Io ho un blog!
Maremma cane, mi ero scordato.
mercoledì, marzo 18, 2009
mercoledì, marzo 04, 2009
Viva la vida (ma anche no)
E capita che io stia lì a frullare il mio bicchiere, attentissimo alle spiegazioni della sommelier professionista che cerca di convincermi che quel biancaccio senz'anima emani profumi di idrocarburi, mele renette e nocciole.
E nel mentre eccoti un vibrare insistito dalla tasca anteriore sinistra (aggettivi inutili a dimostrare che non ho carenze di lessico).
bzzzzzz - bzzzzzzz
E chi sarà mai a rompere i coglioni? (è quello che penso quando mi telefonate e ora lo sapete)
Numero sconosciuto, un cellulare.
Socmel.
E' la volta buona, me lo sento, mi cercano per un qualsiasi lavoro.
Appena ho finito di frullare ti richiamo amico che hai ricevuto il mio ricco e variegato curriculum vitae.
Sentori minerali, freschezza bla e parecchio altro bla
bzzzzzzz - bzzzzzzzz
E perlaputtana (sono un tipo che pensa fine come un duca, questo si era capito), ancora?
Ancora. Stesso numero. Questo tizio non sta più nella pelle, ha bisogno di me.
Dai, muoviamoci a ingurgitar 'sto schifo, sì va bene è giovane e beverino (come dire che fa schifo al cazzo). Con cosa lo berrei? Guardi a me fa vomitare il petto di pollo alla piastra per cui direi che, tanto per farmi del male fino in fondo, l'abbinamento sarebbe perfetto con dell'ottimo pollo merdo. C'ho preso? Lo sapevo, grande, ne so a pacchi! Possiamo andare ora, dai che devo richiamare il mio futuro datore di lavoro, cazzo!
Tu-tu-tu-tu
Occupato. Il tipo è uno pieno di impegni. Ma se stai chiamando un altro candidato ti brucio la casa. Così, in simpatia.
Tuuuuuuuu - tuuuuuuuuu
"Pronto?" (voce di vecchio, bene, i capi son tutti vecchi, non esistono capi giovani nel paese per vecchi merdi in cui vivo)
"Buonasera, sono Woland, ho ricevuto una chiamata da questo numero..."
...
"Pronto? Mi sente?"
"Da questo numero dice?"
"Sì, due chiamate per essere esatti, stavo facendo un colloquio di lavoro e non mi è stato possibile rispondere..."
"Guardi, mi deve essere partita una chiamata per errore, io non volevo chiamarla, mi scusi"
"Ah"
"Mi dispiace, buona serata"
"Niente, si figuri, buona impotenza"
E nel mentre eccoti un vibrare insistito dalla tasca anteriore sinistra (aggettivi inutili a dimostrare che non ho carenze di lessico).
bzzzzzz - bzzzzzzz
E chi sarà mai a rompere i coglioni? (è quello che penso quando mi telefonate e ora lo sapete)
Numero sconosciuto, un cellulare.
Socmel.
E' la volta buona, me lo sento, mi cercano per un qualsiasi lavoro.
Appena ho finito di frullare ti richiamo amico che hai ricevuto il mio ricco e variegato curriculum vitae.
Sentori minerali, freschezza bla e parecchio altro bla
bzzzzzzz - bzzzzzzzz
E perlaputtana (sono un tipo che pensa fine come un duca, questo si era capito), ancora?
Ancora. Stesso numero. Questo tizio non sta più nella pelle, ha bisogno di me.
Dai, muoviamoci a ingurgitar 'sto schifo, sì va bene è giovane e beverino (come dire che fa schifo al cazzo). Con cosa lo berrei? Guardi a me fa vomitare il petto di pollo alla piastra per cui direi che, tanto per farmi del male fino in fondo, l'abbinamento sarebbe perfetto con dell'ottimo pollo merdo. C'ho preso? Lo sapevo, grande, ne so a pacchi! Possiamo andare ora, dai che devo richiamare il mio futuro datore di lavoro, cazzo!
Tu-tu-tu-tu
Occupato. Il tipo è uno pieno di impegni. Ma se stai chiamando un altro candidato ti brucio la casa. Così, in simpatia.
Tuuuuuuuu - tuuuuuuuuu
"Pronto?" (voce di vecchio, bene, i capi son tutti vecchi, non esistono capi giovani nel paese per vecchi merdi in cui vivo)
"Buonasera, sono Woland, ho ricevuto una chiamata da questo numero..."
...
"Pronto? Mi sente?"
"Da questo numero dice?"
"Sì, due chiamate per essere esatti, stavo facendo un colloquio di lavoro e non mi è stato possibile rispondere..."
"Guardi, mi deve essere partita una chiamata per errore, io non volevo chiamarla, mi scusi"
"Ah"
"Mi dispiace, buona serata"
"Niente, si figuri, buona impotenza"
venerdì, febbraio 27, 2009
I bambini non sono tutti buoni
Sapete chi è questo?
No? Questo perché siete degli antiquati schifi. E soprattutto perché né Daria Bignardi né Maurizio Costronzo si sono ancora accorti di lui*.
Codesto pirlotto che gira in infradito ha scritto un libro che ha in copertina questa immagine (e solo per questo andrebbe consegnato a quel simpaticone di Gobbels per una delle sue grigliate).
Titolo del libro "Come parlare alle ragazze". Non "Come picchiare le mocciose". E nemmeno "Come incendiare scorregge".
No, questa faccia di cazzo stile mamma ho perso l'aereo sarebbe un enfant prodige e sarebbe dunque in grado di spiegare a coetanei, e non solo, come avvicinarsi all'altro sesso.
Io, che non sono affatto prevenuto e apprezzo quasi tutti i BEST SELLER!!!!!!!, accetto la possibilità che questo bamboccio sia un genio e abbia davvero qualcosa di interessante da raccontare. Leggo per esempio che quelli del mostriciattolo con la maglia della salute sotto la polo sono Consigli utili, semplici e diretti che, forse proprio per queste ragioni, hanno conquistato una grande fetta di pubblico.
E vediamone qualcuno allora:
"Devi sapere che le ragazze in genere l'hanno vinta quasi su tutto e sono più toste. Ricordatelo sempre e saprai come prenderle. Inoltre, se cerchi di avere troppe ragazze, scatenerai gelosie e potresti restare a mani vuote. E' senz'altro meglio puntare su una sola alla volta".
Uao
'Spe, che non è finita:
"Trovati amici fidati che non tentino di fregarti l'innamorata che, comunque, andrà conquistata solo ai tempi delle medie per evitare fidanzamenti troppo lunghi ed inevitabilmente faticosi".
Ora vado a comprarmi il libro di Cassano. Almeno lui ne ha trombate 6-700, due dritte migliori me le saprà dare.
*scommetto con voi che quando un qualsiasi geppo televisivo italiano presenterà questo ridicolo mostro del marketing userà le parole "altra metà del cielo" e "l'amore è un gioco da ragazzi".
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Se divento capo del mondo vedi te
giovedì, febbraio 26, 2009
martedì, febbraio 17, 2009
O uomo peloso col codino
O uomo peloso col codino (mica quello di baggio che già faceva vomitare i licaoni con la scabbia, mi riferisco a quella striscia di capelli tanto di moda nei peggiori bar di tirana una trentina di anni fa) e la catenina al collo,
come fu che ti venne la brillante idea?
Come ti passò per la brillante cervice, una volta appropinquatoti (si dirà? naaaa) alla celeste vasca piena di liquido trasparente dai più volgari definita "piscina"?
O uomo peloso col codino e la catenina, questo il quadro che ti si presentava, queste le possibilità a tua disposizione.
In acqua uno naviga placida una signora sulla quarantina, lente bracciate e la gran parte del lavoro lasciato all'abbondante apparato mammario, sufficiente se non al movimento, quanto meno a stare a galla.
In acqua due l'ex agonista in costume olimpionico, occhialini a specchio e cuffia con bandiera tedesca. Fisico affilato, spalle larghe, nuota lenta, poche bracciate che tagliano l'acqua senza sollevare uno schizzo bastano e avanzano.
In acqua quattro il tizio dei Right said Fred (quelli che cantavano I'm too sexy for my love). Indossa uno slippino rosa con una enorme scritta GA e tra una vasca e l'altra lancia occhiate al bagnino. In breve, dubito sia un fan della gnocca.
In acqua cinque sguazza una russa in bikini triangolato all'apparenza poco saldo. Niente occhialini, più sorrisi al bagnino (in una lotta con right said fred) che vasche, ogni tanto una controllata ai lacci che, malandrini, non fanno mica bene il loro dovere.
In acqua sei la super sportiva. Nuotatrice orribile, utilizza maschera, pinne, palette, tavoletta, pull boy e qualsiasi attrezzo esistente, fa più onde di un acquascooter. Però è capace di stare in acqua 3 ore e non si ferma mai.
Chi fosse in acqua tre lo immaginate facilmente.
Ora, o uomo peloso col codino e la catenina, tra tutte le possibilità che avevi, come stracazzo ti venne in mente?
Io dico, o uomo peloso col codino e la catenina, ce n'era per tutti i gusti, mi pare. O sbaglio?
Perché devi venire a piantarti con la tua stupida tavoletta e tutto quel pelo nella mia corsia?
Vabbè, l'ho cambiata poi io la corsia.
Però non lamentarti se non trombi, o uomo peloso col codino e la catenina.
come fu che ti venne la brillante idea?
Come ti passò per la brillante cervice, una volta appropinquatoti (si dirà? naaaa) alla celeste vasca piena di liquido trasparente dai più volgari definita "piscina"?
O uomo peloso col codino e la catenina, questo il quadro che ti si presentava, queste le possibilità a tua disposizione.
In acqua uno naviga placida una signora sulla quarantina, lente bracciate e la gran parte del lavoro lasciato all'abbondante apparato mammario, sufficiente se non al movimento, quanto meno a stare a galla.
In acqua due l'ex agonista in costume olimpionico, occhialini a specchio e cuffia con bandiera tedesca. Fisico affilato, spalle larghe, nuota lenta, poche bracciate che tagliano l'acqua senza sollevare uno schizzo bastano e avanzano.
In acqua quattro il tizio dei Right said Fred (quelli che cantavano I'm too sexy for my love). Indossa uno slippino rosa con una enorme scritta GA e tra una vasca e l'altra lancia occhiate al bagnino. In breve, dubito sia un fan della gnocca.
In acqua cinque sguazza una russa in bikini triangolato all'apparenza poco saldo. Niente occhialini, più sorrisi al bagnino (in una lotta con right said fred) che vasche, ogni tanto una controllata ai lacci che, malandrini, non fanno mica bene il loro dovere.
In acqua sei la super sportiva. Nuotatrice orribile, utilizza maschera, pinne, palette, tavoletta, pull boy e qualsiasi attrezzo esistente, fa più onde di un acquascooter. Però è capace di stare in acqua 3 ore e non si ferma mai.
Chi fosse in acqua tre lo immaginate facilmente.
Ora, o uomo peloso col codino e la catenina, tra tutte le possibilità che avevi, come stracazzo ti venne in mente?
Io dico, o uomo peloso col codino e la catenina, ce n'era per tutti i gusti, mi pare. O sbaglio?
Perché devi venire a piantarti con la tua stupida tavoletta e tutto quel pelo nella mia corsia?
Vabbè, l'ho cambiata poi io la corsia.
Però non lamentarti se non trombi, o uomo peloso col codino e la catenina.
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Hobby e sport,
Io
sabato, febbraio 14, 2009
Niente da dire edizione millemila
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Non so cosa scrivere
sabato, febbraio 07, 2009
U uoooooonts tu biiiiii de majooooooor
Alè, c'abbiamo più candidati sindaco noi che scimmie un programma di maria la filippa.
Vogliono tutti fare il sindaco.
C'abbiamo due prof universitari, l'ex commerciante (ed ex sindaco, rimasto celebre per colazioni importanti in piazza maggiore e per aver battuto ogni record di mangime per piccioni consumato), il pasticcere, il communista, quello ancora più commmunista (ma si può presentare una lista che si potrebbe leggere come "noi siamo più comunisti di loro"?), il fascista (perché se c'è il comunista, ci serve il fascista), un tizio che non ho ancora capito in nome di chi si presenta ma credo voglia prendere dei voti moderati (grande idea, innovativa soprattutto).
E poi c'abbiamo il grande imprenditore, l'uomo che non sbaglia un colpo, il vincente per eccellenza ma anche ex per eccellenza (ex presidente virtus, ex presidente bologna fc, ex mister motor show, viene il sospetto non abbia più una minchia da fare).
Il Cazzo, o il Cazzolone, come viene chiamato da queste bande Alfredo Cazzola, si è infine presentato.
Lui mira a tutti i voti. E' opposto al centrosinistra ma non vuole l'appoggio del centrodestra, è culo e camicia con le coop rosse ma lo stesso culo è stato lambito da berlusconiani e finiani.
Vabbè, fondamentalmente è uno che sa il fatto suo. Nel senso che sa esattamente quali sono i suoi interessi e come raggiungerli. La speranza, in caso di elezione del Cazzo, è che i nostri interessi coincidano con i suoi. Io, per star dalla parte dei bottoni, fossi in voi, comprerei qualche terreno dalle parte di Romilia, quella è tutta roba che torna buona tra qualche anno.
Il post nasce però da una splendida intervista che il Cazzo ha rilasciato oggi al Resto del Corriere di Bologna. Il Cazzo ci annuncia che quando vincerà (il giornalista è generoso, ha piazzato un "se" ma voi non ci credete, il Cazzo nell'intervista ha sicuramente detto "quando") rinuncerà al suo stipendio.
Non è mica finita.
Lo darà in beneficienza.
...
E a questo punto una persona normale porcona (voce del verbo porconare, non aggettivo accrescitivo grandemente porca), dà il giornale alle fiamme e richiede seduta stante la residenza a Calderara di Reno (ridente sobborgo alle spalle di Bologna) pur di non essere responsabile dell'eventuale elezione di cotanto ruffiano.
Io invece ormai mi sono abituato quasi a tutto, anche a leggere gli editoriali di Scalfari, perciò proseguo nella lettura.
Il Cazzo ci tiene a precisare che la sua non è demagogia (hai fatto bene a precisarlo, se me lo dici tu mi fido), è solo che ha guadagnato tanto in passato da non aver bisogno di quei soldi che saranno utili a qualche bisognoso.
Ti giunga sonoro e sentito il mio incessante "mavaffardeigrugni".
Non vi stancherò con ulteriori commenti sulla grettezza di un uomo che si bulla della sua ricchezza (tutta da dimostrare tra l'altro, questo ha venduto tutto e non esattamente a gente raccomandabile) e chiama un giornalista per annunciargli che farà beneficienza per 9mila euro al mese (i ricchi veri che fan beneficienza con quei soldi ci accendono i sigari, per la precisione).
Dico solo che piuttosto che questo individuo io voto anche il fascista o l'ex sindaco. Almeno so dove trovarlo (piazza maggiore, al bar).
Vogliono tutti fare il sindaco.
C'abbiamo due prof universitari, l'ex commerciante (ed ex sindaco, rimasto celebre per colazioni importanti in piazza maggiore e per aver battuto ogni record di mangime per piccioni consumato), il pasticcere, il communista, quello ancora più commmunista (ma si può presentare una lista che si potrebbe leggere come "noi siamo più comunisti di loro"?), il fascista (perché se c'è il comunista, ci serve il fascista), un tizio che non ho ancora capito in nome di chi si presenta ma credo voglia prendere dei voti moderati (grande idea, innovativa soprattutto).
E poi c'abbiamo il grande imprenditore, l'uomo che non sbaglia un colpo, il vincente per eccellenza ma anche ex per eccellenza (ex presidente virtus, ex presidente bologna fc, ex mister motor show, viene il sospetto non abbia più una minchia da fare).
Il Cazzo, o il Cazzolone, come viene chiamato da queste bande Alfredo Cazzola, si è infine presentato.
Lui mira a tutti i voti. E' opposto al centrosinistra ma non vuole l'appoggio del centrodestra, è culo e camicia con le coop rosse ma lo stesso culo è stato lambito da berlusconiani e finiani.
Vabbè, fondamentalmente è uno che sa il fatto suo. Nel senso che sa esattamente quali sono i suoi interessi e come raggiungerli. La speranza, in caso di elezione del Cazzo, è che i nostri interessi coincidano con i suoi. Io, per star dalla parte dei bottoni, fossi in voi, comprerei qualche terreno dalle parte di Romilia, quella è tutta roba che torna buona tra qualche anno.
Il post nasce però da una splendida intervista che il Cazzo ha rilasciato oggi al Resto del Corriere di Bologna. Il Cazzo ci annuncia che quando vincerà (il giornalista è generoso, ha piazzato un "se" ma voi non ci credete, il Cazzo nell'intervista ha sicuramente detto "quando") rinuncerà al suo stipendio.
Non è mica finita.
Lo darà in beneficienza.
...
E a questo punto una persona normale porcona (voce del verbo porconare, non aggettivo accrescitivo grandemente porca), dà il giornale alle fiamme e richiede seduta stante la residenza a Calderara di Reno (ridente sobborgo alle spalle di Bologna) pur di non essere responsabile dell'eventuale elezione di cotanto ruffiano.
Io invece ormai mi sono abituato quasi a tutto, anche a leggere gli editoriali di Scalfari, perciò proseguo nella lettura.
Il Cazzo ci tiene a precisare che la sua non è demagogia (hai fatto bene a precisarlo, se me lo dici tu mi fido), è solo che ha guadagnato tanto in passato da non aver bisogno di quei soldi che saranno utili a qualche bisognoso.
Ti giunga sonoro e sentito il mio incessante "mavaffardeigrugni".
Non vi stancherò con ulteriori commenti sulla grettezza di un uomo che si bulla della sua ricchezza (tutta da dimostrare tra l'altro, questo ha venduto tutto e non esattamente a gente raccomandabile) e chiama un giornalista per annunciargli che farà beneficienza per 9mila euro al mese (i ricchi veri che fan beneficienza con quei soldi ci accendono i sigari, per la precisione).
Dico solo che piuttosto che questo individuo io voto anche il fascista o l'ex sindaco. Almeno so dove trovarlo (piazza maggiore, al bar).
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Bononia,
Ma politicamente te come ti poni?
mercoledì, febbraio 04, 2009
Il meraviglioso mondo di quack (puntata due)
Ci sono grandi novità nel mondo delle iene.
Le alleanze non esistono.
Eh, lo so che vi avevo detto che si creano gruppi contrapposti.
Continuano a crearsi ma sono gruppi estremamente liquidi. Cambiano posizione, gli elementi si spostano e anche le coppie che si pensava fossero fisse si scoprono fragili. Non ci sono punti in comune che tengano, la pugnalata può arrivare da qualsiasi direzione.
Il tutto ovviamente non significa che ci siano litigi. Perché la cosa snervante è che le iene non litigano mai. Il grado di astio per un'avversaria si riconosce solo per il numero di vocali ultilizzate.
"Ciao, come stai oggi bellissima? Tutto ok?"
Significa solo che l'altra è una puttana.
"Ciaaaaaaaaaaooooooo, stai benissimooo oooooooggi!"
Significa probabilmente che l'altra sta rischiando la vita. Per esempio i due baci che seguono, (smaaaaack, smaaaaaack), potrebbero contenere un veleno potentissimo che la prima iena si è abituata a portare sulle labbra in anni di addestramento, partendo da piccole dosi. Era certa prima o poi le sarebbe stato utile quel trucco e a te potrebbe improvvisamente apparire più chiaro dove diavolo era finita quella stagista gnocca, scomparsa all'improvviso.
In tutto questo il maschio senza potere (lo ripeto, senza potere) ha più o meno il ruolo dell'ippopotamo. E' lì che bruca schifezze sul fondo di uno stagno merdo. Nessuno lo vede come una minaccia, nessuno lo disturba.
Le alleanze non esistono.
Eh, lo so che vi avevo detto che si creano gruppi contrapposti.
Continuano a crearsi ma sono gruppi estremamente liquidi. Cambiano posizione, gli elementi si spostano e anche le coppie che si pensava fossero fisse si scoprono fragili. Non ci sono punti in comune che tengano, la pugnalata può arrivare da qualsiasi direzione.
Il tutto ovviamente non significa che ci siano litigi. Perché la cosa snervante è che le iene non litigano mai. Il grado di astio per un'avversaria si riconosce solo per il numero di vocali ultilizzate.
"Ciao, come stai oggi bellissima? Tutto ok?"
Significa solo che l'altra è una puttana.
"Ciaaaaaaaaaaooooooo, stai benissimooo oooooooggi!"
Significa probabilmente che l'altra sta rischiando la vita. Per esempio i due baci che seguono, (smaaaaack, smaaaaaack), potrebbero contenere un veleno potentissimo che la prima iena si è abituata a portare sulle labbra in anni di addestramento, partendo da piccole dosi. Era certa prima o poi le sarebbe stato utile quel trucco e a te potrebbe improvvisamente apparire più chiaro dove diavolo era finita quella stagista gnocca, scomparsa all'improvviso.
In tutto questo il maschio senza potere (lo ripeto, senza potere) ha più o meno il ruolo dell'ippopotamo. E' lì che bruca schifezze sul fondo di uno stagno merdo. Nessuno lo vede come una minaccia, nessuno lo disturba.
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Ascensore e lavoro
lunedì, febbraio 02, 2009
Torno subito
All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy.
All work and no wine makes woland a dull boy.
All work and no wine makes woland a dull boy.
All work and no wine makes woland a dull boy.
All work and no wine makes woland a dull boy.
All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy.
All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy.
All work and no wine makes woland a dull boy.
All work and no wine makes woland a dull boy.
All work and no wine makes woland a dull boy.
All work and no wine makes woland a dull boy.
All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy.
All work and no wine makes woland a dull boy. All work and no wine makes woland a dull boy.
giovedì, gennaio 22, 2009
Un dubbio può assalire
Che lavorassi in un ufficio occupato da sole donne, direttore a parte, credo di averlo già detto.
Dove lavoro ora è tutto diverso.
Sono tutte donne a parte l'amministratore delegato.
C'è il vantaggio non indifferente che queste sono giovani.
Il vantaggio è che sono nettamente più interessanti, lo svantaggio è che sono parecchio più sveglie.
Per farvi capire dovete immaginare un branco di iene (per piacere non fate polemica sulla scelta dell'animale. Ne avrei potuto scegliere un altro, l'esempio funziona con qualsiasi bestia). Delle vecchie iene tendono ad avere sporadici e poco convinti scazzi. Non brillando per iniziativa, tenderanno a limitarsi all'invettiva (mezzacit).
Un branco di iene giovani invece crea una specie di universo parallelo fatto di piccole fazioni contrapposte, in genere guidate da una femmina dominante che usa altre femmine per sopraffare ulteriori femmine che potrebbero essere dominanti quanto loro. I motivi di lotta sono i più vari, determinante è il tono dei ruggiti, pardon di voce, adottato.
Una stessa cosa la si può chiedere con molti toni di voce diversi, sfumature che solo l'orecchio femminile percepisce. La femmina sa che quella, chiedendo quella cosa in quel modo, sta significando qualcosa di preciso e dettagliato. "E' arrivato il corriere, qualcuno può scendere a dare una mano" significa ad esempio "Maledette puttane, la piantate di non fare un cazzo tutto il giorno, vi ho viste tanto che ci provate con l'ad e ieri a pranzo avete anche tentato si scaricarmi in un angolo del tavolo e poi con quel commerciale carino ci dovevo parlare io e almeno andate da un parrucchiere decente che siete conciate da fare vomitare e per carità quel rossetto al mattino dove credi di essere sui viali tanto nessuno la prenderà mai a te che fai schifo e mi odi ma io più di te e non sai con chi stai facendo la furba".
Più o meno.
La comunicazione tra femmine alleate avviene per lo più tramite mezzi non verbali. Occhiate, movimento delle sopracciglia, porte sbattute, rumore di tacchi, colpi di tosse, risate. Tutto è codificato ma non comprensibile all'esterno. Oggi ho contato le volte in cui ho chiesto "eh?". 27. Pensavo parlassero con me, cazzo! O almeno, anche con me. Macchè.
C'è una guerra in atto e io non ho parte. Divento, saltuariamente, uno strumento. Che ne so "vieni con noi a fumare una sigaretta?"
Seguono atti di panico. Vorranno fumare o è una prova? Se vado a fumare faccio un torto gravissimo a qualcuno che non va a fumare? E, soprattutto, stanno parlando con me?
Per il resto tutto bene, grazie.
Ah, dimenticavo il dubbio del titolo. Ma farò mica un lavoro da fià?
ps
si scherza eh, sono adorabili
Dove lavoro ora è tutto diverso.
Sono tutte donne a parte l'amministratore delegato.
C'è il vantaggio non indifferente che queste sono giovani.
Il vantaggio è che sono nettamente più interessanti, lo svantaggio è che sono parecchio più sveglie.
Per farvi capire dovete immaginare un branco di iene (per piacere non fate polemica sulla scelta dell'animale. Ne avrei potuto scegliere un altro, l'esempio funziona con qualsiasi bestia). Delle vecchie iene tendono ad avere sporadici e poco convinti scazzi. Non brillando per iniziativa, tenderanno a limitarsi all'invettiva (mezzacit).
Un branco di iene giovani invece crea una specie di universo parallelo fatto di piccole fazioni contrapposte, in genere guidate da una femmina dominante che usa altre femmine per sopraffare ulteriori femmine che potrebbero essere dominanti quanto loro. I motivi di lotta sono i più vari, determinante è il tono dei ruggiti, pardon di voce, adottato.
Una stessa cosa la si può chiedere con molti toni di voce diversi, sfumature che solo l'orecchio femminile percepisce. La femmina sa che quella, chiedendo quella cosa in quel modo, sta significando qualcosa di preciso e dettagliato. "E' arrivato il corriere, qualcuno può scendere a dare una mano" significa ad esempio "Maledette puttane, la piantate di non fare un cazzo tutto il giorno, vi ho viste tanto che ci provate con l'ad e ieri a pranzo avete anche tentato si scaricarmi in un angolo del tavolo e poi con quel commerciale carino ci dovevo parlare io e almeno andate da un parrucchiere decente che siete conciate da fare vomitare e per carità quel rossetto al mattino dove credi di essere sui viali tanto nessuno la prenderà mai a te che fai schifo e mi odi ma io più di te e non sai con chi stai facendo la furba".
Più o meno.
La comunicazione tra femmine alleate avviene per lo più tramite mezzi non verbali. Occhiate, movimento delle sopracciglia, porte sbattute, rumore di tacchi, colpi di tosse, risate. Tutto è codificato ma non comprensibile all'esterno. Oggi ho contato le volte in cui ho chiesto "eh?". 27. Pensavo parlassero con me, cazzo! O almeno, anche con me. Macchè.
C'è una guerra in atto e io non ho parte. Divento, saltuariamente, uno strumento. Che ne so "vieni con noi a fumare una sigaretta?"
Seguono atti di panico. Vorranno fumare o è una prova? Se vado a fumare faccio un torto gravissimo a qualcuno che non va a fumare? E, soprattutto, stanno parlando con me?
Per il resto tutto bene, grazie.
Ah, dimenticavo il dubbio del titolo. Ma farò mica un lavoro da fià?
ps
si scherza eh, sono adorabili
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Ascensore e lavoro
sabato, gennaio 17, 2009
L’82 per cento dei professori ordinari, nell'Università italiana hanno più di 50 anni.
Il 45 per cento ha più di 60 anni.
Il 24 per cento ne ha oltre 65.
Il decreto legge 503/1992 permette ai docenti di rimanere in servizio sino a 72 anni.
Un lavoratore normale va in pensione a 65 anni.
Un docente universitario di 65 anni costa in media 120mila euro l'anno.
Per 7 anni siamo sugli 840mila euro.
Con questa cifra si potrebbero pagare 28 ricercatori per un anno o, se si preferisce, un ricercatore per 28 anni.
(Fonte: lavoce.info)
(Video)commento mio: Dovete leggere la bibbia profii
Saltando di palma in frasca come un lemure, mi chiedevo, ma Will Smith, quanto è pirla?
Gli attori americani han sto colpo di cercare di fare film d'autore con registi fighi, quasi gratis. Che ne so, alcuni scelgono Soderbergh, altri pescano burton, altri ancora jarmush, i più fessi la salma rincoglionita di woody allen. Il meccanismo sarebbe, faccio un sacco di cagate con cui guadagno millemilamilioni di dollari, poi ogni tanto dimostro a tutti che sono anche un attore coi controcazzi.
Ecco, secondo voi a lui come sarà venuto in mente di affidarsi a Muccino? No davvero, guarda che se sei uno dei due o tre più pagati del mondo, devi proprio sforzarti per non trovare niente di meglio di Muccino.
E' un po' come se si fosse messo con Britney Spears.
O come se avesse scelto Susanna Tamaro per scrivere la propria autobiografia.
Ultimo salto, tornando sulla palma.
Ho capito bene, il nuovissssssssimo disco di Luca Carboni, il prodotto di qualcosa come 23 anni di lavoro, è una raccolta di cover?
Ahahahahah.
Il 45 per cento ha più di 60 anni.
Il 24 per cento ne ha oltre 65.
Il decreto legge 503/1992 permette ai docenti di rimanere in servizio sino a 72 anni.
Un lavoratore normale va in pensione a 65 anni.
Un docente universitario di 65 anni costa in media 120mila euro l'anno.
Per 7 anni siamo sugli 840mila euro.
Con questa cifra si potrebbero pagare 28 ricercatori per un anno o, se si preferisce, un ricercatore per 28 anni.
(Fonte: lavoce.info)
(Video)commento mio: Dovete leggere la bibbia profii
Saltando di palma in frasca come un lemure, mi chiedevo, ma Will Smith, quanto è pirla?
Gli attori americani han sto colpo di cercare di fare film d'autore con registi fighi, quasi gratis. Che ne so, alcuni scelgono Soderbergh, altri pescano burton, altri ancora jarmush, i più fessi la salma rincoglionita di woody allen. Il meccanismo sarebbe, faccio un sacco di cagate con cui guadagno millemilamilioni di dollari, poi ogni tanto dimostro a tutti che sono anche un attore coi controcazzi.
Ecco, secondo voi a lui come sarà venuto in mente di affidarsi a Muccino? No davvero, guarda che se sei uno dei due o tre più pagati del mondo, devi proprio sforzarti per non trovare niente di meglio di Muccino.
E' un po' come se si fosse messo con Britney Spears.
O come se avesse scelto Susanna Tamaro per scrivere la propria autobiografia.
Ultimo salto, tornando sulla palma.
Ho capito bene, il nuovissssssssimo disco di Luca Carboni, il prodotto di qualcosa come 23 anni di lavoro, è una raccolta di cover?
Ahahahahah.
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Se divento capo del mondo vedi te
mercoledì, gennaio 14, 2009
Più calma ancora, non c'ho tempo
C'ho il blog in caduta libera.
Ma non c'ho nemmeno tempo, che mi fanno uscire dal lavoro nuovo tardi.
Quindi calma.
Tanto il 2 febbraio son di nuovo a piedi.
Buffo eh?
Lavori spot e non ti annoi mai.
Provare per credere.
Una cosa però la voglio dire. Io qui son sprecato. Oggi ho scoperto che chi ha l'anulare più lungo dell'indice è rimasto immerso nel testosterone più a lungo degli altri quando se la gubbiava alla grande per quei 9 mesi nella panza della signora mamma.
Secondo la stessa teoria, con tutto il testosterone a mia disposizione io dovrei giocare in borsa. Perché chi testosterona guadagna di più, è dimostrato eh. Sarei una magata di broker, per capirci. E invece sto qui, a perdere tempo con voialtri. Non so se l'hai presa.
E un'altra cosa.
Ah, c'è Amelie in tivi. Mi sa che son vecchio, mmi affeziono ai film come mio padre.
Ma non c'ho nemmeno tempo, che mi fanno uscire dal lavoro nuovo tardi.
Quindi calma.
Tanto il 2 febbraio son di nuovo a piedi.
Buffo eh?
Lavori spot e non ti annoi mai.
Provare per credere.
Una cosa però la voglio dire. Io qui son sprecato. Oggi ho scoperto che chi ha l'anulare più lungo dell'indice è rimasto immerso nel testosterone più a lungo degli altri quando se la gubbiava alla grande per quei 9 mesi nella panza della signora mamma.
Secondo la stessa teoria, con tutto il testosterone a mia disposizione io dovrei giocare in borsa. Perché chi testosterona guadagna di più, è dimostrato eh. Sarei una magata di broker, per capirci. E invece sto qui, a perdere tempo con voialtri. Non so se l'hai presa.
E un'altra cosa.
Ah, c'è Amelie in tivi. Mi sa che son vecchio, mmi affeziono ai film come mio padre.
giovedì, gennaio 08, 2009
Calma, è neve, non l'undicesima piaga d'egitto
Scene di autentico panico al cadere dei primi 7 fiocchi stagionali.
Si segnalano automobilisti impazziti, chiamate al pronto intervento e terrore vero, simile solo a quello dei Galli prima che il cielo cadesse loro sulla testa.
Le autorità locali invitano a mantenere la calma, pare non ci siano vittime e pare che quella roba bianca caduta dal cielo non sia un attacco batteriologico di al qaeda. Per capirci, se vi cascano in testa, non morite. Sembra incredibile ma è così.
Avvistato nel pomeriggio di ieri un soggetto con ai piedi i moon boot. L'intrepido aveva forse in programma di scalare il Monte Rosa ma, per il momento, si trovava a una fermata dell'autobus in via Rizzoli.
Per chi non lo sapessi via Rizzoli è un delle vie più centrali di Bologna, alle 18 di ieri la neve visibile si aggirava intorno agli 0,2 cm e possenti trattori erano già all'opera da un paio d'ore per far sparire ogni traccia di poesia bianca.
Sempre per chi non lo sapesse, bologna vanta 38 chilometri di portici nel solo centro storico.
Di seguito un elenco di cose che mi sembrano utili più o meno quanto i moon boot ieri a Bologna:
- un paio di pinna in mano a uno sherpa
- un woolrich in mano a un beduino in agosto
- il latte in polvere nel sahara
- un cane da tartufo in antartide
- un paio di occhiali da sole di gucci in finlandia, in gennaio
- la morosa in un bordello
- del lambrusco a montalcino
- una laurea in scienze della comunicazione, in qualsiasi situazione
La lista è in costante aggiornamento e avete facoltà di dire la vostra.
lunedì, dicembre 29, 2008
Bononia, brizzi e "quella non di bologna"
Cappello: il post si sviluppa in maniera anomala e molto poco sensata, accompagnabile da un vino dolce e vellutato come il Recioto della Valpolicella o da un pezzo dei Fratellis.
Mi son letto in un paio di serate l'ultimo lavoro di Enrico Brizzi, e mi son divertito un mucchio. Ma vabbè, faccio poco testo, io quando parla lui mi sembra di leggere me stesso, se si esclude la passione calcistica e parecchio ultras che lo distingue.
Comunque, non volevo parlare del libro, ma della città. Partendo da alcune righe del Brizzi:
"...E neppure ci passa per la testa di considerare ancora la più piccola delle aree metropolitane della nazione come un paesone: per quanto un secolo fa ci siamo affannati a buttare giù le mura, la cui presenza ha costituito storicamente il vero discrimine fra paese e città, nei paesi ci si aiuta a vicenda, e da un po' di tempo a Bologna sembrano tutti troppo egoisti o indaffarati per dedicarsi davvero ad ascoltare gli altri"
La frase, tanto vera quanto originale nel ribaltare la valenza del classico "paesone" attribuito alla turrita, mi ha ricordato uno scambio avuto con una bolognese d'adozione.
"Ma quand'è che sarò bolognese io?"
Si chiedeva.
"Sarò sempre quella 'non di bologna'?"
"Perché venendo dal nord non sono nemmeno una fuorisede", ha aggiunto.
La ragazza ha perfettamente ragione.
Quand'è che la finiamo con questo rassismo tutto bolognese che ci contraddistingue? Non ve la prendete subito, lo so, noi non siamo razzisti. Infatti io ho detto che siamo rassisti. Ci piace distinguerci, siamo sempre lì a far la gara a chi ha più stellette a forma di tortellino (in brodo, cazzo!). Uno può pure sapere cos'è il rusco, può dare il tiro, può capire lo scambio demenziale "altro?" "altro!" e nonostante ciò noi staremo lì a far la punta.
Quante zeta ed esse c'hai nel cognome? Ahi ahi ahi, con quella e in fonda non me la conti mica giusta te!
Ma basta, dai! Siamo ridicoli! E pure un filo arroganti, ora che non primeggiamo quasi più in niente. Tanto più che quando noi bolognesi andiamo a fare il gioco dei cognomi, tre/quarti di nobiltà non li ha quasi nessuno (e ci sarà un motivo, forse all'epoca dei babbi e dei babbi dei babbi la città attirava di più). E chi li ha non è affatto detto conosca o viva la città più o meglio di chi ancora la chiama bòlogna.
Ormai la percentuale di studenti che arrivano, si innamorano e si fermano è in picchiata, almeno quei pochi, fate i bravi, teniamoli stretti.
Mi son letto in un paio di serate l'ultimo lavoro di Enrico Brizzi, e mi son divertito un mucchio. Ma vabbè, faccio poco testo, io quando parla lui mi sembra di leggere me stesso, se si esclude la passione calcistica e parecchio ultras che lo distingue.
Comunque, non volevo parlare del libro, ma della città. Partendo da alcune righe del Brizzi:
"...E neppure ci passa per la testa di considerare ancora la più piccola delle aree metropolitane della nazione come un paesone: per quanto un secolo fa ci siamo affannati a buttare giù le mura, la cui presenza ha costituito storicamente il vero discrimine fra paese e città, nei paesi ci si aiuta a vicenda, e da un po' di tempo a Bologna sembrano tutti troppo egoisti o indaffarati per dedicarsi davvero ad ascoltare gli altri"
La frase, tanto vera quanto originale nel ribaltare la valenza del classico "paesone" attribuito alla turrita, mi ha ricordato uno scambio avuto con una bolognese d'adozione.
"Ma quand'è che sarò bolognese io?"
Si chiedeva.
"Sarò sempre quella 'non di bologna'?"
"Perché venendo dal nord non sono nemmeno una fuorisede", ha aggiunto.
La ragazza ha perfettamente ragione.
Quand'è che la finiamo con questo rassismo tutto bolognese che ci contraddistingue? Non ve la prendete subito, lo so, noi non siamo razzisti. Infatti io ho detto che siamo rassisti. Ci piace distinguerci, siamo sempre lì a far la gara a chi ha più stellette a forma di tortellino (in brodo, cazzo!). Uno può pure sapere cos'è il rusco, può dare il tiro, può capire lo scambio demenziale "altro?" "altro!" e nonostante ciò noi staremo lì a far la punta.
Quante zeta ed esse c'hai nel cognome? Ahi ahi ahi, con quella e in fonda non me la conti mica giusta te!
Ma basta, dai! Siamo ridicoli! E pure un filo arroganti, ora che non primeggiamo quasi più in niente. Tanto più che quando noi bolognesi andiamo a fare il gioco dei cognomi, tre/quarti di nobiltà non li ha quasi nessuno (e ci sarà un motivo, forse all'epoca dei babbi e dei babbi dei babbi la città attirava di più). E chi li ha non è affatto detto conosca o viva la città più o meglio di chi ancora la chiama bòlogna.
Ormai la percentuale di studenti che arrivano, si innamorano e si fermano è in picchiata, almeno quei pochi, fate i bravi, teniamoli stretti.
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Blogghing,
Bononia,
Vi insegno a blablablavivere
venerdì, dicembre 26, 2008
Il contronatale
Il web pulllllula di post sul natale.
E' straordinario.
Il 90% di coloro che hanno un facebook profile, un blog, un tumblr, uno squirt o altro, in questi giorni stramaledicono (o stramalediscono) il natale.
Ne ho dedotto ci fosse ormai una gran fetta di italioti affrancati da questa festa obsoleta.
Per questo, fiducioso, il giorno di natale sono uscito con un paio di altri temerari, convinti di poterci fare, che so, una boccia di cabernet franc, una partita a stecca, una cioccolata in tazza corretta.
Macchè.
Tutto chiuso.
E per strada ci saran state quattro persone.
Non c'erano nemmeno artisti di strada.
Anzi no, uno c'era ma faceva schifo. Gli abbiamo dato qualche euro giusto perché il freddo era becco e almeno lui dimostrava la sua superiorità rispetto al natale lavorando.
Ma tutti gli altri dove cazzo erano?
Tutti questi disprezzatori di tradizioni folcloriche superate, dove stavano?
Ve lo dico io, mangiavano come maiali quintali di tortellini, arrosti e dolci, scartavano regali scacciacrisi, giocavano al mercante in fiera intorno all'albero. E intanto postavano sui loro profili di facebook il loro disprezzo per il natale con l'Iphone regalato loro dalla zia, di nascosto, sotto il tavolo, con la bocca piena di cioccolatini fiat.
"Vercingetorige non ne può [gnamgnam] più di questo schifo [burp] di natale"
Vigliacchi. Uscite, lavorate, servitemi da bere.
E' straordinario.
Il 90% di coloro che hanno un facebook profile, un blog, un tumblr, uno squirt o altro, in questi giorni stramaledicono (o stramalediscono) il natale.
Ne ho dedotto ci fosse ormai una gran fetta di italioti affrancati da questa festa obsoleta.
Per questo, fiducioso, il giorno di natale sono uscito con un paio di altri temerari, convinti di poterci fare, che so, una boccia di cabernet franc, una partita a stecca, una cioccolata in tazza corretta.
Macchè.
Tutto chiuso.
E per strada ci saran state quattro persone.
Non c'erano nemmeno artisti di strada.
Anzi no, uno c'era ma faceva schifo. Gli abbiamo dato qualche euro giusto perché il freddo era becco e almeno lui dimostrava la sua superiorità rispetto al natale lavorando.
Ma tutti gli altri dove cazzo erano?
Tutti questi disprezzatori di tradizioni folcloriche superate, dove stavano?
Ve lo dico io, mangiavano come maiali quintali di tortellini, arrosti e dolci, scartavano regali scacciacrisi, giocavano al mercante in fiera intorno all'albero. E intanto postavano sui loro profili di facebook il loro disprezzo per il natale con l'Iphone regalato loro dalla zia, di nascosto, sotto il tavolo, con la bocca piena di cioccolatini fiat.
"Vercingetorige non ne può [gnamgnam] più di questo schifo [burp] di natale"
Vigliacchi. Uscite, lavorate, servitemi da bere.
martedì, dicembre 23, 2008
lunedì, dicembre 22, 2008
Non ti si può sentire
"Ma non c'era la crisi? Sarà, io ho fatto un'ora di fila in un negozio ieri..."
Hai fatto la fila perché il negoziante ha risparmiato sui commessi, stronzo.
"Ma non c'era la crisi? In centro è pieno di gente che non fa un cazzo..."
Son tutti disoccupati, stronzo.
"Ma non c'era la crisi? Io ieri non sono riuscito a entrare in pizzeria..."
E' che tutti quelli che andavano al pappagallo, da rodrigo e al diana adesso vanno in pizzeria, stronzo.
"Ma non c'era la crisi? Quella gente lì che beve e ride non mi sembra preoccupata..."
Sono miei amici e li sto raggiungendo, stronzo. Ridiamo e beviamo per dimenticarci la gente "sgamata" e furba come te.
ps che come sempre non centra niente con la prima parte
comunicazione di servizio per le donne:
i costumi da bagno a contatto con il cloro tendono a perdere sostanza.
il risultato è la sostanziale trasparenza.
sapevatelo su rieduchescional ciannel.
Hai fatto la fila perché il negoziante ha risparmiato sui commessi, stronzo.
"Ma non c'era la crisi? In centro è pieno di gente che non fa un cazzo..."
Son tutti disoccupati, stronzo.
"Ma non c'era la crisi? Io ieri non sono riuscito a entrare in pizzeria..."
E' che tutti quelli che andavano al pappagallo, da rodrigo e al diana adesso vanno in pizzeria, stronzo.
"Ma non c'era la crisi? Quella gente lì che beve e ride non mi sembra preoccupata..."
Sono miei amici e li sto raggiungendo, stronzo. Ridiamo e beviamo per dimenticarci la gente "sgamata" e furba come te.
ps che come sempre non centra niente con la prima parte
comunicazione di servizio per le donne:
i costumi da bagno a contatto con il cloro tendono a perdere sostanza.
il risultato è la sostanziale trasparenza.
sapevatelo su rieduchescional ciannel.
domenica, dicembre 21, 2008
Lo ammetto, non so che caspita scrivere
Però ho trovato due belle metafore della vita.
Anche questo non è male
Anche questo non è male
lunedì, dicembre 08, 2008
Cèllacrisi ma noi non ci lasciamo abbattere e proseguiamo a dire delle cazzate
"Studio inglese. Dagli uccelli fino all'uomo, pene più piccolo, ermafroditismo, sterilità crescente. E la colpa è dell'inquinamento".
commento di tutte le donne in coro: sì, adesso è colpa dell'inquinamento.
"Halle Berry: 'Kate e' straordinaria - ha detto -. Recita nuda o seduta sul water sempre senza il minimo imbarazzo. E' cosi' libera. Mi piacerebbe molto essere quel tipo di attrice che, proprio come lei, vive perfettamente a suo agio con il proprio corpo'"


commento della Winslet: Che fa questa, prende per il culo?
"Una prima sottotono: fischi alla Scala. Dalla platea 8 minuti di applausi; il loggione contesta. Protestano lavoratori e studenti. In sala ministri e capi di Stato. Cena di gala per 850"
commento mio: ma seriamente, a chi frega della prima alla scala?
commento di tutte le donne in coro: sì, adesso è colpa dell'inquinamento.
"Halle Berry: 'Kate e' straordinaria - ha detto -. Recita nuda o seduta sul water sempre senza il minimo imbarazzo. E' cosi' libera. Mi piacerebbe molto essere quel tipo di attrice che, proprio come lei, vive perfettamente a suo agio con il proprio corpo'"
commento della Winslet: Che fa questa, prende per il culo?
"Una prima sottotono: fischi alla Scala. Dalla platea 8 minuti di applausi; il loggione contesta. Protestano lavoratori e studenti. In sala ministri e capi di Stato. Cena di gala per 850"
commento mio: ma seriamente, a chi frega della prima alla scala?
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Non so cosa scrivere
mercoledì, dicembre 03, 2008
Il gusto pieno della vita
Allora, già è un periodo di merda.
C'è la crisi, è freddo, il conto in banca scende lesto che manco bolt (Usain, non quel cane di merda della disney).
Mi spiegate cosa ho fatto di male per sorbirmi anche Enrico Ruggeri?
Io vorrei sapere chi lo ha riesumato sto tizio con la voce solo un pochino impostata. Praticamente è Slot dei goonnies con l'espressività di monica bellucci e la simpatia di Vittorio Sgarbi.
E qualche fenomeno ha pensato bene di affidargli, qualche anno fa, la trasmissione Il Bivio. Ispirata a sliding doors, l'idea credo fosse quella di supporre cosa sarebbe accaduto nella vita di tizio o di caio (ma più di tizio, a naso) se un determinato fatto sconvolgente non fosse accaduto.
E già è un'idea di merda, diciamolo.
L'ottimo ha poi trasformato la baracca in una specie di centro recupero per freak di vario genere, con una spiccata predilezione per attori porno, donne rifatte e, soprattutto, transessuali. Il tutto col tono serioso di chi parla del genocidio di tutsi in Rwanda e con l'effetto tutto particolare di convincere qualsiasi spettatore che il caso b, quello mai accaduto, non sarebbe mai potuto essere tanto merdoso quanto la vita di 'sti fenomeni da baraccone (quelli nella trasmissione, non i trans in generale, sia chiaro).
Quest'anno il nostro ritorna con una nuova splendida trasmissione che si svolge all'interno di un gabbiotto di vetro in centro a milano (e la domanda sorge spontanea, why cazzo, why?). Il titolo è "Quello che le donne non dicono". Cito la descrizione fornia da Mediaset:
Enrico Ruggeri, autore dei celebri versi della canzone "Quello che le donne non dicono" da cui trae il titolo il nuovo programma di Italia 1, porta la sua sensibilità e conoscenza dell'universo femminile in questa nuova avventura televisiva che vede protagoniste assolute le donne.
Assolute.
Non so se mi spiego.
Protagonista dell'unica puntata da me scorsa: Maurizia Paradiso.
Ah, canta pure lo spot dell'amaro averna. Il guooooosto pieoooono deooolllaaa viootaaaaaa. Mavaffanculova.
C'è la crisi, è freddo, il conto in banca scende lesto che manco bolt (Usain, non quel cane di merda della disney).
Mi spiegate cosa ho fatto di male per sorbirmi anche Enrico Ruggeri?
Io vorrei sapere chi lo ha riesumato sto tizio con la voce solo un pochino impostata. Praticamente è Slot dei goonnies con l'espressività di monica bellucci e la simpatia di Vittorio Sgarbi.
E qualche fenomeno ha pensato bene di affidargli, qualche anno fa, la trasmissione Il Bivio. Ispirata a sliding doors, l'idea credo fosse quella di supporre cosa sarebbe accaduto nella vita di tizio o di caio (ma più di tizio, a naso) se un determinato fatto sconvolgente non fosse accaduto.
E già è un'idea di merda, diciamolo.
L'ottimo ha poi trasformato la baracca in una specie di centro recupero per freak di vario genere, con una spiccata predilezione per attori porno, donne rifatte e, soprattutto, transessuali. Il tutto col tono serioso di chi parla del genocidio di tutsi in Rwanda e con l'effetto tutto particolare di convincere qualsiasi spettatore che il caso b, quello mai accaduto, non sarebbe mai potuto essere tanto merdoso quanto la vita di 'sti fenomeni da baraccone (quelli nella trasmissione, non i trans in generale, sia chiaro).
Quest'anno il nostro ritorna con una nuova splendida trasmissione che si svolge all'interno di un gabbiotto di vetro in centro a milano (e la domanda sorge spontanea, why cazzo, why?). Il titolo è "Quello che le donne non dicono". Cito la descrizione fornia da Mediaset:
Enrico Ruggeri, autore dei celebri versi della canzone "Quello che le donne non dicono" da cui trae il titolo il nuovo programma di Italia 1, porta la sua sensibilità e conoscenza dell'universo femminile in questa nuova avventura televisiva che vede protagoniste assolute le donne.
Assolute.
Non so se mi spiego.
Protagonista dell'unica puntata da me scorsa: Maurizia Paradiso.
Ah, canta pure lo spot dell'amaro averna. Il guooooosto pieoooono deooolllaaa viootaaaaaa. Mavaffanculova.
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