martedì, ottobre 31, 2006

Aaattendere


Ancora niente.
Fate mo i bravi ancora un po'.

giovedì, ottobre 26, 2006

Niente da dire


Anzi, ne avrei mille da dire ma non ho tempo.
Tiè!

lunedì, ottobre 23, 2006

Che piano?

E mentre siamo qui che vomitiamo allegramente fango, mentre la Regione Sicilia paga un burocrate di merda amico di Cuffaro 1500 euro al giorno, mentre Putin (avendo letto repubblica) si affretta a dichiarare al mondo che la mafia è roba nostra (anzi, cosa nostra) e non loro, mentre in Iraq muoiono ormai più civili che sotto Saddam (lo ammetto, non mi aspettavo un risultato tanto positivo, bella George).
Dicevo?
Ah sì, mentre insomma il tardo impero va a rotoli, noi abbiamo tempo da perdere, io in particolare, perciò voglio rendervi partecipi di una mia quotidiana paranoia (si fa per dire, non prendetemi alla lettera, vi prego).
L'ascensore, altrimenti detto elevatore.
Non perché mi faccia paura. No. L'ascensore ha due poteri: uno, rovinarti la colazione ricacciandotela in gola, due farti perdere cinque preziosissimi minuti guardando uno stupido display che corre (magari).
In una mattinata tipo arrivi alla pista di decollo. Quattro ascensori fanno su e giù, su e giù scarrozzando gente per il palazzo. Sei quindi costretto a seguire 4 display, spesso ingannevoli e infidi, che ti illudono, ti blandiscono e poi si fermano all'ammezzato o dal quinto ricominciano a salire. Tu vedi 'sti cazzo di numeri, sai, umile, di essere uno 0 e aspetti speranzoso che uno di questi attrezzi decida di fermarsi al tuo livello, magari evitando di saltarti per scendere in garage.
Quando finalmente le porte di uno dei 4 mostri si aprono con il classico dlin dlon, hai finalmente accesso al mezzo che ti eleverà. Tu e altri 8, perchè ci ha messo tanto ad arrivare che l'atrio si è riempito di altri viaggiatori colmi di speranza.
All'interno dell'abitacolo ci si dispone tendenzialmente in cerchio, onde evitare di mostrare le terga a qualcuno e ci si appoggia agli specchi che in questo modo alle ore 7.45 sono già luridi. Tendenzialmente si sorride, per ragioni che al momento non saprei definire con esattezza.
Tutti spingono il loro pulsante e si può stare tranquilli che nessuno andrà oltre il tuo piano. Devi andare al nono? L'ascensore ha 8 passeggeri, tutti rigorosamente diretti ai piani inferiori al tuo. Ti attende un viaggio che è assimilabile alla tratta bologna-vignola in treno, sai di essere salito su uno di quegli espressi che quando il capostazione lo annuncia, il treno fa in tempo a partire e anche ad arrivare alla stazione dopo da quanto è lungo l'elenco delle fermate. Il tutto con l'aggravante per lo stomaco di un movimento costante della colazione. Ad ogni fermata, ad ogni ripartenza, potrai rigustare il cappuccio, i corn flakes o quel che sia. Se devi andare oltre il quindicesimo hai buone possibilità di riassaggiare anche la cena del giorno prima.
Ma non è finita. Perché se hai veramente sfiga, quella mattina arriva lo stronzo di corsa che proprio mentre la voce metallica annuncia "partenza salita" si butta dentro, impedendo alla porta di chiudersi. Il trafelato si scusa sorridendo: "emh, scusate" "si figuri, a che piano?" "l'ammezzato, grazie".
L'ammezzato?
Mi faccia capire, lei, maledetto imbecille, si è buttato dentro un ascensore pieno di gente rischiando di rimanere schiacciato tra le porte per non fare mezza rampa di scale? Nemmeno una rampa intera, mezza, perché capisce anche lei che l'han chiamato ammezzato per un motivo.
"Piano ammezzato" annuncia la voce.
"Buona giornata"
Eh, ottima.

mercoledì, ottobre 18, 2006

Habeas Corpus? No, grazie

27 maggio 1679: viene emanato l'Habeas Corpus Act in Inghilterra. In realtà principi similari si trovano sin dal 1300 in varie giurisdizioni. In generale, nel diritto anglosassone, con questa locuzione si fa riferimento all'ordine emesso da un giudice di portare un prigioniero al proprio cospetto.

settembre 2004: in seguito agli attentati dell'11 settembre e alla seguente dichiarazione di stato di emergenza da parte del Presidente degli USA, la Corte Suprema degli Stati Uniti è chiamata a pronunciarsi su tre diverse sentenze di corti distrettuali e di circuito. In sintesi, i provvedimenti adottati dal signor Bush avevano portato alla lesione di alcuni diritti fondamentali (riconosciuti dalla carta di ginevra) di prigionieri in nome dello stato di emergenza sopra citato. La Corte Suprema si pronuncia contro le sentenze precedenti e stabilisce che "uno stato di guerra non costituisce un assegno in bianco per il Presidente quando coinvolge il diritto di un cittadino" riaffermando il ruolo del giudiziario nel valutare la discrezionalità dello stesso per quanto riguarda la restrizione della libertà personale.

17 ottobre 2006: il Presidente degli USA, signor George W. Bush, firma una nuova legge per contrastare il terrorismo. Tra le altre mirabili novità, la negazione del habeas corpus per i prigionieri ai quali viene sostanzialmente impedito di fare ricorso a una corte federale per contestare una detenzione ritenuta ingiusta. Vengono poi convalidati gli interrogatori tramite "procedura alternativa", ovvero viene fornita carta bianca alla CIA per i suoi interrogatori segreti e senza garanzie. La notizia viene dal NY Times ma temo non vedrete l'articolo, serve l'iscrizione al sito. In Italia ho trovato solo il pezzo di repubblica. Ho cercato sul carlino ma stranamente non c'era nulla. Il corriere invece si limita a un trafiletto.

Oh, io di common law non so una cippa, ho scritto quel che ho capito, se sbaglio mi corigerete.

lunedì, ottobre 16, 2006

climax

Per tutti coloro che "sarebbe meglio venisse freddo così almeno saprei come vestirmi" e che si lagnano di un autunno spettacolo che ha visto 3 giorni di pioggia tra settembre e ottobre, questo è quello che vi auguro a breve (così sapete come vestirvi).Qui trovate invece il cognonometro di cui ha parlato con qualcuno.

mercoledì, ottobre 11, 2006

Non mi somigghia pe'nniente


Se lo dice lei...
Per me le somiglia, voi che dite? (questa è un'attrice neozelandese da poco testimonial ONU)

Parlando d'altro, ieri mi sono imbattuto nell'orrido Vespa e nel suo circo di nani e ballerine. Argomento, le iene e la droga in parlamento. Ospiti in studio Castelli (pota, figa, negri, boia, schifo, vomito, terroni, comunisti), Capezzone (che cazzo avrai da ridere, imbecille?), Bocchino (che mi pare di non aver mai sentito parlare ma ammetto di aver ascoltato 8 minuti massimo), Rizzo, unochenonsochisia della Margherita e la Mussolini.
2 note:
- Il tizio del garante della privacy ha stroncato la trasmissione spiegando, con voce da prete ma con molta chiarezza, che il problema delle iene non è stato il servizio ma il modo in cui hanno rubato informazioni personali riguardanti la salute dell'individuo. Insomma, non ha importanza come usano i dati (se in maniera anonima o no) il punto è che il giornalista delle iene sa che, poniamo, Bocchino si fa di coca. Che non lo dica a nessuno non ha importanza, il grave è che lo sa lui. Sono perfettamente d'accordo col garante, se le iene volevano fare un'inchiesta potevano fare come il giornale crucco che si è messo a raccogliere la polvere nei cessi del parlamento europeo e ha trovato tracce di cocaina che fanno pensare ad un consumo di massa della stessa. Così non rubi dati a nessuno e fai una bella inchiesta sul problema della cocaina.
- Ma la Mussolini che cazzo vuole da noi? Non ha smesso un secondo di parlare. Gli altri nani si sono comportati in maniera piuttosto urbana. Perfino Castelli ha appoggiato la clava per un secondo e ha assunto sembianze vicine a quelle di un sapiens. Solo lei ha continuato ininterrottamente a sfrantumare i maroni tenendo un sottofondo fisso di borbottii incomprensibili. In questo modo, ovviamente, non ha sentito nulla di quello che dicevano gli altri e ha continuato a fare le stesse domande e a proporre le stesse tematiche, quando era già stato chiarito che le iene l'avevano fatta fuori dal vaso. Ma l'esilio? Ma confinarla dentro lo studio di bulli e pupe?

Oh, per diana, la fate st'interivsta o vi devo venire a prendere uno per uno?

parole, parole, parole

Ci sono termini, parole ed espressioni che danno un fastidio fisico. A volte suonano male, a volte vengono usate a pisello di labrador, altre ancora vengono ripetute fino a renderle vomitevoli.
Queste sono le mie parole odiate:
- Gentilmente. "Mi può fare un caffè, gentilmente". No, glielo faccio in maniera scortese, che dice? Ma soprattutto, come diavolo si fa un caffè gentilmente? Accarezzando la tazzina? Parlando alla Gaggia e raccontandole di un posto migliore in cui le macchine da caffè sono libere? Sei al bar, sono il barista, perché devi insinuare, con il tuo invito ad essere gentile, che io non sarei gentile se non opportunamente redarguito?
- Sgrillettare, scopicchiare, fare un limone e fioccare. Li metto insieme perché sono termini che mi hanno sempre tolto la voglia di fare quello che descrivono. Li trovo volgari, al limite dell'impronunciabile.
- Sa cosa le dico?. Per un motivo molto semplice. Se cominci così, stai per dirmi una stronzata.
- Genio e sregolatezza. Già sregolatezza suona male di suo. Se ci pensate, buttando lì parole a caso in modo dadaista (bella parola questa, invece) otterreste un risultato simile per durezza e scomodità di dizione (che so, garsgolluaz). Non contenti lo associamo a genio, creando un luogo comune falso e noioso quanto bulli e pupe.- Nella misura in cui. Vabbé, fa schifo, che c'è da spiegare?
- Attimino e in generale tutti i diminuitivi, accrescitivi e superlativi usati ad minchiam.
- Pseudo-quello che vi pare. Pseudointellettuale, pseudoletterato, pseudopsicologo, pseudoopinionista, pseudogenio, pseudoingegnere, pseudoartistoide (questo è uno pseudoaggravato). Viene dal greco mentire e viene utilizzato dalla scienza quando si trova davanti a un fenomeno che sembra una cosa, ma non lo è (pseudozampa, pseudomembrana). Comunemente viene utilizzato, in senso dispregiativo, da chi pensa di essere una cosa e vuole dimostrarlo negando che un altro lo sia (e bilbo baggins mi fa un soffione!). Non è chiaro eh? Voglio dire, per dare della testa di cazzo a uno, c'è bisogno di dimostrare che conosci il suffisso pseudo e che sai adattarlo a un termine a tuo piacimento? No. Lo fai solo se speri che l'ascoltatore ti reputi, a quel punto, una persona in grado di distinguere un vero pittore da uno pseudopittore (esempio).
- Onorevole e tutti i titoli. Guardare una tolc sciò è come osservare una cena del rotary. Onorevole Bocchino, Presidente Berlusconi (perché poi quando uno è stato presidente di qualcosa lo resta a vita?), Dottor Vespa, Cavalier Steek Huzzie. Ma che è? Da questo punto di vista onore agli anglossassoni che danno del mister a tutti e pace. Poi onorevoli, suvvia, onorevoli di cosa? Dipendenti, citando Beppe Grillo, mi pare più consono.
Bien. Ne avrei altre ma per ora possono bastare. A chi pensa che questa lista sia snob rispondo che non ha provato a valutare se ci siano parole che anche a lui danno fastidio. Magari non sono queste, sono altre. Magari odiano la parola "bebè", oppure la parola "giovani", cosa ne so. So per certo che anche voi odiate espressioni, termini o modi di dire.
Lo spazio qui sotto è fatto apposta.
State bene.

lunedì, ottobre 09, 2006

Tempo di elmetti

Ho raccolto un po' di notizie recenti.
Anna Politkovskaia è stata uccisa. Era una giornalista russa che scriveva su Novaya Gaseta, un quotidiano moscovita che, naturalmente, manco sapevo esistesse prima di questo episodio. Episodio significativo perché questa signora era una convinta oppositrice di Putin e della sua politica. Era rimasta una delle poche, pare, a raccontare quello che accade in Cecenia (dove i russi fanno un po' quel cazzo che pare loro) e ad accusare Putin per le politiche economiche folli messe in atto dal "judoca".
Questa storia è triste per varie ragioni. Perché dimostra che la democrazia non è arrivata nemmeno un po' in russia, perché dimostra che la democrazia puzza molto anche da noi (se è vero che i capi di stato europei fanno a gara per mostrarsi grandi amici di Putin e mai una volta che ne condannino le politiche da Zar) e poi perché ci rammenta che il secondo "blocco" di armi più importante, per dimensioni e potenziale distruttivo, del mondo è in mano a un ex spia del KGB che mi pare si possa definire, con un complimento, un criminale.
Per consolarci, possiamo riflettere sul fatto che il primo Paese al mondo per le armi (con tipo il 60% delle armi esistenti) è invece guidato da una scimmia antropomorfa che ha rischiato di morire mangiando arachidi durante una partita di football.
Nel frattempo si sta armando anche la Corea del Nord, che ha portato a termine i suoi primi test nucleari e si va ad affiancare a Cina, India e Iran. La scimmia di cui sopra ha definito questi test inaccettabili. Premesso che preferirei che i nord coreani non avessero proprio nessuna cazzo di bomba, qualcuno mi spiega in base a quale principio un nord coreano deve trovare accettabile che gli americani tengano un potenziale in armi utile a demolire giove e invece noi ci incazziamo subito e gridiamo al non rispetto delle regole del giochino se questi provano a far scoppiare anche loro qualche atollo?
La domanda che mi pongo, considerati i vari frammenti raccolti in giornata, è: quali probabilità abbiamo di non vedere prima di morire (subito prima, nel caso) un bel fungone che si alza vicino a casa?
State benone.

p.s.
c'è sempre l'intervistona, non dimenticate.

lunedì, ottobre 02, 2006

Eppi dei! Oh eppi dei!

Grazie alla momi. Che ventotto anni fa ha fatto la sua bella fatica. Mi ha portato a spasso per quei nove mesi e poi mi ha sparato su questa palla. Oggi auguri e complimenti andrebbero fatti più a lei che a me. Io non ho fatto grandi sforzi o almeno non lo ricordo.
Grazie al papone perché sì.
Grazie agli amici bolognoidi di sempre, perché se non ci si è ancora stancati qualcosa vorrà pure dire.
Grazie alle amiche di ovunque, che sono una meraviglia.
Grazie alle donne che mi hanno più o meno sopportato, anche a quelle che poi non mi hanno sopportato più.
Grazie a chi mi fa gli auguri, a chi me li ha fatti per prima nella notte con la canzoncina e tutto, a chi li ha fatti appena sveglio, a chi me li farà tardissimo e a chi non me li farà perché, come faccio sempre io, si è dimenticato.
Grazie a Dio che ha fatto bene ogni cosa.

Avvisi ai naviganti:
Ho aggiunto la sezione obbligatoria per tutti "prove per i blogganti" (nella sidebar, qui a destra) che comincia con la promessa Intervistona. Prendetevi pure tempo, è lunga, ma fatela, maledetti.

mercoledì, settembre 27, 2006

Post sconnesso e incazzato

Girano.
Ooooooh come girano.
Oggi amico mio (e già ti ho chiamato “amico mio”, il momento è grave, lo capisci da te) ho proprio voglia di sfogarmi. Perché proprio io, ti chiedi preoccupato. Perché sì, mettiti comodo e sopportami come fossi un vecchio con la pipa che scanchera contro i numi avversi.
In mezzo al lagnaggio generico, mi permetterò anche di darti qualche consiglio, a te starà coglierlo.
Ma torniamo a me che è anche il mio argomento preferito.
Sono stato trombato. Roba da poco, era un lavoretto part time che facevo non tanto per i soldi (la paga era poco più di un’elemosina) quanto per guardare un po’dello sport che amo. Da una dozzina buona d’anni, una-barra-due volte alla settimana, mi sparavo un paio di ore al freddo, in piedi trattando con trogloditi ben vestiti e trogloditi mal vestiti. Comunque, sempre e solo trogloditi.
Tutto questo per potere poi vedere la mia squadra giocare.
Non che abbia gran importanza, era solo per farti capire che si trattava un po’ di una mia passione, una cosa cui ero affezionato e che facevo da quando ero poco più che cinno (bambino). Mi bullo di aver sempre lavorato piuttosto bene, quantomeno ho sempre cercato di farlo al meglio.
Da ieri ho scoperto che mi sbagliavo. Sono stato salutato senza nemmeno una spiegazione. Pare che dall’alto (dove l’alto non è stato ancora meglio identificato) qualcuno abbia deciso che io facevo entrare gente sarebbe dovuta rimanere fuori. Per cui, via!
Ora, se non lo sai, il luogo in cui lavoravo era un autentico colabrodo. Chiunque entrava gratis. Perché dalla hostess al magazziniere, dal custode al commerciale, ognuno aveva la sua cerchia di amici da blandire. Tutto questo sotto il mio naso. Certo, ma io lo avevo detto, porca troia. Più di una volta. E nessuno aveva fatto una piega. E ci sarebbe poi da divertirsi ad elencare i nomi di quelli che sono passati da me e mi hanno chiesto di far passare tizio o caio. Ed erano tutti della società. Tutti.
Non ti tedio oltre con questa storia.
L’unica cosa che vorrei sapere (se scopri qualcosa dimmelo) è chi mi ha inculato. Ho diverse possibilità.
1) La società per cui lavoro che è il fornitore del servizio per la squadra del cuore. Potrebbero averlo fatto perché il nuovo cliente è avaro e rigido. Può essere che abbian deciso di stroncare con metodo random (salvando paraculati e parenti dei capi, claro), sputare anche un po’ sui capri di turno e non dire una parola. Nel caso, ho io qualcosa da dire a un paio di “amici” con i quali ho mangiato fagioli insieme e che ora si son fatti di nebbia. Fatevi inculare, bastardi.
2) La società sportiva. Non ci credo molto ma da più parti mi giungono suggerimenti in questo senso. Io scrivo stronzate non solo qui ma anche su un forum discretamente frequentato. Pare che molti dei forumisti non allineati con la nuova proprietà di pirati siano stati epurati. Le spie in quel luogo sono tante. Resto dell’idea che uno come me contasse troppo poco. Però, però non escludo nulla, anche perché i suggeritori sono autorevoli.
3) In ultimo c’è una paranoica dagli infimi poteri che da un annetto mi ha preso in strino perché le avrei insidiato una hostess (la genialoide non si è resa conto che con cotanta accusa si rendeva ridicola e nello stesso tempo insultava l’intelligenza della hostess plagiata). Ma dubito molto.
Ma arriviamo alle conclusioni, amico mio. Cosa abbiamo imparato oggi, io e te?
Che nel mondo del lavoro gira un sacco di spazzatura umana che si spaccia per banda di allegri compagnoni (lo sapevi già? Bravo, ricordatelo).
Che essere onesti non porta quasi mai gran culo.
Che a dire o scrivere quello che si pensa non si ottiene mai rispetto, meglio pensarla come quello più grosso nel recinto e leccare culi, non importa quanto pelosi.
E, infine, ho imparato che si può perdere un po' della voglia di tifare per qualcuno che ti incula. Seguirò un po' più lo sport e parecchio meno la squadra.

Non hai capito niente? E’ lo stesso, questa l’ho scritta per me stesso, con la pancia non con la testa.

martedì, settembre 19, 2006

appunti sparsi

1- Ieri mi hanno commissionato un post. Non che la cosa sia interessante, diciamo che considerato l'addio alla sbrilluccicante scena bolognese della richiedente, ho pensato di rispondere.
Non vorrei creare troppa suspence, la richiesta era di parlare della Fallaci, o della morte della Fallaci, non ricordo bene.
Io ci ho pensato e ho deciso che non ho molto da dire. Per diversi motivi. Un po' perché molti giornalisti hanno già detto (e parlo di quelli della carta stampata, che quelli della TV hanno fatto dei coccodrilli aberranti). Valli, Ferrara, de Bortoli, Aspesi, Riotta, Lerner sono alcuni di quelli che ho letto e tutti hanno scritto molto meglio di quello che potrei scrivere io. Diciamola tutta, a parte Feltri, direi che qualsiasi giornalista possa scrivere, se non ha già scritto, un pezzo migliore del mio sulla Fallaci.
Non ho molto da dire anche perché la nostra generazione ha vissuto la fallaci solo nella sua ultima fase. Capiamoci, questa era inviata in Vietnam e tutti noi ne abbiamo sentito parlare sul serio solo dopo l'11 settembre. Ok, magari avevate letto Lettera a un bambino mai nato, ma non credo che nessuno di voi possa ricordare i suoi pezzi o le sue interviste. Credo sia stata una grandissima giornalista che ha vissuto gli ultimi anni della sua malattia con un odio e un disprezzo per quanto la circondava (perché ne La rabbia e l'orgoglio se la prende un po' con tutti, mussulmani, papa, italiani, europei, sinistra, destra) che dubito le abbia reso lieve il trapasso. Rispetto la sua morte, ne ammiro la carriera di giornalista, non condivido una virgola di tutti i suoi ultimi lavori.
Per tutto il resto, leggetevi Valli, ne vale la pena.

2- Come detto, abbiamo salutato un'altra ospite della turrita che si sposta per lavoro. Ospite, si fa per dire. Parliamo di una che è arrivata qui n anni fa (dove n tende a tanti) è stata adottata dalla città e, a sua volta, ha adottato la città come propria casa.
E siamo a due solo nell'ultimo mese.
Peccato.
Non sono bravo a sentire la mancanza delle persone in anticipo. Conosco altri più bravi in questo, io sul momento non sento tristezza. Alla fine, penso, parte perché ha trovato lavoro (garantisco, buona notizia anzi ottima). E non riesco proprio a farmi venire la faccia triste al pensiero che non ci si vedrà più come prima. E' strano, non so se mi spiego. Poi, nel tempo, probabilmente sentirò quella mancanza. Anzi, è certo, almeno per quel che riguarda Letizia e Giulia.
Anche perché quando penso ai nuovi ospiti non posso fare a meno di ragionare come un vecchio. Ho già la sensazione che questa generazione ('sti cazzi) sia la peggio gioventù. E mentre saluto amiche che hanno vissuto bologna come fosse loro, accolgo cazzoni integrali che si preparano a trattarla come il loro personale Luna Park.
Perciò, questa la morale: a me mancherete presto, alla città mancate già.
Ah, quasi dimenticavo, in bocca al lupo, Letì.
E in bocca al lupo, Giulia.

3- Sarò breve (come disse l'fdg appena nato). A breve piazzerò un bel link infotraffico per bologna nella mia saidbar (qui de lato, insomma), nel quale inserirò notizie su telecamere accese, preferenziali monitorate, orari di sirio. Perché voglio risultare utile pure io alla società.
In più, chi lo vorrà, potrà darmi l'autorizzazione per ricevere sms sui blocchi del traffico che, lo sapete voi lo so io, a breve partiranno. Per darmi l'ok basta spedirmi un'email (a uno dei miei mille indirizzi ma se non usate quello hotmail come ha fatto un furbone a caso, avete più probabilità che io non la legga dopo 7 mesi).

4- Ultima cosa. Ho aggiornato il post "Ancora" con un po' di foto che trovate qui. Ricordo che cliccando "diapositive" le potete vedere in sequenza.

martedì, settembre 12, 2006

Top faiv

Gioco aperitivo per tutti.
Ok, niente di originale o spettacoloso, ma non si può essere sempre originali e spettacolosi. Avete letto Alta Fedeltà di Hornby? Avete visto il film? Il principio è lo stesso. Voglio da voi la lista dei vostri 5 film.
Che non significa i migliori cinque film della storia.
Appoggiate il Mereghetti e finitela di sforzarvi di decidere se sia più capolavoro Ladri di Biciclette o Uccellacci e Uccellini.
Da voi voglio 5 film che vi vengano in mente in pochi secondi. Se c'è Velluto Blu di Linch, molto bene, se invece c'è Fast and Furious, molto bene lo stesso. Per questa volta, e solo per questa, sono democratico e accetto qualsiasi top 5.
L'unica cosa, accennate a una motivazione. Che ne so, Il tempo delle mele perché ho pianto tantissimo, Shining perché sono riuscito a vederne solo metà dalla paura, dal tramonto all'alba perché era talmente una cazzata che l'ho convinta a trombare e così via (piuttosto che non mettere niente, mi accontento poi pure dei titoli secchi).
Se strappo 4 risposte sono già contento.
Ovviamente comincio io.
p.s.
ah, non più di 5.
è l'unica regola, chi ne scrive di più viene cassato.
troppo facile se no.

mercoledì, settembre 06, 2006

Gita dalla Suzi


Ho aggiunto qualche altra foto. Facile importi sega ma pazienza.
Ah, dimenticavo due cose:
1) Ancora tanti grazie al suzino.
2) Nell'album web, se cliccate su "diapositive" parte uno slideshow (parlando come magnamo, vi fa vedere le foto in sequenza con i commenti cazzoni a fianco).

sabato, settembre 02, 2006

Lunga vita al riccio

Ricorderete la mia campagna AntiPanda (se non la ricordate andatevela a leggere).
Voci false e tendenziose mi vorrebbero nemico degli animali. Per dimostrare quanto sia falso questo pregiudizio nei miei confronti vi parlerò di un animale che mi sta particolarmente a cuore.
Il riccio.
Il riccio è un animale cazzuto. E soprattutto è un animale nostro. Intendo, un riccio in vita vostra lo avrete visto pure voi, no? Magari spiaccicato per strada, però lo avete visto! E chi si preoccupa del riccio? Nessuno. Tutti dietro a quel ciccione fighetto del panda che vive dall'altra parte del globo. Ci pensi il Wung Wung Effe a quello scoreggione cinese viziato!
Ma torniamo al riccio. Avete mai sentito un riccio lamentarsi perché è finito il suo cibo preferito? Io mai. Lui è il classico tipo che dove lo porti a mangiare mangia. Insetti alla griglia (ma anche crudi), serpentelli, rane, va tutto bene. E si impezza pure la cameriera e la cuoca riempiendole di complimenti per la meravigliosa cucina. E poi le tromba, ovviamente, o non si direbbe "scopare come ricci" (avete mai sentito dire "ho scopato come una panda"? No, mica tromba mai quel pirla).
E l'habitat, vogliamo parlare dell'habitat? Vive in posti che "qui erano tutta campagna" ma adesso col cazzo. Gli hanno demolito chilometri di boschi, hanno costruito fabbriche e strade. Ha mai preteso lui 150mila chilometri quadrati coltivati a bambù? No, infatti qualche giorno fa ne ho trovato uno in cortile (da lì l'ispirazione per questa roba che scrivo. Volevo addomesticarlo e farne un riccio da difesa, poi l'ho lasciato dove era). Lui aveva i suoi percorsi abituali e noi li abbiamo tagliati con le nostre strade percorse da missili terra aria che li stirano con notevole regolarità. Eppure nessuno ha pensato di fare delle strisce pedonali per ricci. E se domani metto sotto un riccio nessuno fa una piega. Se però metto sotto un panda, scommetti che ne viene fuori un casino, io divento un mostro da copertina e Bono Vox scrive una canzone dal titotlo Poor Pure Panda?
Bah, che mondo di merda.
Ma il riccio va avanti per la sua strada. Lunga vita al riccio (fanculo al panda).

martedì, agosto 29, 2006

Il ritorno dei puffi

Luglio 1995, Srebrenica, Bosnia Erzegovina. Le truppe di Ratko Mladic si avvicinano alla città bosniaca. Circa 8.000 cittadini bosniaci (mussulmani) chiedono la protezione delle truppe ONU (olandesi) che si trovano in città, 450 fanti e 27 carristi del terzo battaglione aeromobile, comandati dal tenente colonnello Tom Karremans. Gli 8mila civili di Srebrenica ricordano bene la visita del generale ONU Philipe Morillon che solo un mese prima aveva dichiarato la cittadina “zona sicura”, protetta e controllata dai caschi blu e dalla forza internazionale. Fiduciosi, si presentano con i pochi averi e si accampano intorno alla base dei militari olandesi. Il generale aveva dato la propria parola ai bosniaci impauriti. In caso di emergenza – li aveva rassicurati – chiederemo l’intervento dell’aviazione Nato.

In pochi giorni tutto cambia. L’aviazione spiega che non interverrà, le truppe di Karremans si ritirano lasciando Srebrenica in mano a Mladic, che nel frattempo aveva circondato la città.

7.800 è il numero ufficiale delle vittime, la gran parte di queste donne e bambini. In proposito, Bernardo Valli (una dritta: Valli, Romano e Caracciolo sono i nomi da seguire per capirci qualcosa) chiude così un suo articolo, qualche giorno fa: “La cifra delle vittime è incerta. Il disonore di chi ha permesso la strage è sicuro”.

Ora pare tocchi a noi. Sarà l’Italia a guidare l’ennesimo tentativo di peacekeeping operato tramite i caschi blu. E in un gran bel ginepraio, mi sento di dire.
Fortunatamente siamo riusciti ad evitare la responsabilità unica in questo tentativo di pacificazione in un territorio che beve sangue ormai da una cinquantina d’anni (oddio, in realtà ci si ammazza da quelle parti da qualche millennio). Quello stronzo di Chirac pare abbia calato le braghe e abbia deciso di spedire qualche soldato pure lui. Bontà sua.

Certo sarebbe stato più carino da parte di Prodi (e dei generali coi buffi cappelli) far presente a noi tutti che questa è un’operazione cazzuta un bel po’. Che voglio dire?
Riassumiamo. Noi spediamo una manciata di soldati con armamento leggero (perché secondo la carta ONU i puffi non possono girare con degli F16), che non hanno il diritto di sparare un colpo se non per difesa e che possono rimanere su quel territorio fino a quando i due stati sovrani di quelle terre lo consentono. Detta come va detta, se quelli si mettono a sparare sul serio, aspettiamoci un sacco di bare coperte di tricolori, aspettiamoci tante lacrime di politici e tante frasi del cazzo. Perché ne moriranno, e noi non ci siamo abituati a vedere dei nostri soldati morire.

Ah, con questo non voglio dire che la cosa non abbia senso. I caschi blu sono come i poliziotti inglesi di una volta, quelli col fischietto e il manganello. Hanno la forza di un puffo ma hanno una divisa un nome. E a volte sono l’unica speranza. Anche perché non sempre la forza si misura 'a chi ha il cannone più lungo'. Quella bandiera, quei soldati di nazionalità diverse, possono ancora incutere il giusto rispetto in entrambi i contendenti. E infine, piuttosto che far intervenire la scimmia ammaestrata che governa il Paese Più Democratico Del Mondo...

Ma ricordiamoci Srebrenica.
Srebrenica 1
Srebrenica 2
Srebrenica, 10 anni dopo

giovedì, agosto 24, 2006

Riapertura

Ripartire è un po' come morire.
Per cui lo facciamo piano, senza impegno, perché farvi riabituare ai ritmi normali.
Questo è il mio bentornati a voi tutti e badate bene che la citazione è di un certo livello.

“Sì…vaffanculo anche tu - Affanculo io? Vacci tu! Tu e tutta questa merda di città e di chi ci abita. In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e che mi ridono alle spalle. In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina. In culo ai Sikh e ai Pakistani, che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti…puzzano di curry da tutti i pori; mi mandano in paranoia le narici… aspiranti terroristi, e rallentate, cazzo! In culo ai ragazzi di Chelsea, con il torace depilato e i bicipiti pompati, che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi e te lo sbattono in faccia sul Gay Channel. In culo ai bottegari Coreani, con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica: sono qui da 10 anni e non sanno ancora mettere due parole insieme. In culo ai Russi di Brighton Beach, mafiosi e violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro tè con una zolletta di zucchero tra i denti; rubano, imbrogliano e cospirano…tornatevene da dove cazzo siete venuti! In culo agli Ebrei Ortodossi, che vanno su e giù per la 47a nei loro soprabiti imbiancati di forfora a vendere diamanti del Sudafrica dell’appartheid. In culo agli agenti di borsa di Wall Street, che pensano di essere i padroni dell’universo; quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas/Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita… e Bush e Chaney non sapevano niente di quel casino?! Ma fatemi il cazzo di piacere! In culo alla Tyco, alla ImClone, all’Adelphia, alla WorldCom... In culo ai Portoricani: venti in una macchina, e fanno crescere le spese dell’assistenza sociale… e non fatemi parlare dei pipponi dei Dominicani: al loro confronto i Portoricani sono proprio dei fenomeni. In culo agli italiani di Benson Hurst con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant'Antonio, che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Giambi, sperando in un’audizione per I Soprano. In culo alle signore dell’Upper East Side, con i loro foulard di Hermesse e i loro carciofi di Calducci da 50 dollari: con le loro facce pompate di silicone e truccate, laccate e liftate…Non riuscite a ingannare nessuno, vecchie befane! In culo ai negri di Harlem. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa. E muovete…le chiappe, è ora! In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili, nascosti dietro il loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia! In culo ai preti che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti. In culo alla Chiesa che li protegge, non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l'è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all'inferno, e poi gli alleluja degli angeli per il resto dell’eternità. Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville. In culo a Osama Bin Laden, a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell'eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all'inferno. Stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi!... In culo a Jackob Elinsky, lamentoso e scontento. In culo a Francio Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza. In culo a Naturelle Riviera: le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena, mi ha venduto alla polizia…maledetta puttana! In culo a mio padre, con il suo insanabile dolore: beve acqua minerale dietro il banco del suo bar, vendendo whisky ai pompieri inneggiando ai Bronx Bombers. In culo a questa città e a chi ci abita. Dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue, dalle case popolari del Bronx ai loft di Soho, dai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slope e a quelle a due piani di Staten Island. Che un terremoto la faccia crollare. Che gli incendi la distruggano. Che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi.

No, no, in culo a te, Montgomery Brogan. Avevi tutto e l'hai buttato via, BRUTTO TESTA DI CAZZO!”

lunedì, luglio 31, 2006

Saluto!

E vai di saluti estivi!
E' pure tardi.
Ai pochi rimasti riservo un bel pezzo trito e ritrito. Immaginate una bella piazza, un paio di crucche grassocce con gli occhi azzurri che si bagnano nella fontana. Non fate così, è proprio quello che pensate. Un bel servizio sul caldo. Emergenza caldo! Allarme afa! Temperature record! Pericolo! Mettete in salvo vecchi e bambini, è luglio ed è caldo!
Lo ammetto, questo è un mio vecchio cavallo di battaglia. Ma ci sono novità, giuro. Il classico servizio sul caldo di allertava a non mangiare l'abbacchio a pranzo quando ci sono più di 45°. Grazie, vi siamo davvero obbligati per l'avvertimento. Si suggeriva ina altri casi di non cucinare con il forno. Ma non, precisava solerte il giornalista, forse preoccupato di cause dalla smeg, perché la roba cucinata al forno faccia male! Badate bene, si sconsiglia di usare il forno perché il forno produce calore, e quindi si corre il rischio di avere anche più caldo. Ah, poi c'è il suggerimento per i bambini. Dice, non portateli a giocare in mezzo a un campo da calcio alle 14. Mi paiono dritte di un certo livello. Allargherei però la dritta ai campi giochi vicino agli altoforni e alle fabbriche in cui soffiano il vetro. Sai mai, un babbo avesse la brillante idea di portarci il figlio per una partitella.
Sto divagando. Ditemi qualcosa quando divago, cazzo.
Dicevo che ci sono novità sul fronte dei servizi sul caldo. Oggi il giornalista è andato da un medico (se ci sono medici alla lettura o figli di medici, siete pregati di reagire meglio dei farmacisti, se non altro per dimostrare maggior senso dell'umorismo. tanto sappiamo tutti che siete stronzi voi come loro). Il medico, si è presentato tutto serio e a braccia conserte (avete notato che sono la categoria che conserge maggiormente le braccia?). Con aria grave ha ordinato una serie di cure per evitare il caldo.
"Bisogna bere molto [e fin qui, non grandi novità] ma evitare le bevande gassate e zuccherate [alè, via la coca-cola!], le bevande contenenti caffeina o eccitanti [e via anche té freddo e il caffé scecherato (non ci cascate)] e tutte le bevande alcoliche [questa poi...]"
Facciamo a capirci. Avete presente quella sensazione di arsura che vi prende quando uscite da lavorare e vi fermate a fare un bell'aperitivo? E avete presente quelle belle birre gelate? E quelle bocce di prosecco (se siete medici, probabilmente champagne) dentro il ghiaccio? Ecco, le lasciate dove sono e ordinate un bel bicchierone d'acqua. Liscia, che le bevande gassate fanno male.
"Quando è caldo - ricomincia il doktor - si deve evitare che il corpo produca altro caldo [la seguo come il procione segue la gnocca, vada theDoc], quindi si dovrebbe evitare ogni movimento[...]"
Cioè, mi faccia capire, il suggerimento è stare immobili? A parte che lo hanno già inventato, si chiama siesta e lo pratica tutta l'america latina (e non a caso tutta l'america latina fa la fame, non lavorano tutto il pomeriggio perché è caldo!). A parte ciò, dicevo, che cazzo di suggerimenti sono? Se superiamo i 30° ci mettiamo tutti a letto con una cannuccia attaccata a una cisterna d'acqua?
Va beh, gente, fa caldo, cercate di capire e state bene tutti. Amici, nemici, e chi non so nemmeno chi sia. Statemi tutti benone.
m.

lunedì, luglio 24, 2006

Ancora

La berta non era quella messa peggio (foto per tutti)
Dice, ancora che?
Ancora una laurea, ancora una festa, ancora spritz e ancora gente che sta male. Dove per gente si intende poi sempre la stessa persona. Che proprio non ce la fa a superare una festa senza un day after da tregenda.
Partiamo un po' più addietro, per far capire anche ai pochi assenti. Laurea della PiùGiovane, morosa, come noto, del Figlio di un Giudice. Il tutto si svolge nella grande casa di campagna che tutti conoscete, l'atmosfera è gentilmente offerta da Ghiri che procura 4 casse da 600 W, sufficienti a svegliare la vallata e infastidire i cinghiali dei paraggi. Il nettare lo offre la festeggiata ed è composto, per la gran parte, da fratello Spritz, nella versione ormai ampiamente collaudata che ormai tutti conoscete.
Se mi è concessa una parentesi, noi questo spritz lo dovremmo brevettare. Non ho ancora conosciuto qualcuno che lo schifi e, cosa piuttosto importante, spinge anche i bevitori meno abituali (e soprattutto le bevitrici meno abituali) oltre le abituali soglie di ebrezza. Si intuisce facilmente business clamoroso.
La festa parte bene ma si trasforma presto in una battaglia campale con feriti e contusi. Brevemente: uno si spacca un gomito per le scale, un altro perde l'uso di una mano perché qualche stronzo gli chiude le dita nella porta, qualcun'altra sfrombola per terra perché il machi di turno cerca di sollevarla senza avere il metro esatto delle proprie condizioni psicofisiche.
E poi c'è il padrone di casa.
Che si sveglia la mattina annunciando che non sta bene e che probabilmente vomiterà tutto il giorno. E, detto fatto, vomitata tutto il giorno fu. E fu sera e fu mattina. La festeggiata, quella, ricordiamolo, che avrebbe dovuto ridursi uno schifo, non può nemmeno recuperare in tranquillità dalla propria cassa. No. Le tocca passare la giornata al capezzale del povero infermo.
Per ora ho finito. Scusate ma passo in fretta e, a dirla tutta, non credo di essere nemmeno la persona più adatta a raccontare di questa festa. Non è che fossi, per così dire, al massimo della forma.
State benone.

giovedì, luglio 20, 2006

The blogger

Dice:
La mia lunga gavetta di chat mi aveva insegnato che Internet è una piazza che si bazzica anche, se non principalmente, con finalità di copula, o nella più ingenua delle ipotesi è un teatro dove tutti si imbellettano per sembrare un po' meglio. Il delfino venticinquenne di Milano è spesso un vecchietto di Caronno Pertusella, e l'ammaliante monsieur del sesso di Ventimiglia è facilmente un invalido di Trapani. Come questi baldi giovani siano alfine riusciti a trascinarmi nelle coltri del loro letto, rimane un mistero: l'ipotesi più accreditata sostiene che abbiano fatto leva su dei punti molli del mio narcisismo e che io abbia, naturalmente, abboccato.
Il luogo comune secondo il quale i blogger sono narcisisti è infatti assolutamente fondato: oltre ad essere io stessa un esempio da manuale del narcisismo globale, il tasso di narcisisti in cui sono incappata è di fatto pari al numero di blogger incontrati. Le persone che amano solo stesse sono spesso non pienamente ricambiate - da sé stesse, ovviamente - a causa della loro residua intelligenza, che gli fa capire che trascorrere la vita in libidinosa contemplazione del proprio ombelico è cosa contraria al giusto diritto delle genti. Ergo, sono dannate a piacersi e detestarsi, piacersi e detestarsi, piacersi e detestarsi in loop. Gli esiti possibili sono sostanzialmente due: quello monastico, nel quale prevale il senso critico, per cui la punizione e la mortificazione della carne diventano l'ultima frontiera del narcisismo; o quello edonistico, in cui si ottunde l'intelligenza a forza di sostanze chimiche, o di contrazione sul reality del momento, o di speculazioni filosofiche assolutamente infondate, e ci si masturba fino alla consunzione. Inutile che vi sto a dire che ho incontrato solo soggetti del secondo tipo. Segaioli persi.
Autrice del pezzo soprastante la pulsatilla che trovate linkabile qui a fianco.
Ora, pubblicità a parte, in quanto nanoblogger mi sento pure un po' chiamato in causa. E non mi ritrovo affatto nel ritratto di cui sopra.
Ma, non escludo possibilità alcuna e chiedo a voi un parere spassionato.

domenica, luglio 16, 2006

iComplimenti

A questo giro vi voglio fare piangere.
Eh già.
Non fate così, alzate i piedi e non rompete i coglioni.
Si parla ovviamente del fresco dottore. E occhei, iComplimenti per la laurea li avete già fatti. E' stato bravo, ha preso i suoi 5 punti di tesi e non ha mai detto "praticamente" durante la discussione.
Ma quella è già roba vecchia e poi alzi la mano chi non ha pensato ERA POI ORA, CHE SEI VECCHIO!.
Insomma, iComplimenti questa volta Woland (oddddio, la terza persona di Tomba e Vieri, sarà delirio di onnipotenza o semplice schizofrenia?) li vuole fare per la riuscita festa di laurea. Ho trovato quasi commovente questa grossa riunione di ex-giovani in spiaggia. Piacevole, in effetti, più che commovente. Quindi grazie al dottore, sul serio.
Ma non voglio raccontare la serata. Gli unici che potrebbero essere interessati erano presenti, dunque sanno benissimo come è andata. Ricordiamo solo qualche fotogramma, i primi che mi vengono in mente.
- Babbo e mamma sotto l'ombrellone. Il babbo studia a memoria l'inserto della gazza, ora potete chiedergli anche il nome di ogni singolo fotografo free-lance. Però è uno stronzo perché non ci ha comprato il gelato.
- Il presidente che arriva al tramonto dopo avere dispensato consigli e dritte sulla strada migliore. Si narra abbia fatto il tratto Bologna-Marina di Ravenna in 22 minuti e 35 secondi utilizzando una strada sotteranea che solo lui, suo padre e moggi conoscono. Poi pretende di parcheggiare sotto l'ombrellone e perde intorno alle 5 ore girando inutilmente avanti e indietro per il lungomare. Appena arrivato, sfodera un sorriso fintissimo e vuole convincere gli astanti di essere partito massimo un'oretta prima. Ridevano anche i gabbiani.
- Il dottore che finalmente molla un attimo quello stramaledetto freno a mano e decide di superare la fatidica soglia birra media - birra piccola - birretta piccolina. Si riduce in condizioni discretamente bieche e ricorda a tutti quanto può essere scassa coglioni quando beve. Se ne rende conto anche la Suzi che si pente subito di averlo fatto bere. Molto, molto bene.
- La collezione di buzze alcoliche bene in vista che strideva allegramente con lo spettacolo triste di una serie di palestrati noiosissimi accampati lì vicino. Bastava guardare le facce per capire che la birra rende molto più felici della panca e del bilancere. Anche perché se poi sei infisicato e depilato devi tenere sempre quella faccia da duro chestattiattentootirompoilculo. E non deve essere facile.
- Il barcellonese che sfregia con una ciabattata in faccia l'fdg. Se devo fare il difensore del Procione in tribunale mi presnto così: "Vostro onore, è la centosettantesima volta che capita.
Ci sarà un motivo, cazzo?!? Ho finito".
Mi fermo, sperando, sai mai, che qualcuno abbia altro da dire.
p.s.
se poi qualcuno ha foto pubblicabili, il mio indirizzo email lo avete, provvedo subito.