Barrett in vain.
Thou shalt not think any male over the age of 30 that plays with a child that is not their own is a pedophile - Some people are just nice.
Thou shalt not read NME.
Thou shalt not stop likin' a band just 'cause they’ve 'come popular.
Thou shalt not question Stephen Fry.
Thou shalt not judge a book by its cover.
Thou shalt not judge Lethal Weapon by Danny Glover.
Thou shalt not buy Coca-Cola products, thou shalt not buy Nestle products.
Thou shalt not go into the woods with your boyfriend’s best friend, take drugs and cheat on him.
Thou shalt not fall in love so easily.
Thou shalt not use poetry, art or music to get into girls’ pants - use it to get into their heads.
Thou shalt not watch Hollyoaks.
Thou shalt not attend an open mic and leave as soon as you done your shitty little poem or song, you self-righteous prick.
Thou shalt not return to the same club or bar week in, week out, just ’cause you once saw a girl there that you fancied but you’re never gonna fucking talk to.

Thou shalt not put musicians and recording artists on ridiculous pedestals no matter how great they are or were.
The Beatles - Were just a band.
Led Zepplin - Just a band.
The Beach Boys - Just a band.
The Sex Pistols - Just a band.
The Clash - Just a band.
Crass - Just a band.
Minor Threat - Just a band.
The Cure - Were just a band.
The Smiths - Just a band.
Nirvana - Just a band.
The Pixies - Just a band.
Oasis - Just a band.
Radiohead - They're just a band.
Bloc Party - Just a band.
The Arctic Monkeys - Just a band.
The Next Big Thing - Just a band!

Thou shalt give equal worth to tragedies that occur in non-English speaking countries as to those that occur in English speaking countries.
Thou shalt remember that guns, bitches and bling were never part of the four elements and never will be.
Thou shalt not make repetitive generic music, thou shalt not make repetitive generic music, thou shalt not make repetitive generic music, thou shalt not make repetitive generic music.
Thou shalt not pimp my ride.
Thou shalt not scream if you wanna go faster.
Thou shalt not move to the sound of the wickedness.
Thou shalt not make some noise for Detroit.
When I say “Hey” thou shalt not say “Ho.”
When I say “Hip” thou shalt not say “Hop.”
When I say, he say, she say, we say, make some noise - kill me.

[Ah, forgot where I was, hang on]

Thou shalt not quote Me Happy.
Thou shalt not shake it like a Polaroid picture.
Thou shalt not wish your girlfriend was a freak like me.
Thou shalt spell the word “Phoenix” P-H-E-O-N-I-X, not P-H-O-E-N-I-X, regardless of what the Oxford English Dictionary tells you.
Thou shalt not express your shock at the fact that Sharon got off with Brad at club last night by saying “Is it.”
Thou shalt think for yourselves.

And thou shalt always, thou shalt always... kill.


Ciò detto, voglio riprendere una discussione a cui ho preso parte (strano) sabato sera.
Si parlava di donne italiane e di come le italiane la darebbero meno delle straniere. Lascio a più esperti di me eventuali argomentazioni (avendola io ricevuta solo da italiane mi sembrerebbe assai poco elegante lamentarmi pure). Mi permetto di insinuare solo un dubbio (suggeritomi). Tipicamente il bolognese parla delle bolognesi come di "fighe di legno" ed esalta le doti di ferraresi o modenesi. Altrettanto tipicamente un mio amico di Modena sostiene convinto che le modenesi sono impossibili da approcciare. Per non parlare di vecchi amico di Verona che si diceva estremamente soddisfatto delle donne di Bologna e schifato dalla pudicizia delle venete (ahahahahah). Allargando il discorso ai paesi stranieri, proprio ieri sera ascoltavo il racconto di una fanciulla anglosassone che da qualche tempo esce con un italiano, pare si piacciano, ma lei vuole aspettare. Crollano miti e leggende. Una rondella non farà mai primavera, direte voi. Però, però. Mah. Boh. Io tutte ste pudiche mica le vedo. Dice, ma non è che ti veda molto sul pezzo di recente (e pure non di recente). Sì, eh, lo so. Ma mica penso sia colpa loro.

giovedì, gennaio 17, 2008

Libreria

Come qualcuno ha notato ho scoperto un sito figata.
Si chiama www.anobii.com e dà in pratica la possibilità di catalogare i propri libri. La figata sta nel fatto che basta inserire il titolo o il codice a barre del libro e lui (o lei, non so se anobii sia fio o fia) lo trova con copertina, numero di altri iscritti che lo posseggono, cazzi e mazzi. Sulla base della libreria puoi trovare gente che ha gusti simili ai tuoi (ti dà il grado di compatibilità su scala percentuale) e stanare nuovi libri da leggere. Simpatico insomma.
Per i fighetti con un blog c'è anche 'sto simpatico finestrello con 5 libri presi a caso dalla mia libreria. Tra un po' cambierò impostazioni e nella finestrella capiteranno solo i libri aggiunti di recente. Il mio indirizzo è www.anobii.com/people/wolando/ e comunque basta cliccare o sul titolo "libreria" nella colonna qui di lato o su "see my bookshelf" (che avrei voluto mettere in italiano ma non ho ancora trovato il modo, maledetti figli di albione).
Non ho intenzione di catalogare tutti i libri che ho letto ma solo quelli che posseggo (quindi mica tanti, farò in fretta). Un po' perché molti di quelli letti da biblioteca non me li ricordo, un po' perché così se qualcuno ne vuole uno in prestito me lo può chiedere (non il ciama). Ah, nella libreria i libri son pure "votati" con stelline da 1 a 4. Prima che qualcuno mi insulti, sì, ho dato 1 stellina siddharta.
Bah, una fotina la mettiamo anche oggi, che già sto post è noioso.

lunedì, gennaio 14, 2008

Wolly penelope

Il tempo passa, le mamme invecchiano e, soprattutto, i metabolismi peggiorano. Prima magnavi come un porco, bevevi come una spugna e poi andavi a giocare al campetto con 38 gradi. Ora meno. Ma fin qui non è che si sia detto molto. Dato di fatto piuttosto noioso, degno di un tg2 costume e società. Le risposte a questo inevitabile cedimento possono essere diverse.
1) Resa incondizionata. Mollo il colpo, prendo peso, spero di trovare una donna che apprezzi particolarmente il mio lato spirituale.
2) Mangio meno e bevo meno. Modello ascetico, di sicuro successo ma che potrebbe spingermi ad un certo grado di nervosismo. Già non sono noto per il mio carattere morbido. Vediamo di non peggiorare ulteriormente le cose.
3) Mangio normale ma smetto di bere. Ahahahahah. Simpatico che sono. La prossima.
4) Continuo a bere ma mangio solo ed esclusivamente cose leggerissime, con massimo mezza caloria. Tipo il polistirolo. Già più fattibile ma poco credibile anche questa, se non altro per la gente con cui giro.
5) Continuo a mangiare e bere normalmente ma mi schianto di attività fisica. Modello Penelope, di giorno ricostruisco la condizione fisica che poi la notte demolisco. In un circolo viziato e vizioso (è il caso di dirlo) senza termine. Un filo avvilente vista in quest'ottica. In pratica un criceto sulla ruota.

ps
letì, l'hai capita la foto stavolta?

martedì, gennaio 08, 2008

Cen-to! Cen-to! Cen-to!

Questo è il centesimo post del blog. Lo si festeggia in un buon momento di forma, con un aumento notevole di contatti dopo i periodi bui del 2007. Il tutto cominciava raccontando il viaggio a Barcellona. E cominciava con un tentativo discutibile di buttarla su uno stile mezzo narrativo mezzo ironico. Per fortuna è durata poco e l'ho buttata in vacca presto.
Per celebrare il centesimo anniversario abdicherò a una mia antica battaglia. La lotta all'esterofilia tipica italiana e la difesa dei pochi pregi rimasti. Mi son rotto il cazzo. Pur considerando ancora la spagna un'italia senza mafia (e quindi non così figa come me la raccontano), devo ammettere che l'Italia mi ha veramente rotto i coglioni. Anzi, mi han rotto i coglioni gli italiani. Basta, gliela dò su, muoia l'italiano nella sua immondizia.
Ecchettitrovo nel giorno dell'abiura?
L'autorevole The Times pubblica un articolo dal titolo inequivocabile, Mamma's boys. Un pezzo che vi invito a leggere, soprattutto nella sua parte conclusiva, quella che presenta uno splendido test rivolto alle donne inglesi per capire "quanto sia italiano" il loro uomo. L'aggettivo italiano è scherzosamente usato come un insulto, in pratica.
Chiariamo un punto, un anno fa avrei usato questo pezzo imbarazzante (pubblicato da una testata tra le più seriose al mondo) per dimostrare che se non siamo messi male, non è che altrove siano messi meglio. L'intera "inchiesta" si basa su una serie di luoghi comuni ridicoli, con annessa teoria secondo la quale l'uomo italiano si sentirebbe un essere superiore, nato per vincere, solo perché glielo ha detto la mamma. Uno dei pezzi più brillanti è quello in cui si cerca di dimostrare che il modello dell'uomo italiano è ancora Mastroianni. Interessante, vorrei chiedere a un centinaio di nati dopo l'82 per vedere se sanno chi cazzo è Mastroianni. A condire il tutto, vi prego di notare la chicca conclusiva, con un commento di tale Billy Bisjak da Trieste, il quale spiega che Capello (presentato come unico esempio positivo di uomo italiano dall'articolo, e tanto basterebbe a liquidare il tutto come balla ecocompatibile non riciclabile) non è italiano perché di Gorizia, quindi nato al confine (il ragionamento non fa una piega, bravo Billy di Trieste).
Bene, alla luce della mia nuova religione, mi sento di appoggiare in toto l'ottimo Richard Owen. Pagliacci siamo, pagliacci ci meritiamo di essere considerati. Persino da quelle merde (simpaticamente parlando) degli inglesi. Anzi, se mi leggi e sei italiano, fai una bella cosa, vattene affanculo (se sei italiana ti do ancora un minimo di margine, sono troppo sensibile al lato estetico della vita).