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martedì, febbraio 17, 2009

O uomo peloso col codino

O uomo peloso col codino (mica quello di baggio che già faceva vomitare i licaoni con la scabbia, mi riferisco a quella striscia di capelli tanto di moda nei peggiori bar di tirana una trentina di anni fa) e la catenina al collo,
come fu che ti venne la brillante idea?
Come ti passò per la brillante cervice, una volta appropinquatoti (si dirà? naaaa) alla celeste vasca piena di liquido trasparente dai più volgari definita "piscina"?

O uomo peloso col codino e la catenina, questo il quadro che ti si presentava, queste le possibilità a tua disposizione.

In acqua uno naviga placida una signora sulla quarantina, lente bracciate e la gran parte del lavoro lasciato all'abbondante apparato mammario, sufficiente se non al movimento, quanto meno a stare a galla.
In acqua due l'ex agonista in costume olimpionico, occhialini a specchio e cuffia con bandiera tedesca. Fisico affilato, spalle larghe, nuota lenta, poche bracciate che tagliano l'acqua senza sollevare uno schizzo bastano e avanzano.
In acqua quattro il tizio dei Right said Fred (quelli che cantavano I'm too sexy for my love). Indossa uno slippino rosa con una enorme scritta GA e tra una vasca e l'altra lancia occhiate al bagnino. In breve, dubito sia un fan della gnocca.
In acqua cinque sguazza una russa in bikini triangolato all'apparenza poco saldo. Niente occhialini, più sorrisi al bagnino (in una lotta con right said fred) che vasche, ogni tanto una controllata ai lacci che, malandrini, non fanno mica bene il loro dovere.
In acqua sei la super sportiva. Nuotatrice orribile, utilizza maschera, pinne, palette, tavoletta, pull boy e qualsiasi attrezzo esistente, fa più onde di un acquascooter. Però è capace di stare in acqua 3 ore e non si ferma mai.

Chi fosse in acqua tre lo immaginate facilmente.

Ora, o uomo peloso col codino e la catenina, tra tutte le possibilità che avevi, come stracazzo ti venne in mente?
Io dico, o uomo peloso col codino e la catenina, ce n'era per tutti i gusti, mi pare. O sbaglio?
Perché devi venire a piantarti con la tua stupida tavoletta e tutto quel pelo nella mia corsia?

Vabbè, l'ho cambiata poi io la corsia.
Però non lamentarti se non trombi, o uomo peloso col codino e la catenina.

domenica, agosto 24, 2008

Ridi, pagliaccia!

Voglio dire anche io la mia cazzata sulle olimpiadi.
Per come la vedo io gli sportivi quando sportivano fanno la loro bella fatica.
Per questo sudano, si incazzano, si deprimono o escono di senno dalla gioia.
E non è che stan lì a pensare cosa penseranno tutti della mia faccia, stan pensando a quel che fanno.
Espressioni di sforzo fisico tipo questa
O di commozione
O magari semplicemente di attenzione a dove finisce la palla
O anche lo sbraco di un'esultanza ben poco femminile
O l'espressione di terrore di chi si sta per fare un gran male
O solo il volto concentrato di chi deve fare il meglio




Ecco, poi ci sono alcuni sport che non concepisco, nei quali chi li pratica (e che io sappia sono solo sport femminili) deve sorridere sempre, a prescindere.


Ma che cazzo di voglia possono mai avere di ridere in queste posizioni secondo voi?
Liberatele, lasciatele respirare!

martedì, luglio 29, 2008

L'intervista che vorrei leggere

Tempo di mercato in tutti gli sport.
Arrivano nuovi campioni e ogni giornalista locale prepara penna e tacccccuino a si presenta per la prima intervista.
Un film già visto, con risposte preparate dagli addetti stampa (e spesso domande preparate dagli addetti stampa).
L'intervista vera al nuovo straniero cellò io, in esclusiva.

E’ appena sbarcato in Italia è già non vede l’ora di cominciare a lavorare e tuffarsi in questa nuova avventura. Klaus Uros Puppalvsky, per tutti ‘Ngoia, come è stato arrivare qui a Bologna?

“Ma, veramente non fosse stato per il mio agente che mi ha svegliato e trascinato qui, sarei ancora sotto pompa con quella tipa che ieri sera mi ha chiesto l’autografo. Comunque direi che la città fa abbastanza cagare. Ma temevo pure peggio. Ho visto che avete le macchine e non girate a cavallo.”

Tu sei un giocatore che fa della fantasia il suo miglior pregio, qual’è la ricetta di ‘Ngoia per il successo?

“Guarda, a me importa sega di difendere, però pare che faccia gran moda dire che le cose importanti sono la difesa e il gioco di squadra. In linea di massima in campo faccio poi quel cazzo che mi pare, anche perché gli altri mona di ‘sta squadraccia son veramente tristi”.

Insomma, un progetto intrigante, con tanti giovani e tante scommesse?

“Più che intrigante lo definirei una merda. Un sacco di pippe spacciate per possibili campioni.”

Perché hai scelto di ripartire da Bologna?

“Perché nessun’altro mi offriva un contratto, se no col cazzo che mi infognavo in ‘sto postaccio senza un night decente”

Il tuo rapporto con il pubblico? A Bologna il pubblico è molto esigente.

“Ahahahahah, c’han poco da essere esigenti ‘sti quattro straccioni. Comunque vi prometto che mi batterò il petto e dedicherò ogni vittoria al pubblico, così son contenti, ‘sti lobotomizzati. Ahahahah”

Coach Tristavecchi crede in te. Sei pronto a ricambiare la fiducia.

“No”

Qui trovi un nuovo capitano, Pipparelli, pensi ci sarà affiatamento.

“Non ho idea di chi sia costui. Capitano una sega, si fa quel che dico io.”

Il tuo primo impatto con la cucina italiana.

"Non saprei, per ora ho sempre e solo mangiato da macdonald. Magari se capita proverò anche questi famosi spaghetti alla bologneisa."

Cosa senti di poter promettere ai tuoi tifosi?

“Tromberò ogni cosa che mi passerà vicino, mi berrò tutto, sputtanerò i soldi dei vostri abbonamenti”

martedì, settembre 11, 2007

Que barbaro!


Lo so, non vi frega niente, però sta roba è clamorosa.
E' antipatico, irritante, spesso del tutto fuori dalla logica del gioco, non difende, si è montato la testa.
Però.
Sotto di due, un minuto da giocare, in testa a Turkoglou.
Però.

p.s.
per gli ignari, trattasi di Belinelli Marco

martedì, marzo 13, 2007

Spogliatoio

Ieri notte non sono riuscito a dormire fino alle 4 antimeridiane.
Ho avuto, conseguentemente, tempo di pormi quesiti esistenziali di non poca importanza.
Il primo è stato: ma se un certo mio amico che ieri sera alle 23.30 era nel panico più totale terrorizzato all'idea di dormire 7 ore e 40 minuti invece che 8, cosa farebbe in questa situazione?
Il secondo è stato: ma perché nei film americani, quando 3 tizi entrano in un bar di quelli eleganti ma con spogliarellista, ci sono sempre delle donne sedute ai tavoli insieme a uomini allupati? Mi vogliono far credere che gli americani portano la morosa a vedere la lap dance?
Il terzo riguardava l'incubo ricorrente dello spogliatoio maschile. Se ci pensate bene lo spogliatoio di palestre e piscine è uno dei luoghi più brutti del mondo dopo. Non mi riferisco allo spogliatoio della squadra di basket, rugby o pallavolo. Mi riferisco a quello spogliatoio in cui entri e non conosci nessuno, popolato dai soggetti più particolari.
Intanto gli odori sono il più delle volte insopportabili. Dice, ma poveri figliuoli, sudano, è normale. Sto cazzo. Io vado in piscina e tipicamente si sta in acqua col 36% di cloro, si passa dalla doccia e si arriva in spogliatoio. Dopo un percorso di questo genere è impossibile puzzare, è difficile anche avere ancora il primo strato di pelle attaccato, figurarsi puzzare. Se ne deduce, uotson, che sta gente puzza prima di arrivare e nemmeno poco.
Adentrandosi poi nello spogliatoio si capiscono molte altre cose. Si scopre, per dire, che il livello di analfabeti nel paese è ancora alto, perché il cartello "NON LASCIATE INDUMENTI SULLE PANCHE PER PERMETTERE A TUTTI DI CAMBIARSI" viene bellamente ignorato. Come dite? Sono un rompipalle? Può essere, però voi non avete mai sentito che odore possono fare le scarpe di certi individui e, soprattutto, non avete mai trovato mutande sporche attaccate al gancio cui tu vorresti appoggiare la giacca. Pensate che esageri eh? Invece mi capita regolarmente. Io lo vorrei conoscere sto genio, si toglie le mutande merde e che cazzo fa, le appende in bella vista manco fossero un abito di Armani che non si deve sgualcire. A condire, se si è fortunati, un bel paio di tubolari e sopra una camicia fatta su misura, di quelle con le iniziali, che così il colletto prende un buon profumo.
Poi ci sono i personaggi da spogliatoio. C'è quello che ragiona in questi termini: sono in uno spogliatoio, faccio spogliatoio! E come se fossimo una grande famiglia rompe il cazzo a qualsiasi incauto passi di lì nella mezz'ora che impiega a cambiarsi. Parla di tutto, sa tutto e conosce uno che ha fatto tutto. Non hai scampo, unica soluzione, nuotare 4 ore fino a quando si è levato dai coglioni.
Un altro è il classico splendido quarantenne allergico alle mutande. E' evidente che l'elastico gli stringe i maroni, lo si capisce perché già a bordo vasca mostra insofferenza. Appena arrivato sotto la doccia, sotto il cartello "vietato fare la doccia senza costume", è già becca al vento che si insapona. Lui non fa la doccia, fa uno sciampo ai genitali. Sciampo, balsamo e massaggio. Quando ha finito passa allo spogliatoio e qui fa avanti e indietro 7/8 volte da borsa a specchio, sa specchio a borsa; troppo sangue giù e poco sù, inevitabilmente si dimentica le cose. Passa ad asciugarsi i capelli, gambe leggermente divaricate, piedi ben piantati negli zoccoli, sguardo tronfio, pancia indentro, chioma che ondeggia. Lancia intorno occhiate che chiedono: "State ammirando quanto cazzo sono in forma?". Terminato con capelli, creme per il corpo, per le mani, per il naso, per le vene varicose, per le rughe, per le occhiaire, per lo scorbuto e la pellagra, comincia a vestirsi. Camicia, cravatta, giacca, calzini, scarpe, cappotto e, finalmente, mutande e pantaloni. Il personaggio in questione non è necessariamente gay come qualcuno potrebbe pensare. Sorprende il numero di eterossessuali che hanno sta smania di mostrare a tutti il proprio uccello.
Se non ho ragione ditelo pure.

domenica, febbraio 11, 2007

Viiiiiista!

Oilalà, stiamo raggiungedo e superando ogni record di post senza risposta.
E vabbé, vedremo che si può fare per vedervi tornare su questa pagina.
Nel frattempo cerco di rendermi utile coi pochi rimasti parlando del nuovo splendido sistema operativo del bel Gates. In realtà non ho molto da dire di mio, diciamo che provo a riassumere alcuni punti chiave per i pigri. Non faccio altro che tagliare pezzi di recensioni trovate qui, qui, qui, qui e pure qui.
In breve abbiamo:
- Un botto di versioni, non si capisce perché o per come. realisticamente mi pare di aver capito che comprare la versione base significherebbe non migliorare molto da xp. Diciamo che per vedere viste quella da 300 euro ci vuole.
- La grande innovazione sarebbe la parte grafica (aero). Indubbiamente figa ma del tutto identica ai sistemi operativi mac e linux. Insomma, niente di nuovo.
- La sicurezza è migliorata, in compenso il vero problema di Vista è che è infarcito di lucchetti digitali: se non avete il monitor giusto, la stampante giusta e tutti i componenti multimediali benedetti da Hollywood e dai discografici, Vista vi impedirà di vedere e ascoltare certi prodotti legittimamente acquistati. Uno stream video in alta definizione, per esempio, verrà degradato e mostrato a bassa risoluzione, se Vista (e l'emittente) decide che non si fida del vostro hardware (HDMI, HDCP), anche se siete utenti legittimi dello stream; idem per l'audio (Il disinformatico).
- Il sistema operativo obbliga ad acquistare un livello di hardware imputtanito sempre per una ragione non meglio identificata, considerando che in media le attività che svolgiamo sono navigare, scrivere, controllare la posta, guardare le foto del mare.

Insomma, vedete un po' voi che fare.

Approfitto per salutare un po' di quella gentaglia che vedo di rado e che magari passa di qui. State bene e ogni tanto andate a guardare il mio album di foto, io lo aggiorno.
In bocca al lupo al koala per l'ultimo esame.

giovedì, maggio 18, 2006

Vita bassa

O lettore di poche parole, spero di non averti stancato con una storia tanto noiosa. Da oggi si cambia registro e si cambiano gli argomenti. Si comincia con argomenti profondi e un po' seriosi.

Ho avuto modo di riflettere a lungo a proposito di un fenomeno che trovo eccezionale a dire poco.
Si tratta di un cambiamento radicale del modo di vivere che accomuna sostanzialmente tutta la popolazione femminile esistente. E la cosa è notevole. Se ci pensate bene è il sogno comuista che si avvera. L'uguaglianza sostanziale raggiunta.
Tutto questo grazie al pantalone a vita bassa.
Lo portano tutte. Fanciulle rotondette e basse, bambine magrissime e senza culo, signore di 50 anni, veri e propri ippopotami da spiaggia. Tutte portano i pantaloni a vita talmente bassa da dover innagurare un nuovo tipo di depilazione inguinale. Inevitabilmente diventano di gran moda le mutande a vita bassa o, in alternativa, le mutande a vita alta ma in gran vista (da qui l'eterno dubbio: è più volgare che si veda il filo di perizoma o il solco del sedere?).
Esistono ovviamente due scuole di pensiero su come si porta la vita bassa:
a) Modello me ne fotto: la fanciulla mostra abbondanti porzioni di chiappe, incurante delle reazioni altrui.
b) Modello passo la giornata a tirarmi su le braghe: la fanciulla acquista un movimento meccanico, costante, per il quale è costretta, ogni 23 secondi circa, a tirare su i pantaloni. L'atro gesto obbligatorio è quello dell'occhiata torva alle proprie spalle (del tipo: "cazzo mi guardi il culo!").

Ma torniamo al tema centrale della discussione, la pressoché totale diffusione di questo indumento. Non aveva raggiunto tali livelli la minigonna, per dire, che molte donne non hanno praticamente mai portato perché poco sicure delle proprie gambe (a volte a ragione, a volte no). La vita bassa invece è di tutte. Nessuna sembra curarsi troppo dello splendore delle proprie chiappe. Lo trovo un grande passo avanti nell'emancipazione femminile. E un grande passo avanti per l'umanità.
m.