Sapete chi è questo? No? Questo perché siete degli antiquati schifi. E soprattutto perché né Daria Bignardi né Maurizio Costronzo si sono ancora accorti di lui*.
Codesto pirlotto che gira in infradito ha scritto un libro che ha in copertina questa immagine (e solo per questo andrebbe consegnato a quel simpaticone di Gobbels per una delle sue grigliate).
Titolo del libro "Come parlare alle ragazze". Non "Come picchiare le mocciose". E nemmeno "Come incendiare scorregge". No, questa faccia di cazzo stile mamma ho perso l'aereo sarebbe un enfant prodige e sarebbe dunque in grado di spiegare a coetanei, e non solo, come avvicinarsi all'altro sesso.
Io, che non sono affatto prevenuto e apprezzo quasi tutti i BEST SELLER!!!!!!!, accetto la possibilità che questo bamboccio sia un genio e abbia davvero qualcosa di interessante da raccontare. Leggo per esempio che quelli del mostriciattolo con la maglia della salute sotto la polo sono Consigli utili, semplici e diretti che, forse proprio per queste ragioni, hanno conquistato una grande fetta di pubblico.
E vediamone qualcuno allora: "Devi sapere che le ragazze in genere l'hanno vinta quasi su tutto e sono più toste. Ricordatelo sempre e saprai come prenderle. Inoltre, se cerchi di avere troppe ragazze, scatenerai gelosie e potresti restare a mani vuote. E' senz'altro meglio puntare su una sola alla volta". Uao
'Spe, che non è finita: "Trovati amici fidati che non tentino di fregarti l'innamorata che, comunque, andrà conquistata solo ai tempi delle medie per evitare fidanzamenti troppo lunghi ed inevitabilmente faticosi".
Ora vado a comprarmi il libro di Cassano. Almeno lui ne ha trombate 6-700, due dritte migliori me le saprà dare.
*scommetto con voi che quando un qualsiasi geppo televisivo italiano presenterà questo ridicolo mostro del marketing userà le parole "altra metà del cielo" e "l'amore è un gioco da ragazzi".
sabato, gennaio 17, 2009
L’82 per cento dei professori ordinari, nell'Università italiana hanno più di 50 anni. Il 45 per cento ha più di 60 anni. Il 24 per cento ne ha oltre 65. Il decreto legge 503/1992 permette ai docenti di rimanere in servizio sino a 72 anni. Un lavoratore normale va in pensione a 65 anni. Un docente universitario di 65 anni costa in media 120mila euro l'anno. Per 7 anni siamo sugli 840mila euro. Con questa cifra si potrebbero pagare 28 ricercatori per un anno o, se si preferisce, un ricercatore per 28 anni.
(Video)commento mio: Dovete leggere la bibbia profii
Saltando di palma in frasca come un lemure, mi chiedevo, ma Will Smith, quanto è pirla? Gli attori americani han sto colpo di cercare di fare film d'autore con registi fighi, quasi gratis. Che ne so, alcuni scelgono Soderbergh, altri pescano burton, altri ancora jarmush, i più fessi la salma rincoglionita di woody allen. Il meccanismo sarebbe, faccio un sacco di cagate con cui guadagno millemilamilioni di dollari, poi ogni tanto dimostro a tutti che sono anche un attore coi controcazzi. Ecco, secondo voi a lui come sarà venuto in mente di affidarsi a Muccino? No davvero, guarda che se sei uno dei due o tre più pagati del mondo, devi proprio sforzarti per non trovare niente di meglio di Muccino. E' un po' come se si fosse messo con Britney Spears. O come se avesse scelto Susanna Tamaro per scrivere la propria autobiografia.
Ultimo salto, tornando sulla palma. Ho capito bene, il nuovissssssssimo disco di Luca Carboni, il prodotto di qualcosa come 23 anni di lavoro, è una raccolta di cover? Ahahahahah.
Come giustamente fatto notare, mi spetta un bricco. Ciò detto (procurerò a breve testimonianza fotografica del fiero pasto), nel tripudio generale che accompagna l'elezione di una persona almeno normale sul trono del mondo (e dopo 8 anni non era così scontato), non abbiamo voluto farci mancare nulla e siamo riusciti a mettere la nostra polemichetta di paese fascisti/comunisti pure qui. Sembrava impossibile ma ce l'abbiamo fatta. Il senatore gasparri: "su Obama gravano molti interrogativi, con Obama alla casa bianca forse al qaeda è più contenta". Non ci credete eh? Non ci credevo nemmeno io, pensavo fossero le classiche voci messe in giro dai comunisti, e invece c'è l'audio, l'ha detto davvero. Senti qua che figo, e non è mica marcorè che lo prende per il culo.
Mi tocca prendere lezioni di civiltà dagli americani, è evidente. E non per il voto ma per le parole pronunciate da vincitore e vinto dopo il risultato. Roba che da noi non si vede da anni. Uno che riconosce la vittoria dell'altro, l'altro che rende omaggio all'avversario e lo chiama amico (Obama e mccain). Retorico finché volete il pippone dell'Obama, retorico forse anche l'applauso al vincitore di mccain. Ma io faccio a cambio domani con gli sproloqui violenti e offensivi che mi toccano ogni giorno. Voglio un po' di retorica anche io, prendetevi gasparri, vi prego!
Per prima cosa voglio che ascoltiate questo grandissimo pezzo. E' un po' vecchio ma vale la pena.
Tema: la cronaca nera. Svolgimento: ha rotto il cazzo. Lo so, lo svolgimento lo avevo giù scritto per altri argomenti. Però non si regge più dai, tra morti, bambini rapiti e chiusi nei pozzi, donne appese per i piedi, il tg sembra una versione spaghettosa di csi. Su questo argomento so di avere pochi alleati, la nera prende di schifo, non se ne può parlare male, un po' come dei cani e della nazionale di calcio. E allora almeno chiedo due cose: 1) Se mai vi intervisteranno su un fatto di nera non (ripeto, non) dite che era una persona normale, era uno come tanti, sembrava tranquillo. Vi prego. Piuttosto dite che non lo conoscevate. Se volete far scena dite che una volta lo avete visto bere il sangue di capro nero. Io so solo che dopo aver letto le parole di un compagno di giochi di quei tre tipi che hanno stuprato e ammazzato una cinna ho deciso che forse i serial killer non hanno tutti i torti. Il genio affermava (a spanne): "Lei era una ragazza normale. Ma anche loro, erano come noi, persone normali". Certo. 2) Giornalai, basta chiedere ai parenti delle vittime se sono pronti a perdonare l'assassino. Ma che domanda è? Chissenefrega! E cosa farebbe lei all'assassino, cosa farebbe al cugino dell'assassino, cosa chiederebbe al padre dell'assassino. Ma vaffanculo.
Giurin giurello non è un post politico. O meglio, di politica tratta ma non di steccati (di qua, di là, trallallà). Ci sono due nuovi ministri che mi fan scompisciar dalle risate per l’ironia profonda della loro nomina. E questo mi fa pensare che davvero Berlusca sia più furbo di quel che sembra, tanta arguzia non era facile. Il primo è quello di Calderoli. Ministro della Semplificazione. Non è nemmeno da spiegare. Se la spiego non fa ridere. Basta guardare una foto e associare la nomina. Cosa fa questo? E’ il ministro della semplificazione. Uh!* Il secondo è la Carfagna alle Pari opportunità. Qui è evidente la presa per il culo per le donne da parte di chi assegna un posto del genere a una gran gnocca (o almeno, a me pare una presa per il culo per le donne, ma non lo sono per cui chiedo a voi). Non discuto le capacità della Mara, sia chiaro. Magari è bravissima. Dico solo, ti pare adatta a difendere le pari opportunità? Questa è nata già quattro passi avanti le altre, come cazzo fa a essere rappresentativa delle donne che vorrebbero pari opportunità rispetto agli uomini? Potevano darle la cultura? Scusa, invece che a Bondi, le davi la cultura e alle pari opportunità ci mettevi, cazzo ne so, Iva Zanicchi. Anche da un punto di vista culturale, rispetto a una poesia di Bondi, il culo della Carfagna è arte.
*Ringraziamo tutti insieme quel gran coglione del figlio di Gheddafi che ci ha praticamente obbligato a fare ministro questo troglodita. Caro Gheddi (lo chiamo così, non si può?), lo avrei fatto ministro pure io dopo la tua uscita. Cazzo vuoi? Decidi te i nostri ministri? Piano un passo che i nostri mali ce li troviamo da soli!
Signor Ascom buon giorno. Insomma, non un gran che. Comincerei l'intervista con una domanda sulla pedonalizzazione? E' uno scandalo, perderemo clienti e aumenterà il degrado e aumenteranno i pancammerda. Mi scusi, in genere le strade pedonalizzate migliorano. Ha notato via oberdan? O l'inizio di via Zamboni? E ha presente via Petroni invece che pedonale non è? Basta, volantiniamo, voi volete la nostra morte! Va beh. Parliamo d'altro. Che ne pensa del civis? Scandalo! Vi faremo causa! Ma a chi? Guardi che io non centro. Appunto, lei non centra e vuole la morte del centro con questo civis che costringerà i negozi a perdere clienti per mesi! Ok, ma se devono fare i lavori, dove vuole che li facciano se non in strada? Class action! Class action! Va beh, stia a sentire questa, una bella notte bianca per rivitalizzare il centro? Lei è pazzo, io la notte dormo, vuole rubarmi anche il sonno? Della moschea che ne pensa? Vade retro! Ok, niente moschea. Fascisti! E con gli studenti fuorisede come va? Feccia. Sporcano, fanno chiasso e spesso rubano! Addirittura. Senta ma non saranno anche suoi clienti? Ma lei vuole scherzare? I miei clienti sono tutti bolognesi doc che entrano in centro con la macchina, parcheggiano in doppia fila, entrano, comprano, escono e tornano sui colli. Farete volantini e class action anche contro gli studenti? Non ci avevo pensato. Può essere un'idea. Anche se mia moglie si è buttata nell'immobiliare e affitta un 36 metri quadri a 5 studentesse di foggia a 400 euro l'una. Non so, valuteremo. Degli immigrati non le chiedo niente perché un po' mi immagino da solo. No, non faccia così, non lo dico più, si riprenda! Tutto ok? Sto meglio ora, non dica mai più quella parola. Lei pensa ci sia qualcosa che può fare lei per questa città? La città ha mai comprato nel mio negozio? No, allora puppi anche 'sta città. Sempre a chiedere la zoccola. E di un aumento delle zone di verde che ne pensa? Uno schifo, si potrebbero fare un sacco di parcheggi per chi viene a comprare. statue? Ho capito. Ho un'ultima domanda. Ma almeno la figa a lei piace? No, non mi risponda, non lo voglio sapere.
(ndW) l'intervista è immaginaria e non vuole comprendere tutti i commercianti* del centro bensì il tipico rapprensente ascom bolognese
Oggi mi è arrivata risposta a un curriculum che avevo spedito il 7 gennaio 2007. Avendo il contatto diretto del caporedattore avevo spedito direttamente a lui la mia disponibilità a collaborare per la testata. Risposta: "Buongiorno, grazie dell'indicazione. Ti faremo sapere presto. Un saluto" ... Bene no? No, dico, se dopo un anno decidi che hai bisogno, capisco anche che tu possa rispondere con 14 mesi di ritardo. Ma, ridico io, puoi spedire un lefaremosapere a quattrocentoesblisga giorni di distanza? Che dovrei rispondere? Ditemelo voi tramite apposito SONDAGGIO che trovate qui a sinistra (la vostra sinistra).
ps Io fossi in voi, incrociandomi per strada, non chiederei "stai mandando curricula?". Non lo farei proprio.
A costo di uscire dai binari ridanciani (bello eh "ridanciani"?) che mi hanno portato al successo (iahahahah), a costo di annoiarvi a morte, a costo di totalizzare un record di 3 lettori per il mio prossimo post, voglio postare questo pezzo:
Un esercito di precari fragile e malpagato Aldo Nove - La Repubblica
Prima che Bauman, nella sua inesausta pletora di libri "liquidi", ci consegni quello sul salario, possiamo provare a immaginarci cosa, nel nostro mondo liquido, vi corrisponda: il salario nel 2008 è indubbiamente speciale. Ha riflessi chimerici, è reso squassante dalla sua imprevedibilità, dalla sua incertezza.
"Se mi pagano" è la chiave di volta (di un edificio pericolante da troppo) del discorso sul salario oggi.
Mettiamo il lavoratore a termine, a progetto: un laureato, magari in materie umanistiche, magari giovane e dunque quarantenne, a cui viene commissionato un lavoro. In Italia parlare di salario equivale, per strana convenzione, a mettere in pubblico i propri panni sporchi: non è educazione, non si fa, ma cosa ti viene in testa.
Quindi il "giovane" laureato quarantenne di cui sopra spesso non sa neppure quanto verrà pagato. È maleducazione. Chiederlo e saperlo. Valgono le approssimazioni allucinatorie del gioco televisivo a premi in denaro: "C´è una bella sommetta" (topos del linguaggio di Mike Bongiorno secondo Eco), "I soldi ci sono", fino al paramafioso "Non ti preoccupare" sono alcune delle risposte alle timide domande sulla consistenza del salario di chi il lavoro, per necessità, lo fa "alla cieca", o quasi.
C´è qualcosa di amorale, di atrocemente comico in tutto questo: modulandosi addirittura, per scherzo epocale, sul rapporto sentimentale: chi ti dà un lavoro in fondo ti sta facendo un grande favore. Lo fa quasi per amore, sceglie te tra migliaia di altri e dunque non è bello stare lì a parlare di cifre.
Chi chiede informazioni su quanto verrà retribuito per un lavoro contravviene alle regole dell´etichetta del precario: se sapesse, che precario sarebbe? Così si sa che si dovrebbe essere pagati. Una certa cifra, in un certo modo, in un qualche tempo. "In un certo modo" significa che buona parte del tempo del neosalariato viene spesa inventando i modi (in rapporto al tempo, alle circostanze) attraverso i quali il lavoratore avrà ragionevoli speranze di recuperare quanto gli è dovuto o meglio e forse generosamente elargito: si tratta di inventare le forme di recupero di crediti che, per reattività pavloviana, spesso perdono credibilità, riducendo l´intero mondo del lavoro (la sua percezione soggettiva) a una sorta di stagismo universale. Condizione sfibrante e involutiva.
Sono in tanti, a quarant´anni, a sentirsi sotto la pressione delle ugge della "mancetta": benevoli datori di lavoro chissà se benevoli lo saranno davvero, al momento dell´erogazione, posto che un´erogazione vi sia. I bamboccioni sono in fondo adulti obbligati a restare adolescenti se non bambini dall´assoluta mancanza di serietà retributiva in un mercato del lavoro che scherza con i rapporti umani e lo scherzo, da un´intera generazione, non si capisce se avrà fine domani o tra vent´anni o mai.
Ho sentito dire (tante volte, troppe) che il lavoro "retribuito", spesso, è articolato in due poderose fasi, la seconda delle quali, fondamentalmente inedita, è la principale, più delicata e sostanziosa. La prima consiste nel lavoro, la seconda nell´attuazione della difficile retorica di telefonate, sapientemente (e nevroticamente) studiate per far sì che il lavoro volontario si trasformi in lavoro salariato.
Generalmente si attende la scadenza effettiva del tempo massimo di pagamento (supposto che sia stato stabilito: altrimenti è tutto più complicato, si procede per approssimazione) e allora si inizia a telefonare per ricordare che si dovrebbe essere pagati.
Nella mia esperienza di non specialista del lavoro ma di semplice quarantenne a contatto con altre persone sento ogni giorno persone lamentarsi di questa difficile, esasperante realtà lavorativa. È umiliante elemosinare quello che ti spetta. Ti fa sentire davvero un bamboccione. Una strana commistione tra assenza di autostima e voglia di riscatto per riuscire a porsi in una "dialettica lavorativa" che possa semplicemente, realmente definirsi tale. Nella prassi quotidiana, uno stillicidio di aspettative sotto forma di inutili attese al telefono, di appuntamenti mancati, di verifiche quotidiane del proprio conto corrente per vedere se magicamente "quei soldi" sono poi arrivati. "Quei soldi" (e dunque non altri) sono la formula del frastagliamento di chi, per arrivare a un salario degno di essere definito tale, e che garantisca quindi la sopravvivenza, deve sommare diversi micro salari.
Come delle caricature di imprenditori al gradino più basso della scala gerarchica, i lavoratori di questo tipo (spesso laureati) accumulano ansie inaudite in un vissuto del tutto probabilistico della propria realtà salariale.
Questa è la cifra principale del precariato: aver fatto un lavoro (una serie di lavori), dover avere di conseguenza una certa cifra sul conto corrente e ritrovarsi a chiedere prestiti (generalmente, ovviamente ai genitori) perché quella cifra (quella somma di cifre) non c´è, va "sollecitata", forse arriva domani e così per mesi. Il pericolo maggiore è che nell´Italia del 2008 si arrivi a un´assuefazione. Psicologicamente è già avvenuto. Ma solo psicologicamente e per fortuna.
C´è un margine di resistenza oltre il quale non è possibile andare, ed è quello della corporeità: detto in altre parole, fino a che si mangia si può scherzare. Si può scherzare con la dignità spazzata via del lavoratore, con la sua riduzione d´ufficio a pedina insignificante della contrattazione.
Ma oltre un certo livello non si scherza più. Quel livello è quello della fame. La fame vera. In Italia non ci siamo ancora arrivati. Ci si "arrangia": a scapito della propria dignità, in un sogno guasto riempito di telefonini e distrazioni a basso costo da mondo incantato per adulti.
Ma appena i "bamboccioni" (è la terza volta che lo scrivo: scusatemi, ma è un termine di una violenza, di un´ottusità micidiale, a suo modo, satanicamente, geniale) cominciassero a stare davvero male, a non avere di che mangiare, salta tutto. Si chiama rivoluzione e la fanno direttamente le pance. Prima c´è il limbo dell´attuale condizione salariale.
Ok, ok, ringraziate di nuove le due commentatrici (sono gesti come il vostro che mi spingono ad andare avanti in questo sporco mondo del mondo largo rete) vi porto il responso tanto atteso. Ho deciso che la domanda era idiota. Troppe le variabili, troppi i cambiamenti, troppe le conseguenze di quella scelta che mi hanno "creato" per quello che sono adesso. Insomma, non sa/non risponde. Però da riflessione nasce riflessione e pensavo che piuttosto avrei potuto fare altro, invece che una facoltà inutile. Ma anche qui c'è da ridere e da piangere. Sono convinto che nello specifico si sia scatenata una nemesi mica da ridere. Riassumiamo brevente il percorso. Test d'ingresso pesissimo, molti amici partecipano alla selezione, solo 150 eletti ne usciranno dei quasi 2500 che provano. E' roba nuova, ci insegnano grandi nomi, si va a formare una nuova figura professionale, porte spalancate per tutti. Passo la terribile selezione. Ora, già non sono tipo con scarsa considerazione di sé stesso, figurati a entrare in questa crema. "Ehi, che fai tu?" "Ma io xxxxxxx xxxxx xxxxxxxxxxxxx" "Quella con quel test pesissimo? bello. E ci insegna xxx, vero? Figata" Tempo pochi anni ed ecco abbattersi il giusto castigo per l'uomo poco timorato. Facoltà trasformata in dams al cubo, lauree ad honorem consegnate a evasori fiscali e alcolizzati (wolandquiz: chi sono?), università che aprono anche a crotone pur di fare un bel corso di laurea in xxxxxxx xxxxx xxxxxxxxxxxxx, fuga di professori, fiumi di matricole e sguardi ammirati che si trasformano in ghigni dopo il fatidico "E tu che fai?". A migliorare il tutto l'introduzione di una bella triennale che mi parifica a un qualsiasi 22enne con il bulbo dei Tokio Hotel. Ma quello che mi fa incazzare è che la gente mi guarda pensando "e ma te la sei poi cercata". MA NO PORCA TROIA, NON ERA COSì, LO GIURO, dico sul serio, ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c'era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c'è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! Va beh, alla fine mi sta bene. Sarei stato insopportabile. Più di adesso. Nemesi, appunto.
A questo punto avrei finito. Fino a poco tempo fa avrei chiusto 'sto post e ne avrei preparato un altro, opportunamente salvato e poi messo su tra 4 giorni. Invece, in culo le tecniche comunicative. Mi chiedevo. Quanti saggi modi di dire sono delle gran stronzate? Uno dei miei preferiti è "Se uno non sa star bene con sé stesso, non sa star bene nemmeno con gli altri". Se lo leggi piani fa che non ha mica senso. Non c'è un legame tra le due cose! Ma perchè uno che sta di merda da solo non dovrebbe essere in grado di star bene con gli altri? Mi pare palese sia invece il contrario. Starà da Dio con gli altri, altrimenti mica starebbe male da solo. O no? E poi, a pensarci bene, sta frase la tiran fuori sempre soggetti soli come cocker abbandonati in spiaggia in gennaio. "Con chi vai in vacanza?" "Vado da solo, sai, chi non sa star da solo non sa star nemmeno con gli altri". Eh no ciccio, vai in vacanza da solo perché non hai trovato un cazzo di nessuno con cui andare, siamo seri! Oppure vai da solo perché ti piace stare da solo, non certo come parte di un percorso che ti porterà ad essere amabile e meraviglioso in compagnia (so già che con questa mi faccio qualche nemico e so già che per la legge della nemesi quest'estate andrò in vacanza con... con... ditelo voi).
In chiusura, gran chiusura, pubblcità richiesta da un'amica. L'autore del blog non sa di che cazzo si tratti per cui nel caso vi rivolgete a lei: polisenasilvia15@yahoo.it
Alimentazione Energetica Seminario per imparare a riportare l’equilibrio per Corpo, Mente e Spirito attraverso l’alimentazione. SEMINARIO PRATICO DI UNA GIORNATA Grazie alla formula INTENSIVA e alle molte interazioni pratiche svolte durante il corso, si apprende il metodo in tempi brevissimi, e si è in grado di utilizzarlo da subito, migliorando quindi in pochi giorni i nostri risultati. Domenica 13 Aprile 2008, dalle 9.30 alle 19.00 DOCENTE : Golia Vincenzo Pezzulla
Non ci guadagno niente e nemmeno potrò farci dell'ironia sopra. Che pirla che sono. Gag a parte, se vi interessa anche solo sapere meglio di che si tratta, mailate la fanciulla all'indirizzo qui sopra.
Causa cattive condizioni del bloggante, solo alcuni flash, poi lavorate voi di fantasia che non posso fare tutto io e lo sapete a che ora mi sono svegliato questa mattina? alle 7 meno un quarto e la bambina ha vomitato.
- La gente che sta sulle scale mobili ferma ha rotto il cazzo. Via! Levati di 'uloooooo!
- Le nuove canzoni di jovanotto sono la cura definitiva per il diabete. Ma proprio definitiva.
- Non voglio regali. Punto.
- Voglio sapere chi è arrivato sul mio blog digitando su google "buco del culo della gregoraci" e soprattutto voglio sapere se ha apprezzato il mio post sul panda (può rispondere anche quello/a che ha digitato "cazzi senegalesi"
- Mi piacerebbe anche capire perché ce la menano tanto con la sfida clinton-obama. Mi pare chiaro che il prossimo presidente sarà sto mccain. O pensate veramente che gli americani voteranno una donna o un nero. Daaaaaaaiiiii!
- Ah, in caso di vittoria clinton mi dovrebbero anche spiegare perché dovremmo continuare a chiamarla democrazia. Negli ultimi 20 anni ci sono due famiglie che governano, potremmo parlare di monarchia alternata.
- Ho ricominciato a mandare curricula. Odio mandare curricula. Soprattutto odio compilare quei form con le caselline da spuntare.
Questa foto stava meglio col post precedente ma va beh. Oh se poi vi viene l'ispirazione e volete commentare non si offende nessuno o quasi. Comunque, mischione classico: - I savoia vogliono dei soldi da noi perché li abbiamo esiliati. Incredibile, vi giuro non ho parole (pubblicabili su internet) per commentare lo schifo che provo per questi personaggi immondi. E un bel vaffanculo se lo prende fabio fazio che per primo sdoganò filiberto trasformandolo in personaggio pubblico. Un altro vaffanculo se lo beccano fotografi e giornalisti che ne seguono le gesta, dalle interviste sulla juve, alle richieste di pareri sul razzismo fino alle foto che lo ritraggono ai funerali dei gabriele sandri. Spero davvero che lo stato italiano faccia causa ai savoia. Non so con quale escamotage, voglio la confisca di tutti i loro beni, cazzo, tutti. - Un'intervista a Renzo Piano mi ha regalato una perla che condivido in pieno. Dice l'architetto che la differenza più grossa tra la politica italiana e quella, per dire, tedesca, è che se l'opposizione (qualsiasi essa sia) fa blocco contro a prescindere in germani perde voti, da noi li guadagna. E' vero. Ci lamentiamo sempre della scarsa efficacia della politica ma ormai facciamo così. Non ci interessa su cosa si stia decidendo, conta che chi è all'opposizione voti contro. E possibilmente sbraiti, strepiti e si scandalizzi. Facendo questo l'opposizione ha ampie possibilità di guadagnare consensi e vincere le elezioni seguenti. La stessa cosa non accadrebbe da altre parti. - Avremo a breve i faccioni di cantanti bolognesi sulle porte di Bologna, in fase di ristrutturazione. Fin qui tutto bene. Ma vi sembra che io debba finire proprio tra mingardi e curreri? se ci son due che mi stan sul cazzo son questi due qui, vivo tra due porte e me li becco entrambi! Maddai! Quasi quasi invidio Benzo che si trova cremonini sulla sua. Almeno non è un vecchio merdo che ha scritto due canzoni come i due che mi becco io. Ah, cippi, te c'hai lucione dalla.
Ho deciso di candidarmi sindaco alle prossime elezioni. In fondo, ho pensato, se Beppe Grillo rischia di diventarmi Capo dell'Italia partendo da un blog, cosa mi impedisce di vincere uno scontro con Cofferati e Guazzaloca? Uno dei due sta sul cazzo in modo bipartisan, l'altro, tipicamente, non fa un cazzo, se mi propongo io non posso che vincere. Punto uno: mandiamo tutti affanculo tutti. Non serve a niente ma ha un effetto terapeutico e comunque pare piaccia alla gggente (il collega blogghista Grillo Beppe insegna). Punto due: vietare i concerti dei sud sound system, le notti della taranta e le gare di pizzica. Fanno pena, dai, e poi importano il classico fuorisede da concerto dei sudsoundsystem. Un soggetto pessimo e fastidioso, sonodisimistramamiccalosoperché. Punto tre: problema del traffico risolto assumendo un centinaio di fanciulle che zonzano per il centro. Non fanno altro che camminare avanti e indietro per il centro storico. Vedrai poi se la gente non va a piedi. Per la selezione suggerisco il sempre ottimosignor tezenis (che è appena uscito con l'ultima collezione. Bene direi) Punto quattro: piccioni, tutti morti. Frega sega della lipu. Morti, tutti. Punto cinque: abbattimento del 50% degli american bar, wine bar e vaccate simili e obbligo di sostituzione degli stessi con osterie che servano rigorosamente solo vino bianco o rosso di dubbia provenienza. No balun e calici di cristallo, no crostini al patè e stuzzichini squallidi. Sì ai bicchierini indistruttibili, sì alla mortazza, sì al pane toscano tagliapalato. No al geppetto laccato e appena uscito da Tony and Guy che ti serve un prosecco merdo a 12 euro, sì all'oste grasso e sporco che con 12 euro ti porta un fiasco di san giovese (forse). Il Nou Lounge lo lascio, anche perché non vorrei trovarmi tra i piedi i clienti tipici per ora perffettamente ghettizzati in questo splendido locale. Punto sei: i cartelli luminosi all'ingresso della città riporteranno la seguente scritta: "Cari fuorisede, si informa che a Bologna non c'è il mare, fa freddo d'inverno e caldo d'estate. Per gran parte dell'anno è umido, ma umido davvero". Mi pare giusto informare chi arriva di modo che poi non possa lamentarsi. Punto sette: i suv non possono esistere. Non è che non possono entrare in centro, non sono proprio ammessi sul territorio comunale. Se ne hai uno a casa tua a Brescia, una pattuglia di gufi in moto (rigorosamente ducati, così ogni 3 giorni son ferme in officina) si presenterà a casa tua a Brescia e demolirà il q8 a mazzate. Punto otto: vietato l'aperitivo all'Irish (scusate, questa è una cosa mia, uso la nuova carica per un mio interesse, non è che posso fare solo il vostro bene). Punto nove: gli ausiliari del traffico licenziati tutti (questa è pura demoagogia acchiappa voti, gli ausiliari, si sa, stan sulle balle a tutti) Punto dieci: lo lascio a voi perché son democratico, io. Poi se non mi piace lo cancello.
Ci sono delle mode che trovo insopportabili. Oh, non pretendo di dirlo in quanto esperto di moda, ne so proprio una sega di moda, io, parlo per gusto personale. Per farla breve, come disse nico prima di provarci con la suzi, mi fanno profondamente ribrezzo nell'ordine: - gli zoccoli di gomma fluorescenti - i jeans con le ali d'angelo stampate o la scritta "ricco" sul culo - quelle scarpe da gnomo tutte sformate e pianta leggerissimante larga - la gran parte dei pinocchietti applicati al gran parte delle gambe, con rarissime eccezioni (sto parlando di donne, non contemplo nemmeno l'ipotesi di un uomo che scelga di tagliarsi le gambe indossando delle ridicole braghe sotto al ginocchio) - molti degli occhiali da sole enormi - le zeppe in ogni loro forma e dimensione
Invece apprezzo molto, ma davvero molto, quasi ogni tipo di ballerina. Ringrazio dunque che tra le mille stronzate che hanno invaso la piazza, ci sia stato negli ultimi anni questo gradito ritorno di massa.
Motivi per essere soddisfatti e motivi per la più grande tristezza si accavallano un po' sempre nel corso dell'esistenza di più o meno tutti, a parte quello stronzo di Stefano Accorsi che non vedo proprio che sfiga abbia (e scusate la perla di grande saggezza con cui parto questa sera). Si provi dunque a fare un bilancio: Non lavoro in miniera, non batto per strada, non lavoro al tg4 per Emilio Fede: +4 Ho un contratto a progetto: -3 Un'ex spia del kgb con chiare manie di grandezza controlla la gran parte delle risorse energetiche del pianeta e il secondo arsenale al mondo: -5 Hanno inventato la birra: +4 Il Resto del Carlino continua a vendere copie: -3 Hanno inventato il vino e vivo in una nazione che ne produce di eccelso: +6 Non hanno ancora preso Bin Laden: 0 (non era nemmeno quotato) Circola una quantità spettacolosa di donne spettacolose: +8 Una percentuale spettacola di donne spettacolose capisce meno di un labrador e poco più di Feltri: -6 Una percentuale ancora più bassa di uomini si può considerare senziente più o quanto di un gibbone albino (se poi si tolgono i gay!): +10 Nonostante i due dati scentificamente provati, io son solo come un cane bagnato e l'ultima su cui ho posto gli occhi sta da un paio d'anni con un essere viscido poco meno di Smigol. Devo avere sbagliato qualcosa: -12 Scrivo su un giornale gratis. La frase è interpretabile in due modi, entrambi quasi veri: letta in un modo +3, letta nell'altro -1. C'è quasi sempre il sole: +2 C'è quasi sempre il sole: -2 Tra pochi minuti starò giocando a poker con qualche amico: +1 per il poker, +5 per gli amici e le amiche, grazie a Dio, non mi sono mai mancati fino ad ora (e sottolineo, con l'ottimismo che mi contraddistingue, ad ora) Mi pare evidente che in nessun modo potrò migliorare, questa sera, la mia condizione di cane bagnato superato da smigol sopra descritta: -1 (domani è un altro giorno)
Per ora ho finito. Non chiudo ancora il conto, sai mai mi venga in mente qualche altra voce importante nella notte.
Settimana scorsa il Corriere della Sera (il Corrierone, il ny times de noartri) titolava così in prima pagina: "Michelle e Eros, vacanze insieme per amore della figlia". Vostro onore, ho finito. Non c'è più nulla da aggiungere, è evidente che il mondo che noi definiamo civile non esiste, è una grande bufala, tutti quanti ci siamo convinti di avere raggiunto un livello di civiltà elevato rispetto ai nostri avi ma mentiamo sapendo di mentina. Avremo anche trovato vaccini e cure per le malattie più disparate, avremo trovato il modo di curarci i denti senza strapparli, avremo inventato i reggipoppe che reggono le poppe, i bidet che lavano i sederi, l'aria condizionata, l'amarone di valpolicella. Avremo trovato il modo di spostarci velocemente per scoprire com'è il cappuccini in Svezia e se è vero che là son tutte gnocche e bionde (poi, una volta scoperto, non resta che tornare indietro), avremo inventato l'imbuto (mmmmbuto!), i simpson e lo spritz. Vi concedo tutto questo. Capite però che tutto crolla miseramente di fronte alla notizia sconvolgente che Eros e Michelle passeranno le vacanze insieme per amore della figlia. E sottolineo, per amore della figlia.
Aggiuntina del lunedì: Vedo che la notizia che siamo tutti morti non vi sconvolge. Va beh, quel che mi ero dimenticato di dire è che, a differenza di Eros che è previdente e vuole risparmiare, io ancora le vacanze non le ho prenotate. Se qualcuno ha idee brillanti che non comincino con "potresti" (che ne ho piene le tasche) ma con "potremmo", attendo fiducioso.
Saranno ormai un paio di mesi che sui principali quotidiani nazionali compaiono accorati inviti da parte di Federfarma. I farmacisti sono molto preoccupati dalla recente proposta del codacons che vorrebbe che i farmaci “da banco” fossero acquistabili anche nei supermercati. Non parliamo di trafiletti, parliamo di pagine intere acquistate dalla categoria, che spiegano con dettaglio lo scandalo di un cambiamento di questo tipo. In breve, ci viene ricordato che il farmacista ha grande esperienza e non è lì solo per vendere medicine quanto, piuttosto, per prendersi cura della nostra salute. Il farmacista è uno che ha studiato ed è uno che vende roba preziosa e pericolosa, non frutta e verdura! Il farmacista si interessa a te, è “il tuo farmacista”! Non possiamo lasciare la salute del cittadino tra gli scaffali dell’Esselunga! AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH! Entro in una farmacia. Per prima cosa trovo un eliminacode. Anzi, ne trovo tre perché questa farmacia ha tre ‘banchi’. Il banco farmaci, il banco prodotti per bambini, il banco erboristeria. Ognuno con il suo quadrato numerato che scatta al suono familiare del beeep. “QUARANTAQUATTROOOOO!” “Salve, avrei un etto di emorroidi e due etti di raffreddore” “Le ho fatto tre scatole di Zerinol signora, che faccio lascio?” Strappo il mio numero e mi guardo intorno. In quel momento una ragazza in camice bianco esce dal retro spingendo un carrello pieno di dentifrici, preservativi, creme anticellulite e si mette a riempire uno scaffale. Dietro il bancone quattro esperti farmacisti chiamano numeri, somministrano cure, incassano grano. A macchinetta, non si fermano mai. Mi fermo io, ad ascoltare il 53. Ha fatto l’errore di chiedere un consiglio all’esperto farmacista. Oddio, è la tua occasione, penso. Finalmente puoi uscire dal guscio, getta la maschera da cassiera e dimostraci che non hai speso 10mila euro in tasse universitarie per l’anima del cazzo. Vai, amico, so che puoi stupire la signora e fare il suo bene. Macché. Squaderna il flyer di un’azienda farmaceutica e presenta 75 opzioni. La signora insiste, accenna a descrivere i suoi mali. L’altro la guarda come se gli stesse parlando di baseball (schifato, ovviamente, avete mai guardato il baseball?). “Signora, veda lei, io non so che dire”. La signora si arrende e telefona al marito. Io me lo immagino il marito. Magari fa l’idraulico e gli tocca dire alla moglie se sono meglio le compresse del stocazzofen o il cojonexotan in bustine. Il responso arriva da casa. Il farmacista è contento e impacchetta. “Sono 31 euro e 50”. Bravissimo. E’ il mio turno, se Dio vuole tra poco sarò fuori da questo tempio della sapienza medica. La prova non è finita però. Alzo lo sguardo, ecco un cartello, fantastico: “Sconto del 10% su tutti i medicinali esposti su questo scaffale”. Ma come, perché c’è qualcuno che compra le medicine in base all’offerta? Guarda cara, c’è in offerta lo Xanax, non possiamo lasciarci sfuggire l’occasione! E poi? A novembre cosa facciamo, vendiamo gli antistaminici a metà prezzo perché sono fuori moda? Ho avuto quello che cercavo, scarto il reparto giochi sani per bambini, supero le creme antiinvecchiamento e il banco frigo (ah sì, c’è anche il banco frigo, pieno di prodotti dietetici surgelati) e finalmente sono fuori. Bah, cari farmacisti, ho idea che la prossima volta l’aspirina me la compro al supermercato insieme alla ciccia della grigliata.