Signor Ascom buon giorno.
Insomma, non un gran che.
Comincerei l'intervista con una domanda sulla pedonalizzazione?
E' uno scandalo, perderemo clienti e aumenterà il degrado e aumenteranno i pancammerda.
Mi scusi, in genere le strade pedonalizzate migliorano. Ha notato via oberdan? O l'inizio di via Zamboni? E ha presente via Petroni invece che pedonale non è?
Basta, volantiniamo, voi volete la nostra morte!
Va beh. Parliamo d'altro. Che ne pensa del civis?
Scandalo! Vi faremo causa!
Ma a chi? Guardi che io non centro.
Appunto, lei non centra e vuole la morte del centro con questo civis che costringerà i negozi a perdere clienti per mesi!
Ok, ma se devono fare i lavori, dove vuole che li facciano se non in strada?
Class action! Class action!
Va beh, stia a sentire questa, una bella notte bianca per rivitalizzare il centro?
Lei è pazzo, io la notte dormo, vuole rubarmi anche il sonno?
Della moschea che ne pensa?
Vade retro!
Ok, niente moschea.
Fascisti!
E con gli studenti fuorisede come va?
Feccia. Sporcano, fanno chiasso e spesso rubano!
Addirittura. Senta ma non saranno anche suoi clienti?
Ma lei vuole scherzare? I miei clienti sono tutti bolognesi doc che entrano in centro con la macchina, parcheggiano in doppia fila, entrano, comprano, escono e tornano sui colli.
Farete volantini e class action anche contro gli studenti?
Non ci avevo pensato. Può essere un'idea. Anche se mia moglie si è buttata nell'immobiliare e affitta un 36 metri quadri a 5 studentesse di foggia a 400 euro l'una. Non so, valuteremo.
Degli immigrati non le chiedo niente perché un po' mi immagino da solo. No, non faccia così, non lo dico più, si riprenda! Tutto ok?
Sto meglio ora, non dica mai più quella parola.
Lei pensa ci sia qualcosa che può fare lei per questa città?
La città ha mai comprato nel mio negozio? No, allora puppi anche 'sta città. Sempre a chiedere la zoccola.
E di un aumento delle zone di verde che ne pensa?
Uno schifo, si potrebbero fare un sacco di parcheggi per chi viene a comprare.
statue?
Ho capito. Ho un'ultima domanda. Ma almeno la figa a lei piace? No, non mi risponda, non lo voglio sapere.
(ndW) l'intervista è immaginaria e non vuole comprendere tutti i commercianti* del centro bensì il tipico rapprensente ascom bolognese
*e men che meno i tabaccai
mercoledì, aprile 30, 2008
Intervista ad Ascom
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Bononia,
Se divento capo del mondo vedi te
giovedì, aprile 24, 2008
Vecchio
Sono troppo vecchio.
Sono troppo vecchio per incazzarmi, stupirmi, scoprirmi deluso o sperare per la politica.
Sono troppo vecchio per meravigliarmi della stupidità della gente.
Sono troppo vecchio per pensare che i buoni siano tutti da una parte e i cattivi dall'altra. I buoni non ci sono.
Sono troppo vecchio per giocare a calcetto, basket, pallavolo (mai fatto), correre, andare in biga. Mi restano nuoto, biliardo, poker, ping pong ma non all'americana.
Sono troppo vecchio per guardare, pensare e, come remota ipotesi, impezzare le matricole che schiamazzano per Bologna. In effetti anche per tutte le iscritte al triennio.
Sono troppo vecchio per avere un blog. Le bimbe hanno i blog. Gli adulti hanno un'agenda piena di impegni.
Sono troppo vecchio per bere. Ahahahahahah. Bella questa. Me la segno e la rileggo domani per ridere di nuovo.
Sono troppo vecchio per credere all'EMERGENZA SICUREZZA che attanaglierebbe il Paese. E' un modo come un altro per distogliere l'attenzione dai problemi veri, tipo che abbiamo gli stipendi più bassi del mondo presuntocivilizzato. Ma discutiamo dei manganelli ai vigili urbani, mi raccomando.
Sono troppo vecchio per credere a Babbo Natale, la befana, i draghi, le fate, l'oroscopo, il colpo di fulmine, le previsioni del tempo, la pensione.
Sono troppo vecchio per decidere di svoltare, diventare un samurai killer ciccione nero e uccidervi tutti.
Ma forse no.
Forest, dammi la forza tu.
Sono troppo vecchio per incazzarmi, stupirmi, scoprirmi deluso o sperare per la politica.
Sono troppo vecchio per meravigliarmi della stupidità della gente.
Sono troppo vecchio per pensare che i buoni siano tutti da una parte e i cattivi dall'altra. I buoni non ci sono.
Sono troppo vecchio per giocare a calcetto, basket, pallavolo (mai fatto), correre, andare in biga. Mi restano nuoto, biliardo, poker, ping pong ma non all'americana.
Sono troppo vecchio per guardare, pensare e, come remota ipotesi, impezzare le matricole che schiamazzano per Bologna. In effetti anche per tutte le iscritte al triennio.
Sono troppo vecchio per avere un blog. Le bimbe hanno i blog. Gli adulti hanno un'agenda piena di impegni.
Sono troppo vecchio per bere. Ahahahahahah. Bella questa. Me la segno e la rileggo domani per ridere di nuovo.
Sono troppo vecchio per credere all'EMERGENZA SICUREZZA che attanaglierebbe il Paese. E' un modo come un altro per distogliere l'attenzione dai problemi veri, tipo che abbiamo gli stipendi più bassi del mondo presuntocivilizzato. Ma discutiamo dei manganelli ai vigili urbani, mi raccomando.
Sono troppo vecchio per credere a Babbo Natale, la befana, i draghi, le fate, l'oroscopo, il colpo di fulmine, le previsioni del tempo, la pensione.
Sono troppo vecchio per decidere di svoltare, diventare un samurai killer ciccione nero e uccidervi tutti.
Ma forse no.
Forest, dammi la forza tu.
lunedì, aprile 21, 2008
Harry Fotter
Repubblica.it ci racconta la splendida favola di Harry Potter che si innamora di una ventenne assicuratrice. In sintesi.
Più nel dettaglio pare che il giovane Fotter fosse a una festa in Australia e si sia ritrovato con una perfetta sconosciuta che lo fissava. "Mi ha fissato per tutta la notte e quando ho deciso di farmi avanti per chiederle il numero era scomparsa". Beh, in effetti è strano che una ti fissi, hai fatto 4 film visti in tutto il mondo e interpreti uno dei personaggi di fantasia più conosciuti del globo, è parecchio strano che qualcuno a una festa ti fissi. E faceva pure il timido capito? Harry non aveva il coraggio di andare da un'assicuratrice e chiederle il numero. Pensa non fosse stato harry fotter lui qui. Il re dell'intorto, il principe dell'inchiodata, gran maestro di corteggiamento.
Ma non finisce qui. Per ora abbiamo un pirlotto ricco e famoso che non riesce a impezzare una biondina australiana. Poi decidono di prenderci per il naso.
"Radcliffe (harry fotter, ndW), però, non riusciva più a dimenticare quel gioco di sguardi. Uno dei divi più noti al mondo, uno che si è sempre lamentato di incontrare ragazze interessate più al suo patrimonio e alla sua fama che alla sua persona, è stato messo ko da una giovane con la quale aveva scambiato al massimo poche parole. L'ultimo disperato tentativo, l'attore l'ha fatto raccontando la vicenda ad un giornale australiano, il Daily Telegraph. Il quotidiano ha lanciato un appello e il giallo si è risolto nel giro di pochi giorni."
...
non so se avete afferrato.
...
Sembra solo a me che la stiano facendo passare come una bella storia? Magari moralmente costruttiva? Ce lo spacciano pure per eroe? Questo idiota ha passato tutta la sera con una che lo guardava, la tipa è pure andata a farsi una foto con lui, e non è riuscito nel tempo di una festa a sapere nemmeno il numero di telefono e il nome. Se capita a me prendo una ciucca mondiale e ore e ore di insulti da chiunque mi conosca. Lui no.
Telefona al giornale e ottiene un accorato appello. E la trova (ma dai? bravo harry, sei un mago).
Che mondo di merda.
Ah, per consolarmi passo a corriere.it e scopro che ermione (non ce la faccio a scriverlo con la acca) si è presentata alla sua festa dei 18 senza mutande e l'hanno immortalata mentre scendeva dalla macchina. Almeno questa la stanno tirando su bene. Pare che alla notizia della love story del collega mago la streghetta abbia commentato: "mi era venuto il sospetto fosse un po' pirla, ho girato senza mutande (sali dalla scopa, scendi dalla scopa) per 7 anni di scuola e ci avesse mai provato sto gay!"
ps errando la corrige
sono stato tratto in inganno dall'articolo dei pessimi corrieristi.
la ermiona le mutande la aveva, come la foto qui sotto dimostra.
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Notiziedalmondo
mercoledì, aprile 16, 2008
La vita è ironica, caro amico leghista di Bologna
[premessa: non si tratta di una analisi politica seria, non mi riferisco a nessuno in particolare, non fate gli offesi/e per l'anima del cazzo]

Sapete chi è costei?
Angela Maraventano, nata a Lampedusa e a Lampedusa vissuta, ex vicesindaco della meravigliosa isola, ora senatrice della Repubblica eletta nelle fila della Lega Nord con i voti dell'Emilia-Romagna.
Oggi una gustosissima intervista alla signora. Ne prendo solo qualche pezzo che credo i leghisti bolognesi non possano che apprezzare.
Alla domanda "conosce Bologna", Angela ha risposto: "Sono venuta 20 (no, dico, 20) giorni in città e ho anche (persino) mangiato come voi (come noi? cioè? con la forchetta?) anche se a me piace il pesce che da noi è tutta un'altra cosa (ma dai? che a Lampedusa il pesce fosse più buono che a Bologna in effetti era difficile da immaginare). Comunque la città è bella (grazie, bontà sua), ci sono dei negozi bellissimi (ah, per i nogozi?), tanti bar (figata, i bar), però io ho avuto paura (di che hai avuto paura, piccola?). Mi sono travestita due giorni da barbona per vedere quale era davvero questo problema della sicurezza. Ci sono dei posti in cui c'è davvero da avere paura (beh, se ti vesti da barbona direi che la probabilità di avere paura sale, anche in galleria cavour, paura delle mazzate che potresti prendere dalle guardie giurate).
Solo a me l'ironia di questa elezione fa ridere? Uno decide di votare lega per spedire una siciliana in parlamento. Non solo, una siciliana che in 20 giorni ha capito Bologna e ci informa che la sicurezza dei barboni è a rischio e il pesce è più buono in Sicilia.
Io la trovo una gag meravigliosa. E un po' godo.
Sapete chi è costei?
Angela Maraventano, nata a Lampedusa e a Lampedusa vissuta, ex vicesindaco della meravigliosa isola, ora senatrice della Repubblica eletta nelle fila della Lega Nord con i voti dell'Emilia-Romagna.
Oggi una gustosissima intervista alla signora. Ne prendo solo qualche pezzo che credo i leghisti bolognesi non possano che apprezzare.
Alla domanda "conosce Bologna", Angela ha risposto: "Sono venuta 20 (no, dico, 20) giorni in città e ho anche (persino) mangiato come voi (come noi? cioè? con la forchetta?) anche se a me piace il pesce che da noi è tutta un'altra cosa (ma dai? che a Lampedusa il pesce fosse più buono che a Bologna in effetti era difficile da immaginare). Comunque la città è bella (grazie, bontà sua), ci sono dei negozi bellissimi (ah, per i nogozi?), tanti bar (figata, i bar), però io ho avuto paura (di che hai avuto paura, piccola?). Mi sono travestita due giorni da barbona per vedere quale era davvero questo problema della sicurezza. Ci sono dei posti in cui c'è davvero da avere paura (beh, se ti vesti da barbona direi che la probabilità di avere paura sale, anche in galleria cavour, paura delle mazzate che potresti prendere dalle guardie giurate).
Solo a me l'ironia di questa elezione fa ridere? Uno decide di votare lega per spedire una siciliana in parlamento. Non solo, una siciliana che in 20 giorni ha capito Bologna e ci informa che la sicurezza dei barboni è a rischio e il pesce è più buono in Sicilia.
Io la trovo una gag meravigliosa. E un po' godo.
martedì, aprile 15, 2008
Election day
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra,
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra,
quasi tutte le canzoni son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra,
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra,
il concerto dello stadio è di sinistra
mentre i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La patata per natura è di sinistra
spappolata nel purè è di destra,
la corsia del sorpasso è a sinistra
ma durante le elezioni è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra,
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
son di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia,
è la passione, l'ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa
dove non si sa.
Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra,
quasi sempre il mal di testa è di destra
la colite invece è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La tangente per natura è di destra
col permesso di chi sta a sinistra,
non si sa se la fortuna sia di destra
ma la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra,
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
non so se è un mito del passato o un'isteria,
è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è
se c'è chissà dov'è.
Canticchiar con la chitarra è di sinistra
con il karaoke è di destra,
i collant sono quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La risposta delle masse è di sinistra
col destino di spostarsi a destra,
son sicuro che il bastardo è di sinistra
mentre il figlio di puttana è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra,
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra,
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra,
quasi tutte le canzoni son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra,
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra,
il concerto dello stadio è di sinistra
mentre i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La patata per natura è di sinistra
spappolata nel purè è di destra,
la corsia del sorpasso è a sinistra
ma durante le elezioni è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra,
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
son di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia,
è la passione, l'ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa
dove non si sa.
Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra,
quasi sempre il mal di testa è di destra
la colite invece è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La tangente per natura è di destra
col permesso di chi sta a sinistra,
non si sa se la fortuna sia di destra
ma la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra,
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
non so se è un mito del passato o un'isteria,
è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è
se c'è chissà dov'è.
Canticchiar con la chitarra è di sinistra
con il karaoke è di destra,
i collant sono quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La risposta delle masse è di sinistra
col destino di spostarsi a destra,
son sicuro che il bastardo è di sinistra
mentre il figlio di puttana è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra,
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!
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Ma politicamente te come ti poni?
domenica, aprile 13, 2008
Lo stesso posto
"Ma andiamo sempre nello stesso posto!"
"Ma possibile che siate sempre nello stesso posto!"
"Ancora? Ma non esiste un altro posto?"
[mode saggio arrogante sentenzia on]
No.
Va bene?
No, non esiste.
E' ora di dire basta a questo leggendario problema che affligge intere "balotte".
E l'unico modo per farlo e dire, infine (o alfine, come preferite), quello che tutti sanno.
E cioè che tutto il mondo va sempre negli stessi locali. Locali diversi in base al gruppo di amici, ma sempre gli stessi. E le ragioni sono diverse e tutte ottime.
1) E' più facile trovarsi
2) E' difficilissimo trovare un posto che bilanci e controbilanci i gusti e le preferenze di tutti, una volta trovato perché mai rovinarsi il fegato cercandone un altro?
3) Se sei nella tua città è facile che i locali li abbia provati tutti. E allora se ne hai selezionati alcuni sarà anche per un motivo!
4) I locali nuovi si provano con la donna, non con gli amici. Con la donna devi provare sempre cose nuove, con gli amici devi ritrovare il conforto di quelle vecchie.
5) Se vai a bere 6 volte alle settimana di media va là che i locali da "provare" rimangono pochini. La sensazione di deja vu è inevitabile, a meno di cambiare città ogni week-end.
E' un gioco al massacro il nostro (nostro di tutti, ho sentito questa lamentela con chiunque sia uscito, in qualsiasi luogo, tra gente di qualsiasi genere). Perché farsi del male sentendosi in colpa perché "andiamo sempre nello stesso posto"? Che poi non è mica sempre lo stesso. Sono gli stessi.
[mode saggio arrogante sentenzia off]
Tutto questo non vale per l'Irish che in effetti ha rotto il cazzo.
Non è possibile, per Diana, andiamo sempre lì!
"Ma possibile che siate sempre nello stesso posto!"
"Ancora? Ma non esiste un altro posto?"
[mode saggio arrogante sentenzia on]
No.
Va bene?
No, non esiste.
E' ora di dire basta a questo leggendario problema che affligge intere "balotte".
E l'unico modo per farlo e dire, infine (o alfine, come preferite), quello che tutti sanno.
E cioè che tutto il mondo va sempre negli stessi locali. Locali diversi in base al gruppo di amici, ma sempre gli stessi. E le ragioni sono diverse e tutte ottime.
1) E' più facile trovarsi
2) E' difficilissimo trovare un posto che bilanci e controbilanci i gusti e le preferenze di tutti, una volta trovato perché mai rovinarsi il fegato cercandone un altro?
3) Se sei nella tua città è facile che i locali li abbia provati tutti. E allora se ne hai selezionati alcuni sarà anche per un motivo!
4) I locali nuovi si provano con la donna, non con gli amici. Con la donna devi provare sempre cose nuove, con gli amici devi ritrovare il conforto di quelle vecchie.
5) Se vai a bere 6 volte alle settimana di media va là che i locali da "provare" rimangono pochini. La sensazione di deja vu è inevitabile, a meno di cambiare città ogni week-end.
E' un gioco al massacro il nostro (nostro di tutti, ho sentito questa lamentela con chiunque sia uscito, in qualsiasi luogo, tra gente di qualsiasi genere). Perché farsi del male sentendosi in colpa perché "andiamo sempre nello stesso posto"? Che poi non è mica sempre lo stesso. Sono gli stessi.
[mode saggio arrogante sentenzia off]
Tutto questo non vale per l'Irish che in effetti ha rotto il cazzo.
Non è possibile, per Diana, andiamo sempre lì!
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Bononia,
Vi insegno a blablablavivere
giovedì, aprile 10, 2008
Blogging
Lo scarso successo di questo blog comincia a preoccupare i miei finanziatori.
Un sondaggio con 16 risposte non è un sondaggio. E' un fallimento.
E allora la domanda che si pone il bloggante è: come mai nessuno mi legge?
Tralasciando i motivi ovvi, del tipo che non navigo molti blog e, soprattutto, che non tenendo una lista di blog amici non ottengo la stessa cortesia da altri (anzi, da qualcuno la ottengo nonostante la mia cafonaggine). Tralasciando anche il fatto che spesso parlo per enigmi degni di una sfinge a meno di aver vissuto 15 anni "sulla mia stessa strada". Tralasciando tutte queste ovvietà, sono arrivato alla conclusione che si tratti di una questione di stile comunicativo errato. Che tradotto per coloro che non avessero fatto una facoltà inutile come la mia, sono un po' stronzo.
L'epifania mi ha colto leggendo altro blog. Un commentatore anonimo si presenta e comincia una manfrina del calibro "dovresti scrivere così e cosà, esci, vivi la vita, non puoi passare il tempo davanti a un monito, vogliamo sapere di più di te, apriti non restare chiuso in te stesso" e amenità simili. Io ho letto il commento prima di leggere la risposta del blogger. E ho pensato: "Ora arriva e a 'sto tizio minimo lo manda a fare in culo, oppure lo sfotte come una bertuccia". Invece no. Tutt'altra tattica. Solo una cortese spiegazione (pur velatamente ironica) per l'improvvisato didascalo dei miei maroni (e perdonate il didascalo).*
Se uno si presenta qui e mi dice cosa devo scrivere e come lo devo scrivere piglia tanti di quei nomi che quando ha finito di leggerli ha compiuto gli anni un paio di volte.
Il web invece pretende pazienza. Interazioni morbide, sempre. Anzi, diciamoci la verità (e non mi riferisco più al blog dell'esempio), nel web è esattamente il contrario che per mister wolf: è sempre il momento di farsi i pompini a vicenda.
In pratica ho parecchio da imparare ancora.
Si accettano scommesse sulle probabilità che io impari.
*Nel frattempo (sta roba l'ho scritta ieri) si è aperta una mezza rissa sul blog in questione tra il maestro di vita e un tizio un po' bastardo tipo me (ma che non sono io, io anonimo non scrivo mai). La cosa un po' mi ha consolato. E un po' no.
Un sondaggio con 16 risposte non è un sondaggio. E' un fallimento.
E allora la domanda che si pone il bloggante è: come mai nessuno mi legge?
Tralasciando i motivi ovvi, del tipo che non navigo molti blog e, soprattutto, che non tenendo una lista di blog amici non ottengo la stessa cortesia da altri (anzi, da qualcuno la ottengo nonostante la mia cafonaggine). Tralasciando anche il fatto che spesso parlo per enigmi degni di una sfinge a meno di aver vissuto 15 anni "sulla mia stessa strada". Tralasciando tutte queste ovvietà, sono arrivato alla conclusione che si tratti di una questione di stile comunicativo errato. Che tradotto per coloro che non avessero fatto una facoltà inutile come la mia, sono un po' stronzo.
L'epifania mi ha colto leggendo altro blog. Un commentatore anonimo si presenta e comincia una manfrina del calibro "dovresti scrivere così e cosà, esci, vivi la vita, non puoi passare il tempo davanti a un monito, vogliamo sapere di più di te, apriti non restare chiuso in te stesso" e amenità simili. Io ho letto il commento prima di leggere la risposta del blogger. E ho pensato: "Ora arriva e a 'sto tizio minimo lo manda a fare in culo, oppure lo sfotte come una bertuccia". Invece no. Tutt'altra tattica. Solo una cortese spiegazione (pur velatamente ironica) per l'improvvisato didascalo dei miei maroni (e perdonate il didascalo).*
Se uno si presenta qui e mi dice cosa devo scrivere e come lo devo scrivere piglia tanti di quei nomi che quando ha finito di leggerli ha compiuto gli anni un paio di volte.
Il web invece pretende pazienza. Interazioni morbide, sempre. Anzi, diciamoci la verità (e non mi riferisco più al blog dell'esempio), nel web è esattamente il contrario che per mister wolf: è sempre il momento di farsi i pompini a vicenda.
In pratica ho parecchio da imparare ancora.
Si accettano scommesse sulle probabilità che io impari.
*Nel frattempo (sta roba l'ho scritta ieri) si è aperta una mezza rissa sul blog in questione tra il maestro di vita e un tizio un po' bastardo tipo me (ma che non sono io, io anonimo non scrivo mai). La cosa un po' mi ha consolato. E un po' no.
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Blogghing,
Io,
Vi insegno a blablablavivere
lunedì, aprile 07, 2008
L'umberto
Solite notizie sparse, solo quelle che ritengo maggiormente interessanti.
- Umberto Bossi forse non potrà fare il ministro, il berlusca dice che è malato. Di tutti gli ottimi motivi per non far fare a Bossi il ministro (ma nemmeno l'amministratore di condominio se è per quello) c'è bisogno di andare a pescare 'sta storia della malattia, dico io?
- A Barcellona non hanno acqua. Un po' godo, sbruffoni del cazzo.
- Non va più di moda l'abbronzatura. Carla Bruni nuova icona, pelle candida e niente lampade. Approvo decisamente e lo sostengo da quel pezzo che il color latte ha il suo maledetto perché.
- Il punto e virgola non serve a un cazzo. Ooooooh, diciamolo per diana! Esiste un segno di interpunzione più inutile? Torna buono solo negli elenchi puntati. E infatti io non lo uso nemmeno lì. Poi lo usano in quella insopportabile faccina ammiccante i faccinari doc. Bleah. Morto il puntoevirgola è tempo di aprire la lotta al - usato al posto delle virgole. Solo allora sarò pronto per la battaglia finale. Quella ai puntini di sospesione usati a cazzo e alle file di esclamativi. Ma la forza non scorre ancora abbastanza vigorosa in me. Devo saper aspettare e terminare l'addestramento.
- Parlando di esseri umani di sesso non maschile con un amico in skype, questi mi faceva notare che molti suoi amici usano procacciarsi fanciulle su "community" web che rappresenterebbero grandi pascoli di facile accesso per tutti. Tralasciando il fatto che questo giro di "amici degli amici" puzza moltissimo, ho fatto un giro su una community che mi ha suggerito (tal badoo). Ora, purtroppo per vedere le foto in dettaglio serve iscriversi (e non ne ho la voglia), mi limito però a comunicarvi che inserendo nei parametri di ricerca le seguenti chiavi donna, 20-40 anni, bologna, laurea o master, religione buddista, vuole avere figli, fumatrice, viene fuori una certa Ilona la Porcona che dalla fotina non sembra neppure male ma che dubito conosca le quattro nobili verità.
So di parlare con un ampio muro di omertà, però sarei curioso di sapere se qualcuno di voi conosce amici di amici che hanno avuto esperienze di relazioni on line.
- Del siparietto di Alitalia vogliamo parlare? No dai, lasciamo stare.
- Umberto Bossi forse non potrà fare il ministro, il berlusca dice che è malato. Di tutti gli ottimi motivi per non far fare a Bossi il ministro (ma nemmeno l'amministratore di condominio se è per quello) c'è bisogno di andare a pescare 'sta storia della malattia, dico io?
- A Barcellona non hanno acqua. Un po' godo, sbruffoni del cazzo.
- Non va più di moda l'abbronzatura. Carla Bruni nuova icona, pelle candida e niente lampade. Approvo decisamente e lo sostengo da quel pezzo che il color latte ha il suo maledetto perché.
- Il punto e virgola non serve a un cazzo. Ooooooh, diciamolo per diana! Esiste un segno di interpunzione più inutile? Torna buono solo negli elenchi puntati. E infatti io non lo uso nemmeno lì. Poi lo usano in quella insopportabile faccina ammiccante i faccinari doc. Bleah. Morto il puntoevirgola è tempo di aprire la lotta al - usato al posto delle virgole. Solo allora sarò pronto per la battaglia finale. Quella ai puntini di sospesione usati a cazzo e alle file di esclamativi. Ma la forza non scorre ancora abbastanza vigorosa in me. Devo saper aspettare e terminare l'addestramento.
- Parlando di esseri umani di sesso non maschile con un amico in skype, questi mi faceva notare che molti suoi amici usano procacciarsi fanciulle su "community" web che rappresenterebbero grandi pascoli di facile accesso per tutti. Tralasciando il fatto che questo giro di "amici degli amici" puzza moltissimo, ho fatto un giro su una community che mi ha suggerito (tal badoo). Ora, purtroppo per vedere le foto in dettaglio serve iscriversi (e non ne ho la voglia), mi limito però a comunicarvi che inserendo nei parametri di ricerca le seguenti chiavi donna, 20-40 anni, bologna, laurea o master, religione buddista, vuole avere figli, fumatrice, viene fuori una certa Ilona la Porcona che dalla fotina non sembra neppure male ma che dubito conosca le quattro nobili verità.
So di parlare con un ampio muro di omertà, però sarei curioso di sapere se qualcuno di voi conosce amici di amici che hanno avuto esperienze di relazioni on line.
- Del siparietto di Alitalia vogliamo parlare? No dai, lasciamo stare.
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NotiziedalBelpaese,
Notiziedalmondo,
Vi insegno a blablablavivere
lunedì, marzo 31, 2008
CV, CVD
Oggi mi è arrivata risposta a un curriculum che avevo spedito il 7 gennaio 2007. Avendo il contatto diretto del caporedattore avevo spedito direttamente a lui la mia disponibilità a collaborare per la testata.
Risposta:
"Buongiorno,
grazie dell'indicazione. Ti faremo sapere presto.
Un saluto"
...
Bene no?
No, dico, se dopo un anno decidi che hai bisogno, capisco anche che tu possa rispondere con 14 mesi di ritardo. Ma, ridico io, puoi spedire un lefaremosapere a quattrocentoesblisga giorni di distanza? Che dovrei rispondere?
Ditemelo voi tramite apposito SONDAGGIO che trovate qui a sinistra (la vostra sinistra).

ps
Io fossi in voi, incrociandomi per strada, non chiederei "stai mandando curricula?". Non lo farei proprio.
Risposta:
"Buongiorno,
grazie dell'indicazione. Ti faremo sapere presto.
Un saluto"
...
Bene no?
No, dico, se dopo un anno decidi che hai bisogno, capisco anche che tu possa rispondere con 14 mesi di ritardo. Ma, ridico io, puoi spedire un lefaremosapere a quattrocentoesblisga giorni di distanza? Che dovrei rispondere?
Ditemelo voi tramite apposito SONDAGGIO che trovate qui a sinistra (la vostra sinistra).
ps
Io fossi in voi, incrociandomi per strada, non chiederei "stai mandando curricula?". Non lo farei proprio.
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Se divento capo del mondo vedi te
giovedì, marzo 27, 2008
Un grande classico
Premesso che il contatore di gugol sostiene che ieri wolandest.blogspot.com ha visto passare 0 visitatori e ciò non è bene (secondo me è cioccato, io ci son passato, son sicuro), butto lì un grande classico preelettorale.
Il voi siete qui.

Io per esempio sono qui:

Che non mi aiuta tantissimo per andare a votare ma mi rispecchia abbastanza (a parte che "la destra" e la lega dovrebbero stare fuori dallo schermo).
Son curioso di vedere dove siete voi (non potete mettere l'immagine nei commenti ma se mettete l'url della pagina col vostro risultato mi posso fare una bella risata). In particolare ho un po' paura di scoprire dove è Dudu.
Il voi siete qui.
Io per esempio sono qui:

Che non mi aiuta tantissimo per andare a votare ma mi rispecchia abbastanza (a parte che "la destra" e la lega dovrebbero stare fuori dallo schermo).
Son curioso di vedere dove siete voi (non potete mettere l'immagine nei commenti ma se mettete l'url della pagina col vostro risultato mi posso fare una bella risata). In particolare ho un po' paura di scoprire dove è Dudu.
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Ma politicamente te come ti poni?
venerdì, marzo 21, 2008
7
Post trasmesso.
Nel senso che sono stato invitato a compilarlo da altro blog, per essere esatti il blog di Fedaccia e Radioalice.
Si tratta di una catena fra blogger, nettamente meno perniciosa di quelle via email. I problemi che ora si pongono sono due: uno, trovare 7 segreti confessabili (che non mi posso sputtanare per star dietro a una catena di sandro antonio), due trovare qualcuno a cui trasmettere la catena, visto che sono un blogger anomalo, scrivo per un pubblico silenzioso e ristretto, leggo pochi altri blog e solo su uno ho mai commentato (il perché resta misterioso, ci son finito per caso partendo da Anobii). Solo che quell'uno è poi lo stesso che mi ha trasmesso la gag. Vabbé.
In compenso, come da tradizione, posso tentare di coinvolgere voi, invitandovi a compilare la stessa lista di 7 segreti mai confessati. Rido già pensando all'abbondanza di risposte.
Ma parliamo di me.
- Non ho mai confessato a mio padre che la fiancata della macchina non l'aveva fatta un vicino ubriaco (come da me insinuato) ma l'ubriaco che la guidava, prendendo una curva stretta nel centro di bologna e grattando un fittone (bolognese, cfr La fiera di san lazzaro, Francesco Guccini) di quelli che stanno alla base delle colonne dei portici.
- Non ho mai confessato alla ex morosa (molto ex) che a me i pupazzi fan la grande merda e in particolare quelli raffiguranti cani. Li tenevo in un cassetto e li tiravo fuori solo al suo arrivo.
- A molti amici baskettari e addetti ai lavori non ho mai confessato che da cinno la mia risposta alla domanda "per chi tifi?" era "Virtus". Non ne capivo un cazzo, guardavo solo nba, ma questo non cancella la vergogna.
- Non ho mai confessato alla mia ex capa che era, e immagino sia, una gran meretrice bastarda. Forse però l'ho fatto capire.
- Non ho mai confessato ai miei capi comunisti di avere scritto un mese per l'Avvenire. L'ho persino tolto dal cv.
- Non ho ancora confessato al gruppo calcetto che la mia carriera è al 99% finita. Dopo i legamenti marci della caviglia, si parla di crociato.
- Non ho mai confessato a nessuno che dovendo scegliere una donna del globo per passarci la vita forse opterei per Paola Cortellesi.
Potrei passarlo alla Licia, ora che ci penso.
ps
oh, bimbi, il quiz musicale come va?
Nel senso che sono stato invitato a compilarlo da altro blog, per essere esatti il blog di Fedaccia e Radioalice.
Si tratta di una catena fra blogger, nettamente meno perniciosa di quelle via email. I problemi che ora si pongono sono due: uno, trovare 7 segreti confessabili (che non mi posso sputtanare per star dietro a una catena di sandro antonio), due trovare qualcuno a cui trasmettere la catena, visto che sono un blogger anomalo, scrivo per un pubblico silenzioso e ristretto, leggo pochi altri blog e solo su uno ho mai commentato (il perché resta misterioso, ci son finito per caso partendo da Anobii). Solo che quell'uno è poi lo stesso che mi ha trasmesso la gag. Vabbé.
In compenso, come da tradizione, posso tentare di coinvolgere voi, invitandovi a compilare la stessa lista di 7 segreti mai confessati. Rido già pensando all'abbondanza di risposte.
Ma parliamo di me.
- Non ho mai confessato a mio padre che la fiancata della macchina non l'aveva fatta un vicino ubriaco (come da me insinuato) ma l'ubriaco che la guidava, prendendo una curva stretta nel centro di bologna e grattando un fittone (bolognese, cfr La fiera di san lazzaro, Francesco Guccini) di quelli che stanno alla base delle colonne dei portici.
- Non ho mai confessato alla ex morosa (molto ex) che a me i pupazzi fan la grande merda e in particolare quelli raffiguranti cani. Li tenevo in un cassetto e li tiravo fuori solo al suo arrivo.
- A molti amici baskettari e addetti ai lavori non ho mai confessato che da cinno la mia risposta alla domanda "per chi tifi?" era "Virtus". Non ne capivo un cazzo, guardavo solo nba, ma questo non cancella la vergogna.
- Non ho mai confessato alla mia ex capa che era, e immagino sia, una gran meretrice bastarda. Forse però l'ho fatto capire.
- Non ho mai confessato ai miei capi comunisti di avere scritto un mese per l'Avvenire. L'ho persino tolto dal cv.
- Non ho ancora confessato al gruppo calcetto che la mia carriera è al 99% finita. Dopo i legamenti marci della caviglia, si parla di crociato.
- Non ho mai confessato a nessuno che dovendo scegliere una donna del globo per passarci la vita forse opterei per Paola Cortellesi.
Potrei passarlo alla Licia, ora che ci penso.
ps
oh, bimbi, il quiz musicale come va?
mercoledì, marzo 19, 2008
Squillo di lusso
Capirai la novità, è uno dei punti fermi del giornalismo, ogni tanto si sparano due cifre sulla prostituzione, si spedisce un inviato a troie, l'interesse è garantito. Le iene ci campano da qualche anno, almeno un servizio è una video verdastro di poppute che in italiano stentato raccontano quanto prendono, quanto lo faranno, come sono i clienti.
Però c'è il pezzo di Romagnoli che mi ha dato uno spunto interessante. Dice, riassumendo molto, che i nuovi ricchi americani hanno sostituito l'amante con le squillo. Beh, il cambiamento è notevole. Che gli uomini vadano a zoccole infatti non è questa gran notizia. Ogni tanto statistiche allarmate ci informano che le prostitute in Italia sono ormai 9 milioni (son sempre 9 milioni, saranno 36 anni che sono 9 milioni) e che gli italiani sono tra i migliori clienti dei bordelli di tutta Europa (ma dai?). Questa però della squillo da 3mila dollari che sostituisce l'amante la trovo copernicana. Demolito il mito dell'amante che risveglia il lato romantico, l'amante vero amore reso impossibile da una moglie ingombrante e da figli tanto amati. L'amante dei film, quella che spera sempre di diventare l'unica, quella brava a letto e simpatica mentre la moglie scassa il cazzo e non la molla da secoli.
Fine.
Non esiste più.
Il nuiorchese ha trovato la nuova via. Zero menate, Zero ricatti, Zero regali, Zero appartamenti da comprare, Zero lettere da scrivere e poi nascondere, Zero telefonate.
Veni, vidi, fottei.
Poi pagai e me ne andai.
Arrivederci e grazie.
A naso non mi pare meglio ma mi riservo di valutare.
Molto a margine, aggiungo un commento che ho trovato in rete. Di economia e borse non capisco una cioppa, però l'ho trovato "divertente".
Tanto il casino attuale finirà solo quando gli scarafaggi tipo JP Morgan Bank(creatori e proprietari della Fed insieme ad altri scarafaggi tipo le fam. Rothschild e Rockefeller) avranno fatto i loro porci comodi. Guardacaso JP Morgan ieri ha rilevato Bear Stearns (un colosso) per 240mln di USD, quindi un tozzo di pane se raffrontati ai 20Mld di USD della valutazione di poche settimane fà. Nel 1929, all'indomani del collasso di Wall street in seguito alla cancellazione di tutte le aperture di credito, è successa la stessa cosa.
Decine di migliaia tra aziende e banche strozzate dalla crisi improvvisa cambiarono proprietario per una crosta di formaggio...non occorre dire chi furono i nuovi.
La Fed (ora!!) taglia il tasso d'interesse sul denaro? Che pezzi di merda vigliacchi sciacalli!!!
Creano denaro dal niente per mezzo delle banche centrali questi assassini, "vendendo" carta stampata dal valore praticamente nullo e quando i tempi sono maturi creano crisi finanziarie richiamando crediti che all'inizio sembravano vantaggiosi che poi si rivelano cappi al collo di chi pensava di approfittarne e lo ha fatto fino a che la trappola è scattata.
Eurolandia di questo cazzo con il suo parassita dedicato BCE , concepita e creata dai pupazzi dei bankieri che noi chiamiamo politici di alto livello, e di conseguenza noi, povero popolo sovrano solo delle illusioni, siamo nella stessa situazione.
Quando avranno finito di usare l'Euro per prendere il controllo totale dell'economia Americana toccherà a noi e alla nostra "fortissima" moneta Europea.
Datemi il controllo sulla moneta di una nazione e non mi fregherà niente di chi fa le leggi (M.A.Rothschild)
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Notiziedalmondo
domenica, marzo 16, 2008
Quizzzzzz
Quizzone musicale per tutti!
Per ora lo lascio qui, così ognuno può provare, poi tenterò anche di chiedere aiuto per la valanga che io non ho riconosciuto.
So già che sarà un fallimento, gente poco collaborativa.
Io sono a quota 72 con una mano di mio fratello che ha riconosciuto i chumbawamba e i crazy town.
Per ora lo lascio qui, così ognuno può provare, poi tenterò anche di chiedere aiuto per la valanga che io non ho riconosciuto.
So già che sarà un fallimento, gente poco collaborativa.
Io sono a quota 72 con una mano di mio fratello che ha riconosciuto i chumbawamba e i crazy town.
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Test giochi quiz e recensioni
lunedì, marzo 10, 2008
Cara signora...
...che da qualche giorno ho la fortuna di incrociare in quel laboratorio sociologico che è l'ascensore,
perché?
Perché ti ricopri di questo profumo dolciastro che assomiglia vagamente a quello dei crisantemi dopo 20 giorni immersi nell'acqua (tutti immersi nell'acqua, non solo il gambo)?
Perché hai deciso di farmi sboccare la colazione prima ancora che arrivi al mio piano?
Che ti ho fatto di male io?
E' per distrarmi dal tuo aspetto terrificante di mummia marroncina?
Per migliorare potresti sempre non spalmarti sulla faccia quintali di terra ocra?
Ma i tuoi figli ti riconoscono?
E' per fare pan dan (dubito che pan dan sia italiano) con queste elegantissime camicette dorate e/o leopardate?
E' perché possano risaltare i 15/20 chili d'oro, bronzo, rame, stagno, ottone che pendono dal tuo corpo ormai irrimediabilmente a forma di pera (marcia)?
Ma soprattutto, la mia domanda finale è, tuo marito lo hai avvertito che nel giro di qualche decennio ti saresti trasformata in un mostro color merda (con una punta d'oro) che trascina una louis vuitton più grande del tuo culo (quindi grande, ma grande per davvero)?
No, perchè se lo hai avvertito bene, se non lo hai avvertito vorrei parlare con lui per sapere come si presenta questa specie animale in età premarroncino puzzolente e quindi evitare accuratamente il soggetto.
Grazie.
perché?
Perché ti ricopri di questo profumo dolciastro che assomiglia vagamente a quello dei crisantemi dopo 20 giorni immersi nell'acqua (tutti immersi nell'acqua, non solo il gambo)?
Perché hai deciso di farmi sboccare la colazione prima ancora che arrivi al mio piano?
Che ti ho fatto di male io?
E' per distrarmi dal tuo aspetto terrificante di mummia marroncina?
Per migliorare potresti sempre non spalmarti sulla faccia quintali di terra ocra?
Ma i tuoi figli ti riconoscono?
E' per fare pan dan (dubito che pan dan sia italiano) con queste elegantissime camicette dorate e/o leopardate?
E' perché possano risaltare i 15/20 chili d'oro, bronzo, rame, stagno, ottone che pendono dal tuo corpo ormai irrimediabilmente a forma di pera (marcia)?
Ma soprattutto, la mia domanda finale è, tuo marito lo hai avvertito che nel giro di qualche decennio ti saresti trasformata in un mostro color merda (con una punta d'oro) che trascina una louis vuitton più grande del tuo culo (quindi grande, ma grande per davvero)?
No, perchè se lo hai avvertito bene, se non lo hai avvertito vorrei parlare con lui per sapere come si presenta questa specie animale in età premarroncino puzzolente e quindi evitare accuratamente il soggetto.
Grazie.
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Ascensore e lavoro
venerdì, marzo 07, 2008
Un esercito di precari fragile e malpagato
A costo di uscire dai binari ridanciani (bello eh "ridanciani"?) che mi hanno portato al successo (iahahahah), a costo di annoiarvi a morte, a costo di totalizzare un record di 3 lettori per il mio prossimo post, voglio postare questo pezzo:
Un esercito di precari fragile e malpagato
Aldo Nove - La Repubblica
Prima che Bauman, nella sua inesausta pletora di libri "liquidi", ci consegni quello sul salario, possiamo provare a immaginarci cosa, nel nostro mondo liquido, vi corrisponda: il salario nel 2008 è indubbiamente speciale. Ha riflessi chimerici, è reso squassante dalla sua imprevedibilità, dalla sua incertezza.
"Se mi pagano" è la chiave di volta (di un edificio pericolante da troppo) del discorso sul salario oggi.
Mettiamo il lavoratore a termine, a progetto: un laureato, magari in materie umanistiche, magari giovane e dunque quarantenne, a cui viene commissionato un lavoro. In Italia parlare di salario equivale, per strana convenzione, a mettere in pubblico i propri panni sporchi: non è educazione, non si fa, ma cosa ti viene in testa.
Quindi il "giovane" laureato quarantenne di cui sopra spesso non sa neppure quanto verrà pagato. È maleducazione. Chiederlo e saperlo. Valgono le approssimazioni allucinatorie del gioco televisivo a premi in denaro: "C´è una bella sommetta" (topos del linguaggio di Mike Bongiorno secondo Eco), "I soldi ci sono", fino al paramafioso "Non ti preoccupare" sono alcune delle risposte alle timide domande sulla consistenza del salario di chi il lavoro, per necessità, lo fa "alla cieca", o quasi.
C´è qualcosa di amorale, di atrocemente comico in tutto questo: modulandosi addirittura, per scherzo epocale, sul rapporto sentimentale: chi ti dà un lavoro in fondo ti sta facendo un grande favore. Lo fa quasi per amore, sceglie te tra migliaia di altri e dunque non è bello stare lì a parlare di cifre.
Chi chiede informazioni su quanto verrà retribuito per un lavoro contravviene alle regole dell´etichetta del precario: se sapesse, che precario sarebbe? Così si sa che si dovrebbe essere pagati. Una certa cifra, in un certo modo, in un qualche tempo. "In un certo modo" significa che buona parte del tempo del neosalariato viene spesa inventando i modi (in rapporto al tempo, alle circostanze) attraverso i quali il lavoratore avrà ragionevoli speranze di recuperare quanto gli è dovuto o meglio e forse generosamente elargito: si tratta di inventare le forme di recupero di crediti che, per reattività pavloviana, spesso perdono credibilità, riducendo l´intero mondo del lavoro (la sua percezione soggettiva) a una sorta di stagismo universale. Condizione sfibrante e involutiva.
Sono in tanti, a quarant´anni, a sentirsi sotto la pressione delle ugge della "mancetta": benevoli datori di lavoro chissà se benevoli lo saranno davvero, al momento dell´erogazione, posto che un´erogazione vi sia. I bamboccioni sono in fondo adulti obbligati a restare adolescenti se non bambini dall´assoluta mancanza di serietà retributiva in un mercato del lavoro che scherza con i rapporti umani e lo scherzo, da un´intera generazione, non si capisce se avrà fine domani o tra vent´anni o mai.
Ho sentito dire (tante volte, troppe) che il lavoro "retribuito", spesso, è articolato in due poderose fasi, la seconda delle quali, fondamentalmente inedita, è la principale, più delicata e sostanziosa. La prima consiste nel lavoro, la seconda nell´attuazione della difficile retorica di telefonate, sapientemente (e nevroticamente) studiate per far sì che il lavoro volontario si trasformi in lavoro salariato.
Generalmente si attende la scadenza effettiva del tempo massimo di pagamento (supposto che sia stato stabilito: altrimenti è tutto più complicato, si procede per approssimazione) e allora si inizia a telefonare per ricordare che si dovrebbe essere pagati.
Nella mia esperienza di non specialista del lavoro ma di semplice quarantenne a contatto con altre persone sento ogni giorno persone lamentarsi di questa difficile, esasperante realtà lavorativa. È umiliante elemosinare quello che ti spetta.
Ti fa sentire davvero un bamboccione. Una strana commistione tra assenza di autostima e voglia di riscatto per riuscire a porsi in una "dialettica lavorativa" che possa semplicemente, realmente definirsi tale. Nella prassi quotidiana, uno stillicidio di aspettative sotto forma di inutili attese al telefono, di appuntamenti mancati, di verifiche quotidiane del proprio conto corrente per vedere se magicamente "quei soldi" sono poi arrivati. "Quei soldi" (e dunque non altri) sono la formula del frastagliamento di chi, per arrivare a un salario degno di essere definito tale, e che garantisca quindi la sopravvivenza, deve sommare diversi micro salari.
Come delle caricature di imprenditori al gradino più basso della scala gerarchica, i lavoratori di questo tipo (spesso laureati) accumulano ansie inaudite in un vissuto del tutto probabilistico della propria realtà salariale.
Questa è la cifra principale del precariato: aver fatto un lavoro (una serie di lavori), dover avere di conseguenza una certa cifra sul conto corrente e ritrovarsi a chiedere prestiti (generalmente, ovviamente ai genitori) perché quella cifra (quella somma di cifre) non c´è, va "sollecitata", forse arriva domani e così per mesi. Il pericolo maggiore è che nell´Italia del 2008 si arrivi a un´assuefazione. Psicologicamente è già avvenuto. Ma solo psicologicamente e per fortuna.
C´è un margine di resistenza oltre il quale non è possibile andare, ed è quello della corporeità: detto in altre parole, fino a che si mangia si può scherzare. Si può scherzare con la dignità spazzata via del lavoratore, con la sua riduzione d´ufficio a pedina insignificante della contrattazione.
Ma oltre un certo livello non si scherza più. Quel livello è quello della fame. La fame vera. In Italia non ci siamo ancora arrivati. Ci si "arrangia": a scapito della propria dignità, in un sogno guasto riempito di telefonini e distrazioni a basso costo da mondo incantato per adulti.
Ma appena i "bamboccioni" (è la terza volta che lo scrivo: scusatemi, ma è un termine di una violenza, di un´ottusità micidiale, a suo modo, satanicamente, geniale) cominciassero a stare davvero male, a non avere di che mangiare, salta tutto. Si chiama rivoluzione e la fanno direttamente le pance. Prima c´è il limbo dell´attuale condizione salariale.
Aldo Nove - La Repubblica
Prima che Bauman, nella sua inesausta pletora di libri "liquidi", ci consegni quello sul salario, possiamo provare a immaginarci cosa, nel nostro mondo liquido, vi corrisponda: il salario nel 2008 è indubbiamente speciale. Ha riflessi chimerici, è reso squassante dalla sua imprevedibilità, dalla sua incertezza.
"Se mi pagano" è la chiave di volta (di un edificio pericolante da troppo) del discorso sul salario oggi.
Mettiamo il lavoratore a termine, a progetto: un laureato, magari in materie umanistiche, magari giovane e dunque quarantenne, a cui viene commissionato un lavoro. In Italia parlare di salario equivale, per strana convenzione, a mettere in pubblico i propri panni sporchi: non è educazione, non si fa, ma cosa ti viene in testa.
Quindi il "giovane" laureato quarantenne di cui sopra spesso non sa neppure quanto verrà pagato. È maleducazione. Chiederlo e saperlo. Valgono le approssimazioni allucinatorie del gioco televisivo a premi in denaro: "C´è una bella sommetta" (topos del linguaggio di Mike Bongiorno secondo Eco), "I soldi ci sono", fino al paramafioso "Non ti preoccupare" sono alcune delle risposte alle timide domande sulla consistenza del salario di chi il lavoro, per necessità, lo fa "alla cieca", o quasi.
C´è qualcosa di amorale, di atrocemente comico in tutto questo: modulandosi addirittura, per scherzo epocale, sul rapporto sentimentale: chi ti dà un lavoro in fondo ti sta facendo un grande favore. Lo fa quasi per amore, sceglie te tra migliaia di altri e dunque non è bello stare lì a parlare di cifre.
Chi chiede informazioni su quanto verrà retribuito per un lavoro contravviene alle regole dell´etichetta del precario: se sapesse, che precario sarebbe? Così si sa che si dovrebbe essere pagati. Una certa cifra, in un certo modo, in un qualche tempo. "In un certo modo" significa che buona parte del tempo del neosalariato viene spesa inventando i modi (in rapporto al tempo, alle circostanze) attraverso i quali il lavoratore avrà ragionevoli speranze di recuperare quanto gli è dovuto o meglio e forse generosamente elargito: si tratta di inventare le forme di recupero di crediti che, per reattività pavloviana, spesso perdono credibilità, riducendo l´intero mondo del lavoro (la sua percezione soggettiva) a una sorta di stagismo universale. Condizione sfibrante e involutiva.
Sono in tanti, a quarant´anni, a sentirsi sotto la pressione delle ugge della "mancetta": benevoli datori di lavoro chissà se benevoli lo saranno davvero, al momento dell´erogazione, posto che un´erogazione vi sia. I bamboccioni sono in fondo adulti obbligati a restare adolescenti se non bambini dall´assoluta mancanza di serietà retributiva in un mercato del lavoro che scherza con i rapporti umani e lo scherzo, da un´intera generazione, non si capisce se avrà fine domani o tra vent´anni o mai.
Ho sentito dire (tante volte, troppe) che il lavoro "retribuito", spesso, è articolato in due poderose fasi, la seconda delle quali, fondamentalmente inedita, è la principale, più delicata e sostanziosa. La prima consiste nel lavoro, la seconda nell´attuazione della difficile retorica di telefonate, sapientemente (e nevroticamente) studiate per far sì che il lavoro volontario si trasformi in lavoro salariato.
Generalmente si attende la scadenza effettiva del tempo massimo di pagamento (supposto che sia stato stabilito: altrimenti è tutto più complicato, si procede per approssimazione) e allora si inizia a telefonare per ricordare che si dovrebbe essere pagati.
Nella mia esperienza di non specialista del lavoro ma di semplice quarantenne a contatto con altre persone sento ogni giorno persone lamentarsi di questa difficile, esasperante realtà lavorativa. È umiliante elemosinare quello che ti spetta.
Ti fa sentire davvero un bamboccione. Una strana commistione tra assenza di autostima e voglia di riscatto per riuscire a porsi in una "dialettica lavorativa" che possa semplicemente, realmente definirsi tale. Nella prassi quotidiana, uno stillicidio di aspettative sotto forma di inutili attese al telefono, di appuntamenti mancati, di verifiche quotidiane del proprio conto corrente per vedere se magicamente "quei soldi" sono poi arrivati. "Quei soldi" (e dunque non altri) sono la formula del frastagliamento di chi, per arrivare a un salario degno di essere definito tale, e che garantisca quindi la sopravvivenza, deve sommare diversi micro salari.
Come delle caricature di imprenditori al gradino più basso della scala gerarchica, i lavoratori di questo tipo (spesso laureati) accumulano ansie inaudite in un vissuto del tutto probabilistico della propria realtà salariale.
Questa è la cifra principale del precariato: aver fatto un lavoro (una serie di lavori), dover avere di conseguenza una certa cifra sul conto corrente e ritrovarsi a chiedere prestiti (generalmente, ovviamente ai genitori) perché quella cifra (quella somma di cifre) non c´è, va "sollecitata", forse arriva domani e così per mesi. Il pericolo maggiore è che nell´Italia del 2008 si arrivi a un´assuefazione. Psicologicamente è già avvenuto. Ma solo psicologicamente e per fortuna.
C´è un margine di resistenza oltre il quale non è possibile andare, ed è quello della corporeità: detto in altre parole, fino a che si mangia si può scherzare. Si può scherzare con la dignità spazzata via del lavoratore, con la sua riduzione d´ufficio a pedina insignificante della contrattazione.
Ma oltre un certo livello non si scherza più. Quel livello è quello della fame. La fame vera. In Italia non ci siamo ancora arrivati. Ci si "arrangia": a scapito della propria dignità, in un sogno guasto riempito di telefonini e distrazioni a basso costo da mondo incantato per adulti.
Ma appena i "bamboccioni" (è la terza volta che lo scrivo: scusatemi, ma è un termine di una violenza, di un´ottusità micidiale, a suo modo, satanicamente, geniale) cominciassero a stare davvero male, a non avere di che mangiare, salta tutto. Si chiama rivoluzione e la fanno direttamente le pance. Prima c´è il limbo dell´attuale condizione salariale.
Categoria del post
Se divento capo del mondo vedi te,
Seriamente o quasi
mercoledì, marzo 05, 2008
Roar
Non ho fatto la barba.
Mi sono svegliato con la stanchezza dell'orso polare in agosto ad Antalya. Probabilmente l'orso raffigurato è anche un pochino in cassa. Io no ma il risultato è simile.
Nel tragitto casa lavoro (tempo schifido, freddo e pioggioso) Ippooddo sceglie per me come primo pezzo della giornata
Rain falls on everyone
the same old rain
and i'm just trying to walk with you
between the raindrops
Tutto vero, per carità, però io sarei in scooter, se mi è permesso falls un po' peggio on me che on 'sti stronzi in macchina che non mi fan passare.
Secondo pezzo scelto da Ippooddo (sarebbe il caso lo aggiornassi ogni tanto, lo so):
Jesus wrote a blank check,
One I haven't cashed quite yet.
I hope I've got a little more time.
I hope it's not the end of the line.
Yeah, Jesus wrote a blank check.
One I haven't cashed yet, all right.
But if I had to choose a number,
I'd want it to be number one.
I don't want to be number two.
Yeah, I don't want to be number four.
But I can hear a knock on the door.
Jesus wrote a blank check, all right.
If Jesus saw me dying,
Would angels come a flying down?
I hope I've got a little more time.
Direi meglio.
Ci starebbe il gioco indovina di chi sono i pezzi ma google rovina il gioco trasformandolo in indovina chi è più veloce a fare copia e impasta.
Nel tragitto piano 0, le porte stanno per aprirsi, le porte stanno per chiudersi, ascensore in salita, piano 13, le porte stanno per aprirsi, le porte stanno per chiudersi, questa mente malata ha pensato che potrebbe trovare una nuova top five di qualcosa da proporre. Non ha però pensato a quale. Bah. Mah. Gah.
ps checentrasega (ma tanto è il post più sconnesso di sempre)
Posso sapere da voi a chi frega di avere una "compagnia di bandiera"? Perchè io questa cosa non la capisco. E' in perdita (a spese nostre eh) da 173 anni, non la usa nessuno perché fa schifo, cosa cazzo la teniamo a fare? E' una vergogna non avere una compagnia di bandiera? Gli svizzeri ce l'hanno? Mi pare di no. Possiamo permetterci noi di fare i fighi e pretendere una cosa che nemmeno gli svizzeri sentono di dover avere?
ppss checentrasegadue (guazzabuglio rulez)
Secondo un recente studio (leggi, parlando con alcuni pirla miei amici), parecchia gente reputa l'olfatto un senso fondamentale nella scelta del proprio compagno/a. In pratica l'odore dell'altro/a stimolerebbe più o meno, facendo salire o scendere la fotta.
Personalmente la trovo una grandissima stronzata (pacatamente, come piace a noi) ma sono curioso di sapere se ci sono altri che vanno "a naso" [comunicazione di servizio per i miei amici, mi dovete rispondere qui, non a voce quando mi vedete, scimmie!]
Categoria del post
Ascensore e lavoro,
Io
venerdì, febbraio 29, 2008
Cannucce bisestili
Non potevo lasciare il mio blog vuoto e perdere l'occasione di fare un post in data 29 febbraio.Il problema è che ho sparato tutte le cartucce migliori a salve, nei commenti dell'ultimo post.
Ecco allora che un ottimo succo di frutta della Santal mi viene in aiuto. Voglio sapere chi ha avuto l'idiotissima idea di fare ste cannucce (bucate sui lati e chiusa in fondo, come da documentazione fotografica). Pensavo fosse nata male questa e ho controllato, son tutte così! Ora non posso dormire se non trovo una buona ragione per questa innovazione. Come sarà venuta in mente? E quali vantaggi dovrebbe portare? Io non ci arrivo, se ci arrivate voi, bravi.
In tema di innovazioni, ecco che gli inglesi han trovato un'idea geniale come la coppetta mestruale. Se volete sapere come funziona, ve lo andate a vedere voi, io non ve lo spiego.
Bon, direi che non c'è altro.
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Notiziedalmondo,
Vi insegno a blablablavivere
martedì, febbraio 26, 2008
Nemesi
Ok, ok, ringraziate di nuove le due commentatrici (sono gesti come il vostro che mi spingono ad andare avanti in questo sporco mondo del mondo largo rete) vi porto il responso tanto atteso.
Ho deciso che la domanda era idiota.
Troppe le variabili, troppi i cambiamenti, troppe le conseguenze di quella scelta che mi hanno "creato" per quello che sono adesso. Insomma, non sa/non risponde.
Però da riflessione nasce riflessione e pensavo che piuttosto avrei potuto fare altro, invece che una facoltà inutile.
Ma anche qui c'è da ridere e da piangere. Sono convinto che nello specifico si sia scatenata una nemesi mica da ridere.
Riassumiamo brevente il percorso.
Test d'ingresso pesissimo, molti amici partecipano alla selezione, solo 150 eletti ne usciranno dei quasi 2500 che provano.
E' roba nuova, ci insegnano grandi nomi, si va a formare una nuova figura professionale, porte spalancate per tutti.
Passo la terribile selezione.
Ora, già non sono tipo con scarsa considerazione di sé stesso, figurati a entrare in questa crema. "Ehi, che fai tu?" "Ma io xxxxxxx xxxxx xxxxxxxxxxxxx" "Quella con quel test pesissimo? bello. E ci insegna xxx, vero? Figata"
Tempo pochi anni ed ecco abbattersi il giusto castigo per l'uomo poco timorato. Facoltà trasformata in dams al cubo, lauree ad honorem consegnate a evasori fiscali e alcolizzati (wolandquiz: chi sono?), università che aprono anche a crotone pur di fare un bel corso di laurea in xxxxxxx xxxxx xxxxxxxxxxxxx, fuga di professori, fiumi di matricole e sguardi ammirati che si trasformano in ghigni dopo il fatidico "E tu che fai?".
A migliorare il tutto l'introduzione di una bella triennale che mi parifica a un qualsiasi 22enne con il bulbo dei Tokio Hotel.
Ma quello che mi fa incazzare è che la gente mi guarda pensando "e ma te la sei poi cercata".
MA NO PORCA TROIA, NON ERA COSì, LO GIURO, dico sul serio, ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c'era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c'è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!
Va beh, alla fine mi sta bene. Sarei stato insopportabile. Più di adesso.
Nemesi, appunto.
A questo punto avrei finito. Fino a poco tempo fa avrei chiusto 'sto post e ne avrei preparato un altro, opportunamente salvato e poi messo su tra 4 giorni. Invece, in culo le tecniche comunicative.
Mi chiedevo. Quanti saggi modi di dire sono delle gran stronzate? Uno dei miei preferiti è "Se uno non sa star bene con sé stesso, non sa star bene nemmeno con gli altri". Se lo leggi piani fa che non ha mica senso. Non c'è un legame tra le due cose! Ma perchè uno che sta di merda da solo non dovrebbe essere in grado di star bene con gli altri? Mi pare palese sia invece il contrario. Starà da Dio con gli altri, altrimenti mica starebbe male da solo. O no? E poi, a pensarci bene, sta frase la tiran fuori sempre soggetti soli come cocker abbandonati in spiaggia in gennaio. "Con chi vai in vacanza?" "Vado da solo, sai, chi non sa star da solo non sa star nemmeno con gli altri". Eh no ciccio, vai in vacanza da solo perché non hai trovato un cazzo di nessuno con cui andare, siamo seri! Oppure vai da solo perché ti piace stare da solo, non certo come parte di un percorso che ti porterà ad essere amabile e meraviglioso in compagnia (so già che con questa mi faccio qualche nemico e so già che per la legge della nemesi quest'estate andrò in vacanza con... con... ditelo voi).
In chiusura, gran chiusura, pubblcità richiesta da un'amica. L'autore del blog non sa di che cazzo si tratti per cui nel caso vi rivolgete a lei: polisenasilvia15@yahoo.it
Alimentazione Energetica
Seminario per imparare a riportare l’equilibrio per
Corpo, Mente e Spirito
attraverso l’alimentazione.
SEMINARIO PRATICO DI UNA GIORNATA
Grazie alla formula INTENSIVA e alle molte interazioni pratiche svolte durante il corso, si apprende il metodo in tempi brevissimi, e si è in grado di utilizzarlo da subito, migliorando quindi in pochi giorni i nostri risultati.
Domenica 13 Aprile 2008, dalle 9.30 alle 19.00
DOCENTE : Golia Vincenzo Pezzulla
Non ci guadagno niente e nemmeno potrò farci dell'ironia sopra. Che pirla che sono. Gag a parte, se vi interessa anche solo sapere meglio di che si tratta, mailate la fanciulla all'indirizzo qui sopra.
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Io,
Se divento capo del mondo vedi te,
Vi insegno a blablablavivere
venerdì, febbraio 22, 2008
Ma che ti costruisci?
Ma a Bologna, cosa costruiscono?
Ogni tre metri trovo un cantiere, cielo solcato da gru, strade sporche di sabbia, muratori che spalettano in vari idiomi.
Ma per chi stan costruendo?
Allora, io alla ristrutturazione sarei favorevole. Anzi, c'è parecchia roba che andrebbe abbattuta e rifatta da zero. Ma così non c'è la bazza. Il guadagno per il costruttore sta nell'accaparrarsi un terreno che prima era una spianata e ottenere il permesso di costruirci 4 palazzine. Non mi metterò ad analizzare come poi le costruirà (oh signore, che bei tempi quando a bologna avevamo un piano regolatore rigido e rispettato anche per il colore delle persiane), la mia domanda è per chi?
A Bologna abbiamo uno dei tassi di natalità tra i più bassi del mondo. Siamo intorno a 0,8 figli per coppia, in pratica si dovrebbe sparire nel giro di qualche generazione. Certo ci sono gli immigrati e gli studenti ma i primi, a naso, le case che dico io non se le possono permettere, i secondi sono in calo pure loro.
E allora, bimbi, la finiamo?
Anche perché io sarei anche stufo di svegliarmi tutte le mattine con uno che mi smartella in testa.
Dubbio esistenziale del giorno (per i più lenti, non centra un cazzo con quanto scritto sopra).
Ho fatto bene a fare l'università?
Ho fatto bene a giocarmi diversi anni della mia vita in una bolla fatta di studio-cazzeggio-alcol-giovani-farò-diventerò-cipenserò?
Quanto avrei perso e quanto guadagnato entrando nel mondo vero con 5 anni di anticipo?
Mi rispondo nella prossima puntata.
Ogni tre metri trovo un cantiere, cielo solcato da gru, strade sporche di sabbia, muratori che spalettano in vari idiomi.
Ma per chi stan costruendo?
Allora, io alla ristrutturazione sarei favorevole. Anzi, c'è parecchia roba che andrebbe abbattuta e rifatta da zero. Ma così non c'è la bazza. Il guadagno per il costruttore sta nell'accaparrarsi un terreno che prima era una spianata e ottenere il permesso di costruirci 4 palazzine. Non mi metterò ad analizzare come poi le costruirà (oh signore, che bei tempi quando a bologna avevamo un piano regolatore rigido e rispettato anche per il colore delle persiane), la mia domanda è per chi?
A Bologna abbiamo uno dei tassi di natalità tra i più bassi del mondo. Siamo intorno a 0,8 figli per coppia, in pratica si dovrebbe sparire nel giro di qualche generazione. Certo ci sono gli immigrati e gli studenti ma i primi, a naso, le case che dico io non se le possono permettere, i secondi sono in calo pure loro.
E allora, bimbi, la finiamo?
Anche perché io sarei anche stufo di svegliarmi tutte le mattine con uno che mi smartella in testa.
Dubbio esistenziale del giorno (per i più lenti, non centra un cazzo con quanto scritto sopra).
Ho fatto bene a fare l'università?
Ho fatto bene a giocarmi diversi anni della mia vita in una bolla fatta di studio-cazzeggio-alcol-giovani-farò-diventerò-cipenserò?
Quanto avrei perso e quanto guadagnato entrando nel mondo vero con 5 anni di anticipo?
Mi rispondo nella prossima puntata.
lunedì, febbraio 18, 2008
Espediente per trovare il buon umore
'Sto giochino lo avevo già fatto (e forse a qualcuno raccontato) in passato, ma era un po' che non lo praticavo.
Questa mattina ho deciso di tornare alle origini, così per dare una sferzata di ottimismo (o una sterzata di ottimismo, vedete voi) alla settimana entrante.
Viaggio sereno (e lobotomizzato dalla musica sotto il casco) sul mio scooter, quando un'audi q7, q8 o non so quante q (un gigantesco suv, tanto per capirci) entra in strada senza guardare da nessuna parte e obbligandomi a rallentare.
Ora, ad essere proprio onesti, non è che abbia dovuto inchiodare. Diciamo che il mio bel rettilineo ai 90 non ha potuto godere della sua giusta conclusione ma è stato costretto a scendere di velocità con chiaro irritamento suo (del rettilineo), mio e dello scooter.
Arrivato vicino al culo del gigante grigio metallizzato opto per la suonata lunga e senza interruzioni. Tanto io sto ascoltando la musica, cazzo mi frega.
Il cocchiere del quattroperquattro si agita nell'abitacolo e con chiari gesti delle mani mi sfida a dimostrargli le mie ragioni. Al primo semaforo mi accosto e lo guardo, lui, che non vede l'ora, abbassa il finestrino preparandosi a spiegarmi in quali e quante posizioni suppone mia madre sia stata profanata.
Io non gli lascio modo nemmeno di cominciare e riparto, lasciandolo da solo come un pirla con il vetro abbassato e tutti quei bei nomi fermi in gola (son cazzi del primo collega che incontra).
Provate anche voi, l'immagine che comparirà sul vostro specchietto destro non ha prezzo.
Questo idiotissimo siparietto può fare cominciare bene una giornata.
Lo suggerisco a tutti, belli e pure brutti.
Questa mattina ho deciso di tornare alle origini, così per dare una sferzata di ottimismo (o una sterzata di ottimismo, vedete voi) alla settimana entrante.
Viaggio sereno (e lobotomizzato dalla musica sotto il casco) sul mio scooter, quando un'audi q7, q8 o non so quante q (un gigantesco suv, tanto per capirci) entra in strada senza guardare da nessuna parte e obbligandomi a rallentare.
Ora, ad essere proprio onesti, non è che abbia dovuto inchiodare. Diciamo che il mio bel rettilineo ai 90 non ha potuto godere della sua giusta conclusione ma è stato costretto a scendere di velocità con chiaro irritamento suo (del rettilineo), mio e dello scooter.
Arrivato vicino al culo del gigante grigio metallizzato opto per la suonata lunga e senza interruzioni. Tanto io sto ascoltando la musica, cazzo mi frega.
Il cocchiere del quattroperquattro si agita nell'abitacolo e con chiari gesti delle mani mi sfida a dimostrargli le mie ragioni. Al primo semaforo mi accosto e lo guardo, lui, che non vede l'ora, abbassa il finestrino preparandosi a spiegarmi in quali e quante posizioni suppone mia madre sia stata profanata.
Io non gli lascio modo nemmeno di cominciare e riparto, lasciandolo da solo come un pirla con il vetro abbassato e tutti quei bei nomi fermi in gola (son cazzi del primo collega che incontra).
Provate anche voi, l'immagine che comparirà sul vostro specchietto destro non ha prezzo.
Questo idiotissimo siparietto può fare cominciare bene una giornata.
Lo suggerisco a tutti, belli e pure brutti.
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Ascensore e lavoro
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