mercoledì, settembre 23, 2009

Le lampodomande

Ma voi conoscete qualcuno di quelli che commenta i video di youtube? Avete mai provato a leggerli? Ma le loro mamme hanno anche figli normali (cit)?

Ma se due hummer fanno un frontale, possiamo sperare che almeno uno dei due idioti che l'hanno acquistato si faccia male?

Ma c'è qualcuno fra voi cui frega veramente qualcosa di george ed elisabetta, tanto da giustificare il trito di balle cui mi stanno costringendo da un mese a questa parte?

Esiste qualcuno al mondo, secondo voi, che alla notizia che briatore l'ha preso nel calapranzi non abbia pensato "mettile, mettile, mettile nel cuuulo, leeeeee babbucce, mettile nel culo!"?

venerdì, settembre 18, 2009

Ghostwriting

Ponete il caso assurdo in cui ci sia qualcuno che scriva tesi conto terzi.
Voglio di', è una situazione improbabile ma, ipoteticamente, realizzabile.
Immaginatevi poi che l'opera consegnata presenti un problema, e cioè sia troppo breve.

Dice, come breve, in che senso, scusi?
Nel senso che sessanta pagine per due capitoli sono poche.
Ma, gliele ho appena consegnate, gliele, come ha fatto a leggerle?
E chi le ha lette, ho sfogliato l'indice, arriva a pagina 60, sessanta pagine sono poche.


Una valutazione che non si discute. Il metro di giudizio che chiunque spera di incontrare quando sottopone un proprio lavoro all'attenzione altrui.
Certo, e come li vogliamo valutare due capitoli di tesi? A peso, mi pare giusto.

Quindi, che facciamo, 70 pagine?
Nono, ce ne vogliono almeno 80.
Signo', ne son venute 85, che faccio, lascio?
E vabbè, facciamo 85, che cianno proprio una bella faccia.

Dunque ci sono 60 pagine che devono diventare 80.
La dissertazione accademica di livello lo ha dimostrato.

Tocca riscrivere tutto. Rincicciare, rimpolpare, parafrasare, stirare, sinonimare, rimescolare e infine riconsegnare.

Oppure fare come in una qualsiasi delle tesi che potete trovare nel dipartimento più vicino a voi. Con picchi di questo tipo:



Lasciate stare i margini e lo spazio smisuratamente allargato tra un carattere e l'altro. Voi avevate mai immaginato che uno potesse avere un colpo di genio del genere per guadagnare pagine?

Per fessi come me, abituati all'interlinea singola, questi sono capolavori d'arte moderna.

martedì, settembre 15, 2009

Qui si esagera

Corriere.it (che, ricordiamolo, sarebbe ancora la versione on line del quotidiano più importante d'Italia (come dite? finché gareggia con feltri e belpietro può pubblicare anche la biografia di fabrizio frizzi e rimanere il più importante? touché)) mi conquista oggi con una meravigliosa notizia.




Vi riassumo la storia.
C'è una tizia che viaggia con il figlio di due anni dall'India a Londra. La tizia ha una trentina d'anni ed è l'erede del signor Guinnes, quello della birra.
Annoiandosi a morte, che ti fa? Beve, mi pare anche ovvio per un'erede della Guinnes.
Non contenta decide di brindare in compagnia, con un tizio seduto dietro di lei che però ha una fidanzata al suo fianco.
La fidanzata in questione dorme della grossa ma, attenzione, non è una fidanzata qualsiasi, è una modella.
Ricapitoliamo: volo india-inghilterra, in un seggiolino la signorina guinnes in persona, dietro un tizio che si accompagna ad una modella addormentata.
Sì.
Fin qui, mi è capitato un sacco di volte.
I due svegli continuano a bere fino a che la signorina Guinnes non decide di "giocare con il suo seno" davanti a tutti. Non so che giochi facesse, il corriere non lo precisa. Gioca col seno qui, gioca col seno là, pare che il tizio si sia poi spostato davanti per giocare un po' anche lui.
Il tutto con la modella che ronfa, ricordiamolo.
E il figlio di due anni della birraia che corre per il corridoio (e ora capisco perché si chiama "corridoio"!) "senza pannolino" tiene a precisare il corrierone. Un particolare inquietante, ne converrete.
Ricaricapitoliamo: volo indialondra, signoraguinnes tromba con perfetto sconosciuto mentre fidanzamodella di lui se la gubbia e figlio duenne di lei corre nudo per il corridoio dell'aereo.
Sì.
A questo punto, colpo di scemo, la modella si sveglia e, mostrando pochissimo senso dell'umorismo, si incazza come una biscia, invece di mettersi a giocare anche lei con il suo seno o a correre per il corridoio senza pannolino. Sarebbe stato molto più sportivo, da parte sua.
Fine della storia con aereo che atterra, polizia che interviene per sedare la rissa in un tripudio di tette e culi di bambino.
Sì.
...
Vabbè.
Ah corriere.it, ma vaffanculo, va!

ps
ma gli altri passeggeri, all'atterraggio, avranno fatto l'applauso come quegli idioti degli italiani?

domenica, settembre 13, 2009

Cose che vi sconsiglio

Dovesse mai capitarvi accidentalmente di perdere e/o cedere mezzo litro di sangue, non beveteci dietro una bottiglia di vino in due all'aperitivo (e dunque a stomaco vuoto).

martedì, settembre 08, 2009

In caccia di segnali positivi

In tempi cupi, come gli attuali per chi scrive (ma mica solo per lui, è che vi stan lobotmizzando a furia di cani ritrovati, vecchie investite da rumeni e superenalotti, di gente messa come me e molto peggio siamo murati), di motivi per incazzarsi se ne trovano quotidianamente.
Ogni minima disavventura si somma all'enorme bidone di rusco (rusco = spazzatura) che sembra la propria vita ma, esiste un ma. Nella ricerca disperata di un segnale, di una luce che mi guidi, che mi porti, ecco, nella notte, giungere una speranza.

E' crollato un armadio nel mio garage.

E, incredibilmente, io mi ero dimenticato di mettere lo scooter dentro.

lunedì, settembre 07, 2009

In tempi di magra...

Magari lo avete già visto tutti, pazienza.
Tanto per dimostrare che ci sono ancora.



Questa la fonte

sabato, agosto 29, 2009

Scazzo e fastidio

Interrompo biecamente il mio prolungato silenzio con un bel post lagnoso di quelli che fan tanto blog.
La Repubblica di oggi propone un'inchiesta sui laureati disoccupati. Ne calcola 29mila in più nel 2009 (che non è mica finito).
Solo che il pezzo non è un articolo di denuncia.
Non racconta né prova a spiegare quanto sia grave che una nazione rinunci ai lavoratori qualificati. Quanto sia grave che un ministro (che spero abbia una vita lunga e prospera, possibilmente in iran) inviti i laureati ad accettare lavori umili.
No, il pezzo è di costume.
Uguale, nella struttura, a quello dedicato al vincitore del superenalotto, con gli idioti che festeggiano davanti al bar (sai che goduria se il vincitore è un turista tedesco passato di lì per caso?), il pissicologo che ci consola spiegando a un'intera nazione verde d'invidia, che tanto tutti quelli che vincono poi non capiscono più un cazzo e si rovinano, e l'esperto che spiega come investire la cifra (50% in titoli, di quelli sicuri però, 40% in immobili e il 10% se lo goda, un genio, nulla da dire).
Ecco, qui invece si racconta di come i laureati finiscano a fare i camerieri. Ma la fan passare come una cosa simpatica, con tanto di intervista a due teste di cazzo di scrittori che da giovani han fatto i baristi mentre scrivevano romanzi e lo trovavano un piacevole diversivo.
Il messaggio è chiaro, 'sti laureati fancazzisti, facciano un po' i baristi a ibiza che alla fine se la spassano pure. Sempre lì a lagnarsi, è che non han voglia di lavorare.
Non un cenno all'endemica piaga dell'immobilismo sociale che blocca i meccanici in officina e spalanca le porte dello studio i figli di dentisti.
Non una parola sulla miopia di un governo che continua a giocare alla scimmietta, chiudendo gli occhi "non c'è la crisi, è la sinistra che si lagna, è colpa di negri, zingari, slavi (tranne delle ucraine, che da giovani ci servono sui viali e da meno giovani a pulir la bava dei nostri vecchi), è colpa dei banchieri, è colpa di chiunque (oggi siamo arrivati a é colpa degli economisti, meraviglioso)".
Non un singolo verbo sull'età media dei lavoratori laureati e, soprattutto, sull'età media dei laureati con uno stipendio serio.
Niente nemmeno sulla percentuale di laureati in Italia, che è in calo e già siamo i meno laureati d'Europa (ma vulgata vuole che "ormai laureati ce ne sono troppi").
Niente.
Una bella foto gigante di un barista felice, qualche frase fatta sull'esperienza di vita che serve a chi è sempre rimasto solo sui libri.

Ma che cazzo gliene frega a Repubblica, loro fanno le mitiche 10 domande e sono a posto. "Abbiamo fatto 10 domande!" E sticazzi, siete un giornale, avete fatto 10 domande (per lo più inutili) in 10 anni e vi bullate pure.
Paolo Griseri è l'autore di questo schifo di inchiesta. Ed è pregato di venire a ritirare il mio più caloroso vattelo a pigliar... vabbè.

mercoledì, agosto 19, 2009

Burkini Faso


In tutta questa meravigliosa storia del burkini io credo non sia stato evidenziato a sufficienza il fatto più grave.
Le mamme veronesi si sarebbero lamentate non per scontro di civiltà, non per igiene, non perché, cribbio, tutta questa pelle coperta, che schifo, mostrateci le tette come le persone normali.
No no.
Si son lamentate perché i bambini avevano paura.
Che bambini idioti. I li brucerei tutti vivi prima che crescano dei bambini che si prendon paura per così poco. Altro che lamentarsi col bagnino.

martedì, agosto 11, 2009

Comunicazione personale

Perché tu lo sappia, era il mio cellulare.
E tu lo hai rubato.
Credendoti furbo.
Ma era il mio cellulare. Con la mia gigantesca rubrica e i miei innumerevoli appuntamenti in agenda. E soprattutto era mio il cellulare.

Ora, perché tu lo sappia, una serie di maledizioni sono state lanciate sul quel telefono.
Che, non l'avessi capito, era mio.

Da oggi quel telefono suonerà tutte le notti, nel cuore della notte, ma sempre a un orario diverso e sempre con una suoneria diversa, scelta random tra le discografie di Nek, Povia, Tiziano Ferro, Giusy Ferreri, i Pooh, quell'idiota figlio di un pooh che faceva il pirata e non mi ricordo come si chiama. Ah, dimenticavo, ci sono anche tutte le suonerie con gattini miagolanti, scimmie scoreggianti, cani abbaianti e filastrocche su zidane varie.

Da ora quel telefono sarà in grado di cuocere un uovo e quindi figurati la tua testa di cazzo (pardon).

A breve, ti prometto avrai l'occasione della vita con la donna dei tuoi sogni. La incontrerai al mare, mentre ti starai bullando con gli amici del tuo nuovo bellissimo telefono cellulare. Lei comparirà all'improvviso, luminosa come un'eclissi di sole a shanghai e tu saprai che un'occasione così capita solo una volta nella vita. Lei ti darà il suo numero e ti saluterà, ammiccante come un cammello morto di sete nella foresta ammazzonica.
Non sto nemmeno a dirti che appena lei se ne sarà andata il telefono avrà sostituito il numero da te salvato con quello di un idraulico di agrigento di nome Antunello. Solo allora comincerai a cercare la tua amata, vagando per strade sconosciute, gridando il suo nome ad ogni incrocio. L'effetto cuoci uova e la cuocente (ahah) delusione ti porteranno alla pazzia e senza sapere come ti ritroverai in un luogo desertico e isolato.
Dove?
E che ne so, ci sei arrivato causa pazzia. Qui proverai a chiamare aiuto ma il telefono ti avrà esaurito il credito installandoti autonomamente 75 sfondi del gattino che miagola. Proverai allora a chiamare i numeri di emergenza ma al loro posto il telefono avrà inserito il numero di un gommista di Santarcangelo di Romagna chiamato Nerio. Proverai allora a digitare 113 sulla tastiera che, tu non lo sai, ma altro non è che il codice di trasmissione a un satellite orbitante sopra il senegal, per il lancio di un missile intelligente che ti colpirà ponendo fine alla tua inutile, anzi dannosa, esistenza.


ps
sì, lo so, ho copiato alex drastico

venerdì, luglio 24, 2009

Si parla di topo (con la o finale)

Non sono esattamente sparito.
Bazzico sempre qui intorno ma ho l'incubo da apertura del portatile, per questo mi capita di rado di aver voglia di scrivere le cagate che mi capitano (per chi ancora non lo avesse capito, sto rispondendo a la fe, che chiedeva di me).

Però, proprio oggi, mi torna comodo per raccontare dell'ultima mirabolante avventura con i vicini (dopo il grandissimo successo del precedente post, credo e temo più grazie a stefano e alla ila che a me, ma pazienza).

L'antefatto narra del ritrovamento di un topo.
Ritrovamento non credo sia la definizione esatta, sa di cosa ferma. Il topo era vivo e vegeto e vegetava nella mia cucina. Anzi, non vegetava, che sarebbe stato facile catturarlo, correva proprio. Straordinario, non trovate? Questo scemo non si è manco fatto prendere ed è scappato fuori. Vaffanculo.
Tanto per aggiungere qualche informazione sparsa, il roditore non aveva l'aspetto del ratto, sembrava più uno di quei topolini dei film americani, quelli che un vecchio idiota o un bambino idiota allevano in una tasca, salvo creare lo scompiglio tra le signore bene stupidamente spaventate (a margine, non si è mai capito perché i film americani vogliano far passare per stronze e snob le signore e non del tutto deficienti questi bambini barra vecchi che portano a spasso un animale il quale, oltre a rendersi vettore di una serie di malattie, fa anche invariabilmente schifo).

Ciò detto, in casa mi compare questo simpatico roditore, urgono provvedimenti. Anche solo per evitare che tutti voi pensiate io abiti in una specie di fogna. Che è poi la mia preoccupazione primaria. A me, del topo, importa sega ma se qui si mette in giro la voce che in casa mia ci sono i topi, che figura ci faccio all'aperitivo? Eccheccazzo.

Mi appresto dunque ad acquistare qualche arma per combattere l'invasore.
Prima compro una simpatica colla che dovrebbe catturare la bestia per le zampe. Cosa farei una volta trovato il topo incollato a un pezzo di carta, lì che si divincola e squittisce, non chiedetemelo che non lo so proprio.
Poi compro le trappole a scatto. E qui scopro una cosa bruttissima. Io ero già sicuro di mettere un bel pezzo di formaggio come nei migliori tom e jerry a far da esca, non ti scopro che ai topi del formaggio importa un tubo? Ma pensa te che mondo di merda!
Vabbè, comunque alla fine, per tagliare la testa al topo, ho comprato un bel sacchetto di esche velenose, che uccidono in modo crudele i topi, mi spiace, ma alla fine sticazzi, non è che posso tenermi la casa piena di animaletti pelosi che squittiscono e cagarmi sotto ogni volta che vado apro il frigo di notte.

Giunto a casa, preparo della splendide casette per le esche velenose onde evitare che altri animali si suicidino mangiando 'sta merda e avverto pure i vicini possessori di cani e gatti (a quelli possessore di gatti ho anche detto che i loro animali sono degli inutili, obesi, sacchi di merda (non è vero, non l'ho detto)).

Ed è qui che si scopre, anzi che si conferma, l'idiozia del mio vicinato.
I topi non sono arrivati da soli. Nono. E' che uno di questi geni ha pensato bene di salvare alcune cavie da laboratorio da morte certa e liberarle in cantina. Ripeto, liberarle in cantina. Lui le ha salvate (non chiedetemi cosa significa, non è facile discutere con questa gente) e poi non se le tiene in casa (ultimo piano) o in una gabbia nella SUA cantina. No, le libera. Nella cantina del palazzo. Da lì, stupore, i topi si sono sentiti liberi di andare un po' dove cazzo pareva loro. Lo avreste mai detto? Strano eh?

Riassumendo, 'sti topi son stati salvati dal laboratorio per finire avvelenati nella cantina di un idiota. Una bazzona. Un po' come per un soldato che ha fatto il vietnam morire per aver acceso una paglia dietro al culo di una mucca.

giovedì, luglio 09, 2009

Solite figure di merda



Se ho ben capito, le figlie di Obama sono uscite per prendere un gelato e son finite a fare gelati. Viste due nere extracomunitari abbiamo trovato subito il modo di farle lavorare e poi tra quache tempo dichiararle clandestine e cacciarle a pedate.
Bravi, facciamoci sempre riconoscere eh.

mercoledì, luglio 08, 2009

Il consiglio definitivo

E fu così che nel bel mezzo dell'ennesima manfrina piena di saggezza su quel che potrei o dovrei fare per uscire da questo drammatico periodo di crisi, proprio quando mi stavo addormentando, obnubilato da sostantivi, verbi, aggettivi ma - soprattutto - avverbi, fu proprio allora, dicevo, che il consiglio definitivo arrivò.

Implacabile e inaspettato, improvviso e insperato.

Ma perché non fai... un MASTER?




(la foto l'ho presa da fried gold)

venerdì, luglio 03, 2009

Fila

In genere quando ho anche solo il vago sospetto di dover aspettare mi munisco di intrattenimenti vari.
Posso presentarmi dal medico con il portatile e tre film scaricati appositamente per l'occasione. O due libri, tre quotidiani e i compiti di inglese. Una volta ho pure scritto una di queste perle preziose che colleziono all'indirizzo www.wolandest.blogspot.com.
Il tutto viene chiuso da un elemento imprescindibile e cioè la totale chiusura rispetto al mondo esterno tramite coppia di auricolari. Cosa trasmettano è del tutto indifferente, conta che mi impediscano di sentire ogni tipo di commento fatto dai filanti (coloro che fanno la fila, mi pare chiaro. se ne deduce che bono vox, johnny deep e michael jordan che aspettano il proprio turno dal medico altro non siano che stelle filanti. ahahahah.)

Bene, all'ultima fila della mia vita sono arrivato bello carico, quel drogato di Iggy pop cantava biuuuutiful biuuuuutiful gherl from de norz, iu gheiv mi lov for friiiii, quotidiano fresco, e pure romanzetto nuovo nuovo in canna, dovesse prolungarsi l'attesa.
Prendo il numerillo.
Poteva andare peggio.
Mi siedo.
Spiego con gesto teatrale lo schermo inchiostrato che mi riserverà completa privacy fino a quando io deciderò di staccare gli occhi dalle pagine.
Tempo due minuti una vecchia - ma vecchiaaaaa - signora sorridente si avvicina.
La scorgo con la coda dell'occhio (maledetti tabloid, col sole 24 ore non mi sarebbe mai successo. mi sarei rotto imensamente i maroni a leggerlo ma questa è un'altra storia).
Parla proprio con me, sempre sorridente.
Stacco l'isolante dalle orecchie.

- Mi scusi, posso sedermi qui?
- Certo, prego, si accomodi.


Riisolo.
Niente da fare, la signora mi sta parlando, lo percepisco.

- Diceva?
- No, niente, dicevo solo che fai proprio bene a leggere repubblica e non il carlino.
- Mh, grazie [grazie? si ringrazia in un caso come questo? era un complimento?]
- Mario me lo diceva sempre che il carlino dice solo delle fatte corbellerie. [Mario ne sapeva a pacchi, signora] Lui non diceva corbellerie, usava un'altra parola ma non sta bene (ridacchia) [Mario diceva "cagate", me lo sento e lo approvo due volte].
- ...
- Che poi io lo leggevo lo stesso il carlino perché se sei di bologna leggi il carlino. Poi però lui è andato... (guarda in alto) E allora io ho smesso di leggerlo che a lui non piaceva mica [ho in mente pochi altri modi per portare rispetto ad un morto altrettanto azzeccati].
- Beh, ha fatto bene. Credo.
- Ma leggi pure sai, non voglio distrarti. Sei proprio un bravo ragazzo.

Benedetto e contento me ne vado per la mia strada. E mi è bastato non leggere il carlino. Tiè

giovedì, giugno 25, 2009

Let's talk about sex*

Il problema è che io gli credo.
Quando dice che lui a Villa Certosa non le trombava mica, quando si incazza col suo avvocato che lo ha definito "utilizzatore finale" (cioè prima le faceva girare, tipo canna?), io gli credo.
Non me lo immagino con la smorfia da attore porno a far numeri a tre in piscina.
Per dire, mi immagino Billone Clinton che si fa fare un mugolone. Quello sì.
Lui me lo immagino di più in un'ambientazione tardo imperiale, satiro compiaciuto tra ninfette nude che cacciano urletti di gioia e si rincorrono spruzzandosi d'acqua.
Il tutto a beneficio dei suoi ospiti.



Io credo sia andata che un giorno il nostro invita il primo ministro ceco a casa sua.
Carissimo te, mi sa che sei l'unico qui che non ha ancora visto il bidet della mia villa in sardegna, vieni a farti un giro?
Ed è qui che Topolanek si dimostra genio, con la classica domanda "Sì ma, figa ce n'è?"

Ma che? Stai scherzando? Figa? C'è più figa a casa mia che tristezza a casa di Fassino! Come le vuoi? Gialle, nere, bionde, a pecorona? Ne abbiamo per tutti i gusti!

Segue velocissimo giro di telefonate a tutti i collaboratori. Non mi fate fare figure di merda coi cechi che poi questo va a raccontare a putin che sono gay. Per errore pare abbia telefonato anche a Borghezio, il quale per tradizione tromba solo con membri stretti della sua famiglia, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Ecco spiegato il circo di gnocca immortalato dal fotografo fedifrago. Era solo per farci fare bella figura con topolanek. Un massaggio al pippo, due nasate di pluta, qualche smanacciata di papera. Che sarà mai?

In tutto questo mi resta un dubbio. Che cacchio ci faceva lì in mezzo quel roito di Angela del grande fratello? Ste robe qui per me sono incomprensibili. Un po' come scoprire che Hugh Grant va a troie o che Lapo Elkan si fa il più brutto travestito del globo. L'unica spiegazione è che per sta gente è sempre stato troppo facile. 0 problemi a trovare da far del bene, finisce che ti annoi. Va là che se sei di bologna, sei partito dal maxibon e du gust is megl che uan, ti mancano pure diversi capelli e ti ritrovi una mattina a svegliarti di fianco a Letitia Casta, il giorno dopo non vai né a troie né a travestiti. Prendi, incarti e stai pure attento. E infatti vi risultano tradimenti di du gust is megl che uan? A tal deg!

*ma che elegantone erano le salt'n'pepa?

martedì, giugno 23, 2009

Le elezioni in breve

La destra è contenta.
La sinistra è contenta.
Chi ha vinto a trionfato.
Chi ha perso ha strappato un risultato insperato.
Chi ha votato ha dato un chiaro segnale della volontà degli italiani.
Chi non ha votato ha dato un chiaro segnale della volontà degli italiani.
Tutti i vincitori, di destra o sinistra, hanno brindato usando merdosissimi bicchieri di carta.

Soccia, che ignoranti.

giovedì, giugno 18, 2009

Tito Boeri è il mio idolo

e per questa ragione, contro ogni logica bloggistica (o bloggosa, che ne so), copio e incollo un intero pezzo uscito un paio di giorni fa.

In Italia esistono migliaia di "giovani di". Ogni associazione di categoria ha i suoi giovani di. Ci sono i giovani di Confartigianato, dell´Api e di Confcommercio.
Mancano solo nel sindacato, speriamo non perché ce ne sono pochi di giovani tra le sue fila. Anche i partiti hanno i loro "giovani di". Ad esempio, sono da pochi giorni nati "I Giovani di Valore" dell´Italia dei Valori, cui non possiamo che formulare i migliori auguri di meritarsi denominazione tanto impegnativa. Nonostante questo pullulare di associazioni definite in quanto di giovani e per i giovani, non ci risulta che alcuno di questi "giovani di" abbia lanciato un campanello d´allarme sulla redistribuzione silenziosa che si sta operando in questo difficile 2009. È certificata dalla Relazione Unificata sull´Economia e la Finanza depositata più di un mese e mezzo fa in Parlamento dal ministro dell´Economia. Prevede che in un anno in cui il prodotto interno lordo scenderà di più del 4%, la spesa pensionistica aumenterà del 4%, portando la quota di risorse del nostro paese destinate alla previdenza al di sopra del 15 per cento. Già prima della crisi spendevamo più di tutti i paesi Ocse per le pensioni. Ora lo faremo ancora di più. Se il prodotto interno dovesse poi calare del 6%, come nei dati tendenziali resi pubblici in questi giorni dall´Istat, la quota salirebbe al 15,5 per cento. E se la recessione dovesse continuare fino al 2011 come paventato al G8 dei ministri economici, ci avvieremmo a superare il 20% nel rapporto fra spesa pensionistica e pil: a quel punto, un euro su ogni 5 prodotti in Italia andrebbe a pagare le pensioni. In altri paesi, come la Germania, la spesa previdenziale si adegua automaticamente all´andamento dell´economia. Quando le cose vanno bene, si possono pagare pensioni più alte. Quando, invece, reddito e occupazione si riducono, dunque diminuisce il monte salari che paga i contributi previdenziali, anche i pensionati sono chiamati a fare un piccolo sacrificio per evitare di fare aumentare le tasse di chi lavora o il debito pubblico (abbiamo ieri saputo che in aprile ha toccato il nuovo record di 1750 miliardi, il 115 per cento del prodotto interno lordo previsto dal Governo per il 2009). Da noi, invece, le pensioni sono l´unica vera "variabile indipendente". Per evitare che assorbano sempre più risorse dobbiamo crescere almeno dell´1,8 per cento all´anno. Un lontano miraggio per un paese che, anche prima della recessione, cresceva a tassi medi annui dello zero virgola.
I "giovani di" non sembrano neanche preoccuparsi dei continui pressanti inviti rivolti dal nostro ministro del Lavoro alle imprese a non licenziare. Un blocco dei licenziamenti in una congiuntura così difficile significa solo due cose: primo, che a perdere il lavoro saranno i lavoratori con contratti temporanei, mandati a casa alla scadenza del loro contratto senza alcun licenziamento formale; secondo, che non ci saranno assunzioni, perché gli organici verranno ridotti (ieri Eurostat ha stimato che l´occupazione in Italia si sia già ridotta dello 0,3 per cento nel primo trimestre 2009, vuol dire 70.000 posti di lavoro in meno) congelando le assunzioni. Eppure i giovani di Confindustria hanno tributato un lungo applauso al ministro del Lavoro che ha aggiunto al danno la beffa di invitare i giovani ad andare a lavorare! Hanno anche ascoltato in silenzio il loro presidente elogiare i nostri ammortizzatori sociali. "Questo sistema mentre ancora garantisce, da un lato, a spese dello Stato un salario ad una massa crescente di lavoratori in cassa integrazione, rischia, dall´altro, di mettere sulla strada un numero crescente di disoccupati, meno protetti, soprattutto giovani e provenienti da piccole unità produttive". Lo scriveva su queste colonne, più di 25 anni fa Ezio Tarantelli. Oggi siamo ancora a quel punto nonostante tutti i nostri "giovani di".
I "giovani di" non sembrano prestare alcuna attenzione al fatto che gli unici risparmi di spesa corrente contemplati nei prossimi anni si concentrino nel comparto della scuola, forse l´unica istituzione che "toglie ai vecchi per dare ai giovani". Certo, risparmiare nella spesa pubblica è una buona cosa. Se lo si riesce a fare migliorando la qualità dell´istruzione, come si propone la riforma dei licei varata in questi giorni dal Consiglio dei ministri (su cui torneremo con maggiore dettaglio), tanto di cappello. Ma non bisogna dimenticarsi che le nostre scuole non stanno materialmente in piedi. I "giovani di" dovrebbero chiedere che ogni euro risparmiato in queste riforme vada a un fondo nazionale cui gli enti locali possano attingere per interventi a sostegno dell´edilizia scolastica. È da paese del Terzo Mondo rischiare di morire nelle aule di scuola perché ti cade un soffitto in testa. E´ da paese condannato al declino non avere aule specializzate per le materie scientifiche. In altri paesi sono gli studenti che cambiano le aule di lezione, a seconda delle materie. Da noi sono gli insegnanti perché tanto le classi sono tutte uguali. In ogni caso, proporsi di investire di più nell´insegnamento delle materie scientifiche senza avere aule specializzate è come chiedere a un ciclista di scattare con la gomma a terra.
I giovani, quelli senza di, forse torneranno a contare nel nostro paese quando si libereranno di tutti questi "giovani di". Non sono anticamera della classe dirigente, sono solo stanze di cooptazione per gli amici degli amici. I giovani di Confindustria sono da sempre guidati da figli d´arte. Invece di "giovani di" dovrebbero chiamarsi "i figli di". E un ministero della gioventù che organizza campi estivi mentre in Consiglio dei ministri si confeziona per i giovani un futuro di più tasse per tutti è uno specchietto per allodole. Oggi però i giovani hanno un´arma in più: si chiama Internet. Fenomeni come il fiume di preferenze accordate a candidati sconosciuti fuori dal web come Debora Serracchiani ci danno una misura delle enormi potenzialità di questo strumento nel cambiare la nostra classe dirigente. La democrazia su Internet è fatta a misura per i giovani. Bene che imparino presto ad usarla.

venerdì, giugno 12, 2009

Post che si lamenta dei vicini

Non siamo al massimo dell'originalità ma tanto è venerdì pomeriggio e gli italiani son già tutti in fila per il mare.
A pensarci fa molto vecchio in fila dal medico.
Però io penso di essere pure un filo sfigato.
Boh.
Giudicate un po' voi.

Negli ultimi 3 anni ho avuto sulla testa 4 diversi inquilini.
Il primo era un giovane uomo, pugliese, alto come Tom Cruise. E qui finiscono le analogie con Tom Cruise. Il gentile vicino sarà stato, dico io, 90 chili. E fin qui sono affari suoi. Il problema è che aveva in canna il colpo di camminare avanti e indietro per la casa con gli zoccoli di legno, non quelli bianchi da farmacista, quelli con la fascetta. Che, sa, fan tanto bene ai piedi!
Il problema sorge quando il nostro decide di passeggiare per la casa parlando al telefono col classico tono di voce di chi sta chiamando in Australia e spera così di farsi sentire meglio. E forse lui chiamava davvero in Australia perché il momento preferito è sempre stato tra le 2 e le 3.

E vabbè.

Il secondo erano due. Due sbirri con l'hobby della playstation che alle 3 del mattino ti svegliano a furia di bestemmie e di "ERAFALLOFIGLIODIPUTTANA!", "GIOCODIMMMERDA!", "RIGORECAZZOQUESTOE'RIGOREDAIOOOOHNONESISTE!".

E rivabbè.

Il terzo era una coppia. Lui un disadattato, lei mai vista sorridere. Così, per descriverli sinteticamente. Per tutto il giorno l'abitazione è una tomba. Non li senti al mattino presto, non li senti la sera, non li senti nemmeno a mezzanotte. Il loro orario preferito sono le due. Alle due, finalmente, interagiscono. Sostanzialmente in due modi. a, trombano; b, litigano furiosamente. Tenete però conto che, per fare un paragone attuale, b ha le stesse percentuali di pdl e lega messi insieme mentre a guadagna più o meno i voti raccolti da rifondazione.

E trivabbè.

Per ultimi arrivano questi. Che sono un'allegra e giovane famigliola. Mamma, papà e bimba di due anni.
Uuuuuuh, che carini.
La bambina gioca dall'una alle 2.30 del mattino.
Ve lo giuro. Sono andato a suonare. Si perché si sentiva palleggiare, mi sono chiesto che cazzo stesse succedendo. Ho pensato, magari i genitori sono morti e lei sta giocando ignara in mezzo a una pozza di sangue (passo un periodo blu, molto blu).
Invece no, mi ha aperto il babbo, sorridente che si è scusato tantissimo, non immaginava che la piccola potesse dare fastidio.
Io ero talmente sorpreso (e un po' deluso, niente pozza di sangue) da farfugliare un "ma no, si figuri, è solo che è un po' tardi..."
E già mi sentivo una merda, le bambine di due anni fan più tardi di me, sono veramente invecchiato. Chissà a che ora la mettono a giocare con la sua palla da bowling (dal rumore credo di questo tipo di palla si tratti). Non so, smetterà di giocare alle 6 del mattino.

Boh.

mercoledì, giugno 10, 2009

Qualcuno ha fatto il mio stesso sogno!

Solo che era quello che le dava.
Son quelli della Guardia Nazionale Italiana, un gruppo di eroici difensori delle libertà dei cittadini, gente che ha preso alla lettera l'ottimo Maroni e ha deciso di andarsene in giro vestiti in questo modo:



Bellini eh?

Dicono di sé stessi: "La Guardia Nazionale Italiana nasce anche in risposta ad un preciso disegno di legge, voluto dall'attuale Governo, per potenziare la sicurezza dei centri urbani viste le sostanziali carenze di organico e di mezzi da parte delle Forze di Polizia"

Brava gente insomma.

Che tra le altre cose si pongono anche obiettivi di tipo culturale: promozione e divulgazione della storia, delle lingue e delle tradizioni Italiane; con particolare riferimento all'Impero Romano.

Che dire? Chiamo i Blues Brothers:

lunedì, giugno 08, 2009

I had a dream (e faceva male)

Questa notte ho fatto un sogno.
Un po' come quello di M.L. King.
C'ero io e poi c'era un partito che l'aveva buttata sul dagli al negro ed era diventato prima forza del Paese.
All'inizio gli elettori lo avevano scelto come "rottura" (credo nel senso che si stavano rompendo i coglioni), poi però una cosa tira l'altra, una panchina tolta qui, una puttana disinfettata lì, due ronde qui e qualche libro bruciato lì.
Insomma, nel sogno andava a finire che pigliavo un sacco di botte. Non perché nel sogno fossi nero, no. E' un po' confuso ma per quel che mi ricordo (avendo preso una sporta di noci fatico a ricordare con esattezza i fatti, tipo Lapo Elkann) dai neri si passava agli zingari, dagli zingari agli ebrei e non so come si arrivava a perseguitare pure gli alcolizzati. Ed è qui che casca l'asino (l'asino sarei io, lo dico per i lettori meno attenti).
Ecco, quasi come quello di M.L. King.

Ma non parliamo di sogni, parliamo di realtà e di grandi scoop. Un libro che corriere.it osa definire "scandalo" - non senza discreta dose di faccia da culo, per come la vedo io - rivela che Paris Hilton, in passato, si sarebbe prostituita.
Sì, sì, avete capito bene.
Quella Paris Hilton.
L'irreprensibile Paris Hilton.
La casta Paris Hilton.
La pudica Paris Hilton.
Pare in passato abbia venduto il proprio, solitamente così attentamente preservato, corpo.
Insomma, e so di stupirvi, Paris è una zoccola.
Ma per maggiori dettagli vi invito all'acquisto di questo libro scandalo (no, lo scandalo non sta nel tempo passato usato per il verbo "prostituirsi"), ricco, pare di molti altri dettagli piccanti.
Vi regalo solo qualche chicca che mi ha passato un cugino del marito della stagista che fa i soffioni all'editore:
Pare che Kurt Cobain in passato abbia fatto uso di stupefacenti ma che negli ultimi anni abbia smesso.
Sembra che Pamela Anderson abbia subito alcuni interventi chirurgia plastica.
Si dice che Monica Bellucci non sappia recitare.
Che Marion Jones sia dopata.
Che Bondi difficilmente vincerà il Nobel per la letteratura con le sue poesie.
E che più forte dell'odio è l'amore ma più forte dell'amore è, per esempio, Mike Tyson (cit.).

Infine, come la Gabanelli, good news.
Quel grandissimo di Emanuele Filiberto, Conte del Sottaceto, figlio del Principe dei Fucili da Yacht, creatura di Fabio Fazio (che per questo andrà all'inferno, spero lo sappia) e pretendente a un posto da europarlamentare con i voti del popolo che, sbagliando, non seppe usare la ghigliottina come si addice ai reali, non è stato eletto e rimarrà a casa a pettinare bambole di Del Piero.