Dell'inutilità dello studio.
- E quindi te ti sei laureato?
- Già.
- ...
- ...
- Ma perché voi giovani non fate di quei bei lavori, tipo l'idraulico o l'elettricista che si fanno un sacco di soldi? Mica che uno non si deve inculturire! Uno può lavorare e intanto inculturirsi, anche senza andare in quelle università!
- Già.
lunedì, dicembre 21, 2009
lunedì, dicembre 14, 2009
E nel frattanto...
Ho provato a buttarmi nella vendita (non quella telefonica, il video è a solo scopo di esempio). E ho scoperto che c'è veramente gente come nei filmi, che si carica prima di uscire per le vendite con applausi, abbracci e musica sparata a tutto volume. E ho imparato che c'è qualcuno che davvero sorride tutto il giorno come un povero ebete, per essere sempre positivo perché "se fossero tutti positivi il mondo sarebbe più bello". E ho visto grafici su presunti guadagni nel giro di pochi anni, presentati con la serietà (sorridente) di uno statistico provetto, che si basano su dati del tutto inventati. E mi sono sentito dire che tutto dipende da me, da quanta voglia ho di lavorare e, naturalmente, da quanto sono positivo. E ho sentito dire che studiare non serve a nulla, che lo sapete quanti laureati senza un lavoro ci sono? E ho visto tanti ragazzi convinti, carichi, speranzosi.
E ho deciso di andarmene.
Ora vendo vino. Guadagno una sega e rigorosamente in nero però capita di tirare il collo a bottiglie simpatiche. Venitemi a trovare, non vi posso fare sconti perché lì dentro conto circa quanto rutelli ma giuro che vi consiglio solo vino che abbia assaggiato e che ritengo valga la pena comprare.
Dopo natale sono a spasso di nuovo e magari mi torna di raccontare qualcosa. Che ne so, magari parliamo di trans. O della neve che è bella ma solo in montagna. O di cosa si potrebbe fare a capodanno.
lunedì, novembre 09, 2009
Senza parole
Non ho più niente da dire.
Per ora.
Statemi benone tutti.
Per ora.
Statemi benone tutti.
domenica, ottobre 25, 2009
Ma vaffanculo, va! (edizione flash)
La vera notizia è invece che il cane viaggiasse in posizione di punta (scoiattolo! (cit.)).
Dentro un borsone da palestra.
Dritto come un cane da caccia.
Mentre passa dal controllo a raggi x.
Sì vabbè.
venerdì, ottobre 23, 2009
Brevepensierodelvenerdipioggiante
Il 3D esiste da 3 mesi e ha già rotto più di 2 coglioni (almeno 3).
martedì, ottobre 20, 2009
Armageddon
"Gli alieni fra noi - I dossier segreti"
Domenica 25 ottobre Studio Aperto e Mistero presentano in prima serata su Italia 1 lo speciale "Gli alieni fra noi - I dossier segreti" condotto da Enrico Ruggeri.
[Miodddddio! Stiamo parlando del mix più terrificante di sempre, sono riusciti a unire quell'insopportabile menagramo di Enrico Ruggeri al solerte lavoro di lavaggio dei cervelli nel quale da anni è impegnata la redazione di studio aperto. Non so bene cosa la storia abbia mai proposto di più terrificante. Non so, un film diretto da muccino e interpretato da nicola gabbia potrebbe raggiungere vette di vomito simili. Una puntata di porta a porta con feltri e belpietro che intervistano ghedini e bondi. Un'intera giornata con sottofondo dei negroamaro, magari avendo anche un'immagine di quel mona di cantante che si dimena come fosse un figo. Un film su quella merda di cane che è il ciuaua pensavo avesse definitivamente fissato la mia personale classifica dello scabroso. Invece no, italia uno mi regala un sogno con la possibilità di ammirare un'autentica tempesta di cervelli ad unire la scienza degli autori di Mistero (si pronuncia come lo pronuncerebbe ruggeri, MI-STEEE-ROOOO) e la professionalità e il garbo dei giornalai (ahahah) di studio aperto.
Per anni gli ufologi di tutto il mondo si sono interrogati sull'esistenza di dossier tenuti nascosti dai servizi segreti internazionali sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati [anni e anni, senza uno straccio di risposta].
I giornalisti di Studio Aperto sono riusciti ad entrare nel famoso Kew Gardens, l'archivio del governo britannico con sede a Londra e visionare gli X-files del Ministero della Difesa e hanno scoperto alcuni documenti eccezionali, non ancora consultabili in rete, che verranno mostrati, in esclusiva, domenica 25 ottobre, in prima serata su Italia 1 [per anni e anni e anni nessuno è riuscito a sapere nulla e chi ci arriva per primo? la redazione di un telegiornale specializzato in cani ritrovati e rumeni stupratori, mi pare logico. e al primo colpo per giunta, è bastato un colpo di telefono di ruggeri].
Dagli archivi, rimasti segreti per decenni emergono migliaia di casi di avvistamenti di dischi volanti, incontri ravvicinati del primo e terzo tipo [del secondo un cazzo] e un ricco catalogo di tipologie aliene [ce n'è per tutti i gusti].
Nello speciale: video inediti, testimonianze mai ascoltate prima di persone che sostengono di essere state rapite dagli alieni [scommetto una birra che alla fine gli alieni sono rumeni] e, per la prima volta, la documentazione che dimostrerebbe la presenza di extraterrestri sulla Luna, certificata da voci e foto della Nasa [questa non la commento, mi vergogno].
giovedì, ottobre 15, 2009
Stage
REQUISITI RICHIESTI
Laurea
Ottimo inglese scritto e parlato
Ottima conoscenza di Internet, utilizzo costante delle nuove tecnologie e del pacchetto Office o OpenOffice
Padronanza di scrittura e capacità di sintesi
Praticità, pragmatismo e voglia di crescere professionalmente
Disponibilità: Full-time
Durata dello stage: 12 mesi
Dalle vostre parti 12 mesi son sempre un anno, cioè 365 giorni?
Chiedo eh.
martedì, ottobre 06, 2009
Roba da filmi
Raschiando il fondo del barile della mia fantasia, momentaneamente, e speriamo non definitivamete, impegnata a maledire il giorno in cui ha deciso di laurearsi, mi è sovvenuto che nei film capitano delle robe che nella vita vera non capitano mai.
E non mi riferisco ai classici vengo rapito e il rapitore ha un'aiutante stragnocca che si innamora di me, mi libera e io scopro di essere un genio delle arti marziali oltre che battutista di primissimo livello.
Lì si gioca di fantasia, lo capisco.
Però ci sono piccole circostanze fissate ormai nell'immaginario collettivo (era tanto che volevo dirlo, immaginario collettivo) e che io, personalmente, non ho mai vissuto.
Non so, quella cosa dei balli lenti, per dire. Ci sono i due che già si amano ma ancora non lo vogliono dire. In genere dipende dal fatto che lui è un burbero che la vita ha segnato o in alternativa è un timido con la mamma attaccata al culo.
I due finiscono, per le ragioni più disparate, a ballare da qualche parte. Sono in pista che si divertono quando parte il lento. Segue attimo di imbarazzo, sguardo reciproco, sguardo intorno (tutti si sono improvvisamente accoppiati e ballano, la pista conteneva un numero esatto di uomini e donne), via che si balla. Da cui lingua e altro, in base all'epoca del film.
Ma il punto è, avete mai partecipato a una serata/festa durante la quale sia partito un lento ballabile? E soprattutto, mai dovesse capitare, io mi immagino mandrie di personaggi completamente ubriachi che assaltano il dj e gli spaccano meritatamente il mixer sulla schiena.
Un'altra cosa che mi manca è il saluto con il nome di battesimo. Due si incrociano e non si dicono "uè", "com'è?", "bella!", "il budello di tu ma!" o altre espressioni amichevoli. No. Si dicono solo il nome, con tono deciso e la faccia di chi non deve chiedere mai.
"John."
"Richard."
Segue eventuale, vigorosa, stretta di mano e reciproco scambio di complimenti per le dimensioni degli altrui coglioni.
A me, mai successo.
Infine, è giusto ricordare la zittita con dito sulle labbra. In genere lui parla con lei, si sta impastando un po' perché è in imbarazzo ma sta cercando di dire cose molto belle, cose che non si addicono al suo carattere virile e maschio ma lui le vuole dire lo stesso, perché ha capito che l'ama e allora tira fuori il suo lato nascosto di tenerone... ed è allora che lei gli appoggia un dito sulle labbra e sussurra shhhh.
Segue lingua.
Vi è mai capitato? E se vi è mai capitato, l'avete riempita di legnate fino a zittirla allei, e chi si crede di essere questa?
Oh, se avete altre idee...
E non mi riferisco ai classici vengo rapito e il rapitore ha un'aiutante stragnocca che si innamora di me, mi libera e io scopro di essere un genio delle arti marziali oltre che battutista di primissimo livello.
Lì si gioca di fantasia, lo capisco.
Però ci sono piccole circostanze fissate ormai nell'immaginario collettivo (era tanto che volevo dirlo, immaginario collettivo) e che io, personalmente, non ho mai vissuto.
Non so, quella cosa dei balli lenti, per dire. Ci sono i due che già si amano ma ancora non lo vogliono dire. In genere dipende dal fatto che lui è un burbero che la vita ha segnato o in alternativa è un timido con la mamma attaccata al culo.
I due finiscono, per le ragioni più disparate, a ballare da qualche parte. Sono in pista che si divertono quando parte il lento. Segue attimo di imbarazzo, sguardo reciproco, sguardo intorno (tutti si sono improvvisamente accoppiati e ballano, la pista conteneva un numero esatto di uomini e donne), via che si balla. Da cui lingua e altro, in base all'epoca del film.
Ma il punto è, avete mai partecipato a una serata/festa durante la quale sia partito un lento ballabile? E soprattutto, mai dovesse capitare, io mi immagino mandrie di personaggi completamente ubriachi che assaltano il dj e gli spaccano meritatamente il mixer sulla schiena.
Un'altra cosa che mi manca è il saluto con il nome di battesimo. Due si incrociano e non si dicono "uè", "com'è?", "bella!", "il budello di tu ma!" o altre espressioni amichevoli. No. Si dicono solo il nome, con tono deciso e la faccia di chi non deve chiedere mai.
"John."
"Richard."
Segue eventuale, vigorosa, stretta di mano e reciproco scambio di complimenti per le dimensioni degli altrui coglioni.
A me, mai successo.
Infine, è giusto ricordare la zittita con dito sulle labbra. In genere lui parla con lei, si sta impastando un po' perché è in imbarazzo ma sta cercando di dire cose molto belle, cose che non si addicono al suo carattere virile e maschio ma lui le vuole dire lo stesso, perché ha capito che l'ama e allora tira fuori il suo lato nascosto di tenerone... ed è allora che lei gli appoggia un dito sulle labbra e sussurra shhhh.
Segue lingua.
Vi è mai capitato? E se vi è mai capitato, l'avete riempita di legnate fino a zittirla allei, e chi si crede di essere questa?
Oh, se avete altre idee...
mercoledì, settembre 23, 2009
Le lampodomande
Ma voi conoscete qualcuno di quelli che commenta i video di youtube? Avete mai provato a leggerli? Ma le loro mamme hanno anche figli normali (cit)?
Ma se due hummer fanno un frontale, possiamo sperare che almeno uno dei due idioti che l'hanno acquistato si faccia male?
Ma c'è qualcuno fra voi cui frega veramente qualcosa di george ed elisabetta, tanto da giustificare il trito di balle cui mi stanno costringendo da un mese a questa parte?
Esiste qualcuno al mondo, secondo voi, che alla notizia che briatore l'ha preso nel calapranzi non abbia pensato "mettile, mettile, mettile nel cuuulo, leeeeee babbucce, mettile nel culo!"?
Ma se due hummer fanno un frontale, possiamo sperare che almeno uno dei due idioti che l'hanno acquistato si faccia male?
Ma c'è qualcuno fra voi cui frega veramente qualcosa di george ed elisabetta, tanto da giustificare il trito di balle cui mi stanno costringendo da un mese a questa parte?
Esiste qualcuno al mondo, secondo voi, che alla notizia che briatore l'ha preso nel calapranzi non abbia pensato "mettile, mettile, mettile nel cuuulo, leeeeee babbucce, mettile nel culo!"?
venerdì, settembre 18, 2009
Ghostwriting
Ponete il caso assurdo in cui ci sia qualcuno che scriva tesi conto terzi.
Voglio di', è una situazione improbabile ma, ipoteticamente, realizzabile.
Immaginatevi poi che l'opera consegnata presenti un problema, e cioè sia troppo breve.
Dice, come breve, in che senso, scusi?
Nel senso che sessanta pagine per due capitoli sono poche.
Ma, gliele ho appena consegnate, gliele, come ha fatto a leggerle?
E chi le ha lette, ho sfogliato l'indice, arriva a pagina 60, sessanta pagine sono poche.
Una valutazione che non si discute. Il metro di giudizio che chiunque spera di incontrare quando sottopone un proprio lavoro all'attenzione altrui.
Certo, e come li vogliamo valutare due capitoli di tesi? A peso, mi pare giusto.
Quindi, che facciamo, 70 pagine?
Nono, ce ne vogliono almeno 80.
Signo', ne son venute 85, che faccio, lascio?
E vabbè, facciamo 85, che cianno proprio una bella faccia.
Dunque ci sono 60 pagine che devono diventare 80.
La dissertazione accademica di livello lo ha dimostrato.
Tocca riscrivere tutto. Rincicciare, rimpolpare, parafrasare, stirare, sinonimare, rimescolare e infine riconsegnare.
Oppure fare come in una qualsiasi delle tesi che potete trovare nel dipartimento più vicino a voi. Con picchi di questo tipo:

Lasciate stare i margini e lo spazio smisuratamente allargato tra un carattere e l'altro. Voi avevate mai immaginato che uno potesse avere un colpo di genio del genere per guadagnare pagine?
Per fessi come me, abituati all'interlinea singola, questi sono capolavori d'arte moderna.
Voglio di', è una situazione improbabile ma, ipoteticamente, realizzabile.
Immaginatevi poi che l'opera consegnata presenti un problema, e cioè sia troppo breve.
Dice, come breve, in che senso, scusi?
Nel senso che sessanta pagine per due capitoli sono poche.
Ma, gliele ho appena consegnate, gliele, come ha fatto a leggerle?
E chi le ha lette, ho sfogliato l'indice, arriva a pagina 60, sessanta pagine sono poche.
Una valutazione che non si discute. Il metro di giudizio che chiunque spera di incontrare quando sottopone un proprio lavoro all'attenzione altrui.
Certo, e come li vogliamo valutare due capitoli di tesi? A peso, mi pare giusto.
Quindi, che facciamo, 70 pagine?
Nono, ce ne vogliono almeno 80.
Signo', ne son venute 85, che faccio, lascio?
E vabbè, facciamo 85, che cianno proprio una bella faccia.
Dunque ci sono 60 pagine che devono diventare 80.
La dissertazione accademica di livello lo ha dimostrato.
Tocca riscrivere tutto. Rincicciare, rimpolpare, parafrasare, stirare, sinonimare, rimescolare e infine riconsegnare.
Oppure fare come in una qualsiasi delle tesi che potete trovare nel dipartimento più vicino a voi. Con picchi di questo tipo:

Lasciate stare i margini e lo spazio smisuratamente allargato tra un carattere e l'altro. Voi avevate mai immaginato che uno potesse avere un colpo di genio del genere per guadagnare pagine?
Per fessi come me, abituati all'interlinea singola, questi sono capolavori d'arte moderna.
martedì, settembre 15, 2009
Qui si esagera
Corriere.it (che, ricordiamolo, sarebbe ancora la versione on line del quotidiano più importante d'Italia (come dite? finché gareggia con feltri e belpietro può pubblicare anche la biografia di fabrizio frizzi e rimanere il più importante? touché)) mi conquista oggi con una meravigliosa notizia.

Vi riassumo la storia.
C'è una tizia che viaggia con il figlio di due anni dall'India a Londra. La tizia ha una trentina d'anni ed è l'erede del signor Guinnes, quello della birra.
Annoiandosi a morte, che ti fa? Beve, mi pare anche ovvio per un'erede della Guinnes.
Non contenta decide di brindare in compagnia, con un tizio seduto dietro di lei che però ha una fidanzata al suo fianco.
La fidanzata in questione dorme della grossa ma, attenzione, non è una fidanzata qualsiasi, è una modella.
Ricapitoliamo: volo india-inghilterra, in un seggiolino la signorina guinnes in persona, dietro un tizio che si accompagna ad una modella addormentata.
Sì.
Fin qui, mi è capitato un sacco di volte.
I due svegli continuano a bere fino a che la signorina Guinnes non decide di "giocare con il suo seno" davanti a tutti. Non so che giochi facesse, il corriere non lo precisa. Gioca col seno qui, gioca col seno là, pare che il tizio si sia poi spostato davanti per giocare un po' anche lui.
Il tutto con la modella che ronfa, ricordiamolo.
E il figlio di due anni della birraia che corre per il corridoio (e ora capisco perché si chiama "corridoio"!) "senza pannolino" tiene a precisare il corrierone. Un particolare inquietante, ne converrete.
Ricaricapitoliamo: volo indialondra, signoraguinnes tromba con perfetto sconosciuto mentre fidanzamodella di lui se la gubbia e figlio duenne di lei corre nudo per il corridoio dell'aereo.
Sì.
A questo punto, colpo di scemo, la modella si sveglia e, mostrando pochissimo senso dell'umorismo, si incazza come una biscia, invece di mettersi a giocare anche lei con il suo seno o a correre per il corridoio senza pannolino. Sarebbe stato molto più sportivo, da parte sua.
Fine della storia con aereo che atterra, polizia che interviene per sedare la rissa in un tripudio di tette e culi di bambino.
Sì.
...
Vabbè.
Ah corriere.it, ma vaffanculo, va!
ps
ma gli altri passeggeri, all'atterraggio, avranno fatto l'applauso come quegli idioti degli italiani?
Vi riassumo la storia.
C'è una tizia che viaggia con il figlio di due anni dall'India a Londra. La tizia ha una trentina d'anni ed è l'erede del signor Guinnes, quello della birra.
Annoiandosi a morte, che ti fa? Beve, mi pare anche ovvio per un'erede della Guinnes.
Non contenta decide di brindare in compagnia, con un tizio seduto dietro di lei che però ha una fidanzata al suo fianco.
La fidanzata in questione dorme della grossa ma, attenzione, non è una fidanzata qualsiasi, è una modella.
Ricapitoliamo: volo india-inghilterra, in un seggiolino la signorina guinnes in persona, dietro un tizio che si accompagna ad una modella addormentata.
Sì.
Fin qui, mi è capitato un sacco di volte.
I due svegli continuano a bere fino a che la signorina Guinnes non decide di "giocare con il suo seno" davanti a tutti. Non so che giochi facesse, il corriere non lo precisa. Gioca col seno qui, gioca col seno là, pare che il tizio si sia poi spostato davanti per giocare un po' anche lui.
Il tutto con la modella che ronfa, ricordiamolo.
E il figlio di due anni della birraia che corre per il corridoio (e ora capisco perché si chiama "corridoio"!) "senza pannolino" tiene a precisare il corrierone. Un particolare inquietante, ne converrete.
Ricaricapitoliamo: volo indialondra, signoraguinnes tromba con perfetto sconosciuto mentre fidanzamodella di lui se la gubbia e figlio duenne di lei corre nudo per il corridoio dell'aereo.
Sì.
A questo punto, colpo di scemo, la modella si sveglia e, mostrando pochissimo senso dell'umorismo, si incazza come una biscia, invece di mettersi a giocare anche lei con il suo seno o a correre per il corridoio senza pannolino. Sarebbe stato molto più sportivo, da parte sua.
Fine della storia con aereo che atterra, polizia che interviene per sedare la rissa in un tripudio di tette e culi di bambino.
Sì.
...
Vabbè.
Ah corriere.it, ma vaffanculo, va!
ps
ma gli altri passeggeri, all'atterraggio, avranno fatto l'applauso come quegli idioti degli italiani?
domenica, settembre 13, 2009
Cose che vi sconsiglio
Dovesse mai capitarvi accidentalmente di perdere e/o cedere mezzo litro di sangue, non beveteci dietro una bottiglia di vino in due all'aperitivo (e dunque a stomaco vuoto).
martedì, settembre 08, 2009
In caccia di segnali positivi
In tempi cupi, come gli attuali per chi scrive (ma mica solo per lui, è che vi stan lobotmizzando a furia di cani ritrovati, vecchie investite da rumeni e superenalotti, di gente messa come me e molto peggio siamo murati), di motivi per incazzarsi se ne trovano quotidianamente.
Ogni minima disavventura si somma all'enorme bidone di rusco (rusco = spazzatura) che sembra la propria vita ma, esiste un ma. Nella ricerca disperata di un segnale, di una luce che mi guidi, che mi porti, ecco, nella notte, giungere una speranza.
E' crollato un armadio nel mio garage.
E, incredibilmente, io mi ero dimenticato di mettere lo scooter dentro.
Ogni minima disavventura si somma all'enorme bidone di rusco (rusco = spazzatura) che sembra la propria vita ma, esiste un ma. Nella ricerca disperata di un segnale, di una luce che mi guidi, che mi porti, ecco, nella notte, giungere una speranza.
E' crollato un armadio nel mio garage.
E, incredibilmente, io mi ero dimenticato di mettere lo scooter dentro.
lunedì, settembre 07, 2009
sabato, agosto 29, 2009
Scazzo e fastidio
Interrompo biecamente il mio prolungato silenzio con un bel post lagnoso di quelli che fan tanto blog.
La Repubblica di oggi propone un'inchiesta sui laureati disoccupati. Ne calcola 29mila in più nel 2009 (che non è mica finito).
Solo che il pezzo non è un articolo di denuncia.
Non racconta né prova a spiegare quanto sia grave che una nazione rinunci ai lavoratori qualificati. Quanto sia grave che un ministro (che spero abbia una vita lunga e prospera, possibilmente in iran) inviti i laureati ad accettare lavori umili.
No, il pezzo è di costume.
Uguale, nella struttura, a quello dedicato al vincitore del superenalotto, con gli idioti che festeggiano davanti al bar (sai che goduria se il vincitore è un turista tedesco passato di lì per caso?), il pissicologo che ci consola spiegando a un'intera nazione verde d'invidia, che tanto tutti quelli che vincono poi non capiscono più un cazzo e si rovinano, e l'esperto che spiega come investire la cifra (50% in titoli, di quelli sicuri però, 40% in immobili e il 10% se lo goda, un genio, nulla da dire).
Ecco, qui invece si racconta di come i laureati finiscano a fare i camerieri. Ma la fan passare come una cosa simpatica, con tanto di intervista a due teste di cazzo di scrittori che da giovani han fatto i baristi mentre scrivevano romanzi e lo trovavano un piacevole diversivo.
Il messaggio è chiaro, 'sti laureati fancazzisti, facciano un po' i baristi a ibiza che alla fine se la spassano pure. Sempre lì a lagnarsi, è che non han voglia di lavorare.
Non un cenno all'endemica piaga dell'immobilismo sociale che blocca i meccanici in officina e spalanca le porte dello studio i figli di dentisti.
Non una parola sulla miopia di un governo che continua a giocare alla scimmietta, chiudendo gli occhi "non c'è la crisi, è la sinistra che si lagna, è colpa di negri, zingari, slavi (tranne delle ucraine, che da giovani ci servono sui viali e da meno giovani a pulir la bava dei nostri vecchi), è colpa dei banchieri, è colpa di chiunque (oggi siamo arrivati a é colpa degli economisti, meraviglioso)".
Non un singolo verbo sull'età media dei lavoratori laureati e, soprattutto, sull'età media dei laureati con uno stipendio serio.
Niente nemmeno sulla percentuale di laureati in Italia, che è in calo e già siamo i meno laureati d'Europa (ma vulgata vuole che "ormai laureati ce ne sono troppi").
Niente.
Una bella foto gigante di un barista felice, qualche frase fatta sull'esperienza di vita che serve a chi è sempre rimasto solo sui libri.
Ma che cazzo gliene frega a Repubblica, loro fanno le mitiche 10 domande e sono a posto. "Abbiamo fatto 10 domande!" E sticazzi, siete un giornale, avete fatto 10 domande (per lo più inutili) in 10 anni e vi bullate pure.
Paolo Griseri è l'autore di questo schifo di inchiesta. Ed è pregato di venire a ritirare il mio più caloroso vattelo a pigliar... vabbè.
La Repubblica di oggi propone un'inchiesta sui laureati disoccupati. Ne calcola 29mila in più nel 2009 (che non è mica finito).
Solo che il pezzo non è un articolo di denuncia.
Non racconta né prova a spiegare quanto sia grave che una nazione rinunci ai lavoratori qualificati. Quanto sia grave che un ministro (che spero abbia una vita lunga e prospera, possibilmente in iran) inviti i laureati ad accettare lavori umili.
No, il pezzo è di costume.
Uguale, nella struttura, a quello dedicato al vincitore del superenalotto, con gli idioti che festeggiano davanti al bar (sai che goduria se il vincitore è un turista tedesco passato di lì per caso?), il pissicologo che ci consola spiegando a un'intera nazione verde d'invidia, che tanto tutti quelli che vincono poi non capiscono più un cazzo e si rovinano, e l'esperto che spiega come investire la cifra (50% in titoli, di quelli sicuri però, 40% in immobili e il 10% se lo goda, un genio, nulla da dire).
Ecco, qui invece si racconta di come i laureati finiscano a fare i camerieri. Ma la fan passare come una cosa simpatica, con tanto di intervista a due teste di cazzo di scrittori che da giovani han fatto i baristi mentre scrivevano romanzi e lo trovavano un piacevole diversivo.
Il messaggio è chiaro, 'sti laureati fancazzisti, facciano un po' i baristi a ibiza che alla fine se la spassano pure. Sempre lì a lagnarsi, è che non han voglia di lavorare.
Non un cenno all'endemica piaga dell'immobilismo sociale che blocca i meccanici in officina e spalanca le porte dello studio i figli di dentisti.
Non una parola sulla miopia di un governo che continua a giocare alla scimmietta, chiudendo gli occhi "non c'è la crisi, è la sinistra che si lagna, è colpa di negri, zingari, slavi (tranne delle ucraine, che da giovani ci servono sui viali e da meno giovani a pulir la bava dei nostri vecchi), è colpa dei banchieri, è colpa di chiunque (oggi siamo arrivati a é colpa degli economisti, meraviglioso)".
Non un singolo verbo sull'età media dei lavoratori laureati e, soprattutto, sull'età media dei laureati con uno stipendio serio.
Niente nemmeno sulla percentuale di laureati in Italia, che è in calo e già siamo i meno laureati d'Europa (ma vulgata vuole che "ormai laureati ce ne sono troppi").
Niente.
Una bella foto gigante di un barista felice, qualche frase fatta sull'esperienza di vita che serve a chi è sempre rimasto solo sui libri.
Ma che cazzo gliene frega a Repubblica, loro fanno le mitiche 10 domande e sono a posto. "Abbiamo fatto 10 domande!" E sticazzi, siete un giornale, avete fatto 10 domande (per lo più inutili) in 10 anni e vi bullate pure.
Paolo Griseri è l'autore di questo schifo di inchiesta. Ed è pregato di venire a ritirare il mio più caloroso vattelo a pigliar... vabbè.
mercoledì, agosto 19, 2009
Burkini Faso
In tutta questa meravigliosa storia del burkini io credo non sia stato evidenziato a sufficienza il fatto più grave.
Le mamme veronesi si sarebbero lamentate non per scontro di civiltà, non per igiene, non perché, cribbio, tutta questa pelle coperta, che schifo, mostrateci le tette come le persone normali.
No no.
Si son lamentate perché i bambini avevano paura.
Che bambini idioti. I li brucerei tutti vivi prima che crescano dei bambini che si prendon paura per così poco. Altro che lamentarsi col bagnino.
martedì, agosto 11, 2009
Comunicazione personale
Perché tu lo sappia, era il mio cellulare.
E tu lo hai rubato.
Credendoti furbo.
Ma era il mio cellulare. Con la mia gigantesca rubrica e i miei innumerevoli appuntamenti in agenda. E soprattutto era mio il cellulare.
Ora, perché tu lo sappia, una serie di maledizioni sono state lanciate sul quel telefono.
Che, non l'avessi capito, era mio.
Da oggi quel telefono suonerà tutte le notti, nel cuore della notte, ma sempre a un orario diverso e sempre con una suoneria diversa, scelta random tra le discografie di Nek, Povia, Tiziano Ferro, Giusy Ferreri, i Pooh, quell'idiota figlio di un pooh che faceva il pirata e non mi ricordo come si chiama. Ah, dimenticavo, ci sono anche tutte le suonerie con gattini miagolanti, scimmie scoreggianti, cani abbaianti e filastrocche su zidane varie.
Da ora quel telefono sarà in grado di cuocere un uovo e quindi figurati la tua testa di cazzo (pardon).
A breve, ti prometto avrai l'occasione della vita con la donna dei tuoi sogni. La incontrerai al mare, mentre ti starai bullando con gli amici del tuo nuovo bellissimo telefono cellulare. Lei comparirà all'improvviso, luminosa come un'eclissi di sole a shanghai e tu saprai che un'occasione così capita solo una volta nella vita. Lei ti darà il suo numero e ti saluterà, ammiccante come un cammello morto di sete nella foresta ammazzonica.
Non sto nemmeno a dirti che appena lei se ne sarà andata il telefono avrà sostituito il numero da te salvato con quello di un idraulico di agrigento di nome Antunello. Solo allora comincerai a cercare la tua amata, vagando per strade sconosciute, gridando il suo nome ad ogni incrocio. L'effetto cuoci uova e la cuocente (ahah) delusione ti porteranno alla pazzia e senza sapere come ti ritroverai in un luogo desertico e isolato.
Dove?
E che ne so, ci sei arrivato causa pazzia. Qui proverai a chiamare aiuto ma il telefono ti avrà esaurito il credito installandoti autonomamente 75 sfondi del gattino che miagola. Proverai allora a chiamare i numeri di emergenza ma al loro posto il telefono avrà inserito il numero di un gommista di Santarcangelo di Romagna chiamato Nerio. Proverai allora a digitare 113 sulla tastiera che, tu non lo sai, ma altro non è che il codice di trasmissione a un satellite orbitante sopra il senegal, per il lancio di un missile intelligente che ti colpirà ponendo fine alla tua inutile, anzi dannosa, esistenza.
ps
sì, lo so, ho copiato alex drastico
E tu lo hai rubato.
Credendoti furbo.
Ma era il mio cellulare. Con la mia gigantesca rubrica e i miei innumerevoli appuntamenti in agenda. E soprattutto era mio il cellulare.
Ora, perché tu lo sappia, una serie di maledizioni sono state lanciate sul quel telefono.
Che, non l'avessi capito, era mio.
Da oggi quel telefono suonerà tutte le notti, nel cuore della notte, ma sempre a un orario diverso e sempre con una suoneria diversa, scelta random tra le discografie di Nek, Povia, Tiziano Ferro, Giusy Ferreri, i Pooh, quell'idiota figlio di un pooh che faceva il pirata e non mi ricordo come si chiama. Ah, dimenticavo, ci sono anche tutte le suonerie con gattini miagolanti, scimmie scoreggianti, cani abbaianti e filastrocche su zidane varie.
Da ora quel telefono sarà in grado di cuocere un uovo e quindi figurati la tua testa di cazzo (pardon).
A breve, ti prometto avrai l'occasione della vita con la donna dei tuoi sogni. La incontrerai al mare, mentre ti starai bullando con gli amici del tuo nuovo bellissimo telefono cellulare. Lei comparirà all'improvviso, luminosa come un'eclissi di sole a shanghai e tu saprai che un'occasione così capita solo una volta nella vita. Lei ti darà il suo numero e ti saluterà, ammiccante come un cammello morto di sete nella foresta ammazzonica.
Non sto nemmeno a dirti che appena lei se ne sarà andata il telefono avrà sostituito il numero da te salvato con quello di un idraulico di agrigento di nome Antunello. Solo allora comincerai a cercare la tua amata, vagando per strade sconosciute, gridando il suo nome ad ogni incrocio. L'effetto cuoci uova e la cuocente (ahah) delusione ti porteranno alla pazzia e senza sapere come ti ritroverai in un luogo desertico e isolato.
Dove?
E che ne so, ci sei arrivato causa pazzia. Qui proverai a chiamare aiuto ma il telefono ti avrà esaurito il credito installandoti autonomamente 75 sfondi del gattino che miagola. Proverai allora a chiamare i numeri di emergenza ma al loro posto il telefono avrà inserito il numero di un gommista di Santarcangelo di Romagna chiamato Nerio. Proverai allora a digitare 113 sulla tastiera che, tu non lo sai, ma altro non è che il codice di trasmissione a un satellite orbitante sopra il senegal, per il lancio di un missile intelligente che ti colpirà ponendo fine alla tua inutile, anzi dannosa, esistenza.
ps
sì, lo so, ho copiato alex drastico
giovedì, luglio 30, 2009
venerdì, luglio 24, 2009
Si parla di topo (con la o finale)
Non sono esattamente sparito.
Bazzico sempre qui intorno ma ho l'incubo da apertura del portatile, per questo mi capita di rado di aver voglia di scrivere le cagate che mi capitano (per chi ancora non lo avesse capito, sto rispondendo a la fe, che chiedeva di me).
Però, proprio oggi, mi torna comodo per raccontare dell'ultima mirabolante avventura con i vicini (dopo il grandissimo successo del precedente post, credo e temo più grazie a stefano e alla ila che a me, ma pazienza).
L'antefatto narra del ritrovamento di un topo.
Ritrovamento non credo sia la definizione esatta, sa di cosa ferma. Il topo era vivo e vegeto e vegetava nella mia cucina. Anzi, non vegetava, che sarebbe stato facile catturarlo, correva proprio. Straordinario, non trovate? Questo scemo non si è manco fatto prendere ed è scappato fuori. Vaffanculo.
Tanto per aggiungere qualche informazione sparsa, il roditore non aveva l'aspetto del ratto, sembrava più uno di quei topolini dei film americani, quelli che un vecchio idiota o un bambino idiota allevano in una tasca, salvo creare lo scompiglio tra le signore bene stupidamente spaventate (a margine, non si è mai capito perché i film americani vogliano far passare per stronze e snob le signore e non del tutto deficienti questi bambini barra vecchi che portano a spasso un animale il quale, oltre a rendersi vettore di una serie di malattie, fa anche invariabilmente schifo).
Ciò detto, in casa mi compare questo simpatico roditore, urgono provvedimenti. Anche solo per evitare che tutti voi pensiate io abiti in una specie di fogna. Che è poi la mia preoccupazione primaria. A me, del topo, importa sega ma se qui si mette in giro la voce che in casa mia ci sono i topi, che figura ci faccio all'aperitivo? Eccheccazzo.
Mi appresto dunque ad acquistare qualche arma per combattere l'invasore.
Prima compro una simpatica colla che dovrebbe catturare la bestia per le zampe. Cosa farei una volta trovato il topo incollato a un pezzo di carta, lì che si divincola e squittisce, non chiedetemelo che non lo so proprio.
Poi compro le trappole a scatto. E qui scopro una cosa bruttissima. Io ero già sicuro di mettere un bel pezzo di formaggio come nei migliori tom e jerry a far da esca, non ti scopro che ai topi del formaggio importa un tubo? Ma pensa te che mondo di merda!
Vabbè, comunque alla fine, per tagliare la testa al topo, ho comprato un bel sacchetto di esche velenose, che uccidono in modo crudele i topi, mi spiace, ma alla fine sticazzi, non è che posso tenermi la casa piena di animaletti pelosi che squittiscono e cagarmi sotto ogni volta che vado apro il frigo di notte.
Giunto a casa, preparo della splendide casette per le esche velenose onde evitare che altri animali si suicidino mangiando 'sta merda e avverto pure i vicini possessori di cani e gatti (a quelli possessore di gatti ho anche detto che i loro animali sono degli inutili, obesi, sacchi di merda (non è vero, non l'ho detto)).
Ed è qui che si scopre, anzi che si conferma, l'idiozia del mio vicinato.
I topi non sono arrivati da soli. Nono. E' che uno di questi geni ha pensato bene di salvare alcune cavie da laboratorio da morte certa e liberarle in cantina. Ripeto, liberarle in cantina. Lui le ha salvate (non chiedetemi cosa significa, non è facile discutere con questa gente) e poi non se le tiene in casa (ultimo piano) o in una gabbia nella SUA cantina. No, le libera. Nella cantina del palazzo. Da lì, stupore, i topi si sono sentiti liberi di andare un po' dove cazzo pareva loro. Lo avreste mai detto? Strano eh?
Riassumendo, 'sti topi son stati salvati dal laboratorio per finire avvelenati nella cantina di un idiota. Una bazzona. Un po' come per un soldato che ha fatto il vietnam morire per aver acceso una paglia dietro al culo di una mucca.
Bazzico sempre qui intorno ma ho l'incubo da apertura del portatile, per questo mi capita di rado di aver voglia di scrivere le cagate che mi capitano (per chi ancora non lo avesse capito, sto rispondendo a la fe, che chiedeva di me).
Però, proprio oggi, mi torna comodo per raccontare dell'ultima mirabolante avventura con i vicini (dopo il grandissimo successo del precedente post, credo e temo più grazie a stefano e alla ila che a me, ma pazienza).
Ritrovamento non credo sia la definizione esatta, sa di cosa ferma. Il topo era vivo e vegeto e vegetava nella mia cucina. Anzi, non vegetava, che sarebbe stato facile catturarlo, correva proprio. Straordinario, non trovate? Questo scemo non si è manco fatto prendere ed è scappato fuori. Vaffanculo.
Tanto per aggiungere qualche informazione sparsa, il roditore non aveva l'aspetto del ratto, sembrava più uno di quei topolini dei film americani, quelli che un vecchio idiota o un bambino idiota allevano in una tasca, salvo creare lo scompiglio tra le signore bene stupidamente spaventate (a margine, non si è mai capito perché i film americani vogliano far passare per stronze e snob le signore e non del tutto deficienti questi bambini barra vecchi che portano a spasso un animale il quale, oltre a rendersi vettore di una serie di malattie, fa anche invariabilmente schifo).
Ciò detto, in casa mi compare questo simpatico roditore, urgono provvedimenti. Anche solo per evitare che tutti voi pensiate io abiti in una specie di fogna. Che è poi la mia preoccupazione primaria. A me, del topo, importa sega ma se qui si mette in giro la voce che in casa mia ci sono i topi, che figura ci faccio all'aperitivo? Eccheccazzo.
Mi appresto dunque ad acquistare qualche arma per combattere l'invasore.
Prima compro una simpatica colla che dovrebbe catturare la bestia per le zampe. Cosa farei una volta trovato il topo incollato a un pezzo di carta, lì che si divincola e squittisce, non chiedetemelo che non lo so proprio.
Poi compro le trappole a scatto. E qui scopro una cosa bruttissima. Io ero già sicuro di mettere un bel pezzo di formaggio come nei migliori tom e jerry a far da esca, non ti scopro che ai topi del formaggio importa un tubo? Ma pensa te che mondo di merda!
Vabbè, comunque alla fine, per tagliare la testa al topo, ho comprato un bel sacchetto di esche velenose, che uccidono in modo crudele i topi, mi spiace, ma alla fine sticazzi, non è che posso tenermi la casa piena di animaletti pelosi che squittiscono e cagarmi sotto ogni volta che vado apro il frigo di notte.
Giunto a casa, preparo della splendide casette per le esche velenose onde evitare che altri animali si suicidino mangiando 'sta merda e avverto pure i vicini possessori di cani e gatti (a quelli possessore di gatti ho anche detto che i loro animali sono degli inutili, obesi, sacchi di merda (non è vero, non l'ho detto)).
Ed è qui che si scopre, anzi che si conferma, l'idiozia del mio vicinato.
I topi non sono arrivati da soli. Nono. E' che uno di questi geni ha pensato bene di salvare alcune cavie da laboratorio da morte certa e liberarle in cantina. Ripeto, liberarle in cantina. Lui le ha salvate (non chiedetemi cosa significa, non è facile discutere con questa gente) e poi non se le tiene in casa (ultimo piano) o in una gabbia nella SUA cantina. No, le libera. Nella cantina del palazzo. Da lì, stupore, i topi si sono sentiti liberi di andare un po' dove cazzo pareva loro. Lo avreste mai detto? Strano eh?
Riassumendo, 'sti topi son stati salvati dal laboratorio per finire avvelenati nella cantina di un idiota. Una bazzona. Un po' come per un soldato che ha fatto il vietnam morire per aver acceso una paglia dietro al culo di una mucca.
giovedì, luglio 09, 2009
Solite figure di merda
Se ho ben capito, le figlie di Obama sono uscite per prendere un gelato e son finite a fare gelati. Viste due nere extracomunitari abbiamo trovato subito il modo di farle lavorare e poi tra quache tempo dichiararle clandestine e cacciarle a pedate.
Bravi, facciamoci sempre riconoscere eh.
Iscriviti a:
Post (Atom)
